Il Consiglio di Stato riaccende i terminali del Caa Copagri

Caa Copagri
Sospesa, con effetto immediato, la sentenza del Tar del Lazio che a metà marzo aveva portato alla chiusura degli sportelli, in attesa del dovuto approfondimento da parte del Consiglio stesso.

Il Caa Copagri potrà continuare a svolgere la sua funzione e la sentenza del Tar Lazio con la quale era stata ritenuta valida la decisione della Regione Lazio di annullare il riconoscimento a svolgere le funzioni di Centro di assistenza agricola, viene per ora sospesa con effetto immediato.

Il Sian e l’Agea dovranno quindi riabilitare gli sportelli del Caa Copagri che erano stati immediatamente chiusi dopo la sentenza del Tar Lazio in attesa che il Consiglio di Stato valuti la questioni con il dovuto approfondimento, diversamente da quanto hanno fatto i giudici del Tar.

La Decisione di sospensione della sentenza del Tar prende atto che per effetto della appellata sentenza sono state interrotte, a carico della Copagri, tutte le attività operative presso le oltre duecento sedi ad essa riferibili, mediante disabilitazione dei canali digitali, incluso il canale Sian che costituisce il metodo di collegamento esclusivo per la raccolta delle informazioni relativa ai circa 97.000 produttori agricoli assistiti dalla stessa appellante. La decisione precisa anche che tale effetto immediato, apparentemente non mitigabile nei tempi brevissimi, costituisce un indubbio danno grave e irreparabile per l’appellante, e certo in sede di discussione collegiale sarà importante valutare quali effetti si potrebbero produrre sulla continuità dei flussi informativi aziende agricole – Pubblica amministrazione, rientrando essi nell’esame comparativo tra i diversi interessi, privato e pubblico, in gioco.

I magistrati del Consiglio di Stato motivano la decisione di sospendere l’esecutività della sentenza del Tar Lazio, rilevando che la stessa sentenza appellata riconosce come la complessità della vicenda, da cui gli atti impugnati scaturiscono, è stata aggravata da produzioni documentali definite “confuse” e tali da imporre al primo giudice una ricostruzione complessiva non facilmente desumibile da affermazioni e documenti in atti.

In conclusione i Magistrati del Consiglio di Stato ritengono che emerga con evidente chiarezza il “fumus boni iuris” che giustifica ampiamente la sospensione immediata della revoca del riconoscimento al Caa Copagri.

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