L’Emilia-Romagna batte tutti sul tempo: ecco il Psr di transizione

Psr
Uno dei criteri guida di questa programmazione ponte sarà la riduzione dei massimali ottenibili da ogni azienda agricola, in modo da distribuire le risorse a una più ampia platea di beneficiari

Avrà una dotazione finanziaria di 408,8 milioni il Psr "di transizione" 2021-2022 dell'Emilia-Romagna e potrà contare su 28,8 milioni in più grazie ai nuovi criteri di riparto dei fondi Feasr, sui quali nei mesi scorsi c'è stata aspra battaglia tra le Regioni e su cui solo pochi giorni fa si è trovata la quadra. Difatti, il plafond a disposizione della Regione per il biennio deriva per l'87% da risorse Feasr e per il 13% da quelle attivate con il Next Generation Eu. Uno dei criteri guida di questa programmazione ponte sarà la riduzione dei massimali ottenibili da ogni azienda agricola, in modo da distribuire le risorse a una più ampia platea di beneficiari.

Fondi per investimenti e sostenibilità

La gran parte dei soldi sarà destinata agli investimenti (186,8 milioni) e alla sostenibilità (200 milioni). Le leve azionate per stimolare la competitività riguardano da una parte i nuovi insediamenti dei giovani agricoltori under 41 e la strutturazione delle loro imprese (53,6 milioni di euro), oltre all'ammodernamento, in generale, delle aziende agricole e agroindustriali (117,5 milioni). L'agricoltura biologica sarà finanziata dal Psr con 72,6 milioni e ci si attende un aumento delle superfici pari a 12mila ettari. Oltre 50 milioni saranno destinati alle aziende che si trovano nelle zone svantaggiate: aree montane e Basso ferrarese. Dieci milioni serviranno per tagliare le emissioni di ammoniaca.

 

 

E poi attenzione all'ambiente col sostegno a nuovi progetti di forestazione (8,2 milioni) e con azioni di contrasto ai danni prodotti dal cambiamento climatico, prevenendo, in particolare, quelli da gelate tardive che negli ultimi tre anni hanno messo in ginocchio la produzione ortofrutticola regionale (circa 5 milioni). Saranno una ventina, in 18 mesi, i bandi previsti.

Il piano di investimenti ha ricevuto il plauso di Confagricoltura regionale che però invita l'amministrazione ad aprire i bandi subito dopo l'estate.

Mammi: meno risorse a più aziende agricole

«Questo nuovo Psr di transizione delinea gli obiettivi e gli impegni della Regione per l’agricoltura nei prossimi due anni – ha commentato l'assessore regionale all'Agricoltura Alessio Mammi –. A partire dal primo assunto che individua nella sostenibilità il minimo comune denominatore di tutti gli investimenti. Sicurezza sul lavoro, dei mezzi di produzione, la biosicurezza negli allevamenti e politiche attive per il benessere animale sono per noi priorità. E poi la prevenzione dei danni dalle avversità, atmosferiche o da parassiti, con misure ad hoc per aumentare tutti gli strumenti disponibili a salvaguardia delle colture e con una spinta ulteriore verso l’utilizzo di metodiche di agricoltura di precisione – ha aggiunto –. Misure che saranno accompagnate da nuovi bandi con la riduzione dei massimali di intervento per aumentare ancora di più la platea dei beneficiari».

«Inoltre – ha precisato l'assessore – saranno prorogati di un anno gli impegni in scadenza nel 2021 per l’agricoltura biologica e la produzione integrata e un nuovo bando sul bio sarà proposto l’anno prossimo. Infine, saranno finanziati tutti gli impegni già presi, proprio nell’ottica di dare continuità e certezza ai produttori che si sono impegnati per produzioni sempre più sostenibili. Siamo convinti che da qui, dal mix tra innovazione e risorse, la nostra agricoltura possa segnare un cambio di passo positivo per vincere le nuove sfide dei mercati».

L’Emilia-Romagna batte tutti sul tempo: ecco il Psr di transizione - Ultima modifica: 2021-06-23T17:58:47+02:00 da Simone Martarello

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