Etichettatura, «una scelta di trasparenza da difendere»

Il ministro Martina ha reagito al reclamo ufficiale presentato dall'organizzazione dell'industria alimentare europea FoodDrinkEurope alla Commissione Ue contro l'Italia. Secondo Coldiretti non si può impedire ai consumatori di conoscere tutta la verità sui prodotti acquistati.

«Noi abbiamo fatto una scelta chiara di trasparenza sull’indicazione d’origine in etichetta e siamo pronti a difenderla in ogni sede nazionale e comunitaria. In attesa che ci sia una piena attuazione del regolamento europeo in materia, l’Italia garantisce ai consumatori il diritto a conoscere l’origine delle materie prime di latte, pasta, riso e derivati del pomodoro. I decreti sono pienamente operativi, come confermato anche di recente dalla decisione del Tar del Lazio che ha rigettato il ricorso per la sospensiva. Andiamo avanti per valorizzare le nostre filiere e tutelare il lavoro dei nostri agricoltori».


Con queste parole il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina ha reagito alla notizia del reclamo ufficiale presentato dall'organizzazione dell'industria alimentare europea FoodDrinkEurope alla Commissione Ue contro l'Italia per l'adozione dei decreti sull'indicazione obbligatoria di origine per il grano, riso e pomodoro.

Secondo Coldiretti il reclamo dell'organizzazione dell'industria alimentare europea va contro l’interesse del 96% dei consumatori che chiedono venga scritta sull’etichetta in modo chiaro e leggibile l’origine degli alimenti.

«Non si può impedire ai consumatori – afferma Coldiretti – di conoscere la verità privandoli di informazioni importanti come quella di sapere se nella pasta che si sta acquistando è presente o meno grano canadese trattato in preraccolta con il glifosate proibito in preraccolta sul grano italiano o se il riso viene dai campi della Birmania sequestrati alla minoranza Rohingya contro la quale è in atto una pulizia etnica o ancora se il concentrato di pomodoro proviene dalla Cina, ai vertici mondiali per l’insicurezza alimentare».

«Di fronte all’atteggiamento incerto e contradditorio dell’Unione Europea che obbliga ad indicare l’origine in etichetta per la carne fresca, ma non per quella trasformata in salumi, per la frutta fresca, ma non per i succhi, per le uova, ma non per gli ovoprodotti, per il miele, ma non per il riso, per il pesce, ma non per il grano nella pasta, l’Italia che è leader europeo nella trasparenza e nella qualità ha il dovere - conclude la Coldiretti - di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie per garantire trasparenza dell’informazione e scelte di acquisto libere e consapevoli per i consumatori».

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome