Agroalimentare, il 2018 sarà l’anno nazionale del cibo italiano

accordo di filiera
Ma non sarà l'anno della Dieta Mediterranea. Le legislatura infatti si è chiusa senza che siano stati approvati due disegni di legge per la sua valorizzazione

Al via "2018 Anno nazionale del cibo italiano", proclamato su iniziativa dei ministri Dario Franceschini e Maurizio Martina per ricordare a tutto il mondo il valore del nostro patrimonio enogastronomico che può ritenersi a ragione come unico al mondo.

Eppure il Parlamento italiano ha avuto quasi tutta l’intera legislatura, chiusa a dicembre 2017, per cercare di approvare due disegni di legge riguardanti proprio la valorizzazione della “dieta mediterranea” già solennemente e autorevolmente incoronata dall’Unesco e di cui il cibo italiano fa la parte del leone.

I due disegni di legge sono stati esaminati dalle varie Commissioni parlamentari con parere positivo senza però arrivare alla definitiva approvazione da parte delle assemblee dei Deputati e dei Senatori.

La “dieta Mediterranea” che sin dal 2010 è stata dichiarata patrimonio universale immateriale dell’Unesco rimane fuori da questa celebrazione.

L’Unesco e i patrimonio immateriali riconosciuti in Italia verranno quindi solennizzati solo attraverso le iniziative specifiche riguardanti il “cibo italiano” e non nell’ambito di manifestazioni più coinvolgenti e dirette e utilizzando specifiche risorse finanziarie.

In particolare la valorizzazione dei riconoscimenti Unesco legati al cibo come la “Dieta Mediterranea”, riguarderanno la vite ad alberello di Pantelleria, i paesaggi della Langhe Roero e Monferrato, Parma città creativa della gastronomia e l'Arte del pizzaiuolo napoletano iscritta di recente. Sarà l'occasione per il sostegno alla candidatura già avviata per il Prosecco e la nuova legata all'Amatriciana. Allo stesso tempo saranno attivate iniziative per far conoscere e promuovere, anche in termini turistici, i paesaggi rurali storici, per il coinvolgimento e la promozione delle filiere e ci sarà un focus specifico per la lotta agli sprechi alimentari.

I disegni di legge per la promozione della “Dieta mediterranea” finiti negli archivi storici parlamentari tra le proposte incompiute per fine della legislatura avevano come scopo quello di ribadire con forza il ruolo della Dieta Mediterranea nella vita di ogni italiano imponendo la descrizione dei componenti su ogni prodotto in vendita oltre che promuovere all'estero quella combinazione di cibi tutelati dall'Unesco, ma non sufficientemente protetti dalla nostra legislazione.

Il disegno di legge Inoltre elencava, tra i principali obiettivi da perseguire, la promozione di studi e ricerche interdisciplinari sugli effetti della dieta mediterranea sulla salute e sugli stili di vita, anche in chiave di prevenzione delle malattie sociali legate alla nutrizione, la promozione e la diffusione dei prodotti e delle specialità della dieta mediterranea nelle mense e nei sistemi di ristorazione collettiva con la predisposizione di attività formative e divulgative, e, infine, l’intensificazione degli scambi culturali tra le comunità interessate.

E ancora veniva proposta l’istituzione della «Giornata Nazionale della dieta mediterranea patrimonio dell’umanità» da celebrarsi il 16 novembre di ogni anno. La giornata sarebbe stata celebrata in tutto il territorio nazionale e sarebbe stata un’occasione per diffondere e dare risalto ai valori della dieta mediterranea. Infine veniva istituito il Fondo per la valorizzazione della dieta mediterranea patrimonio dell’umanità. Il Fondo è pari a 1 milione di euro per ciascuno degli anni di un triennio.

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