Alimentazione zootecnica, la soia estera continua a volare

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Rallenta intanto il grano tenero foraggero, che rimane comunque su quotazioni record. Per l'orzo italiano le rese della campagna 2022 si stimano in crescita

Nel mercato delle materie prime utilizzate nell’alimentazione zootecnica, l’ultima settimana di maggio ha mostrato un ulteriore aumento per i prezzi della soia di provenienza estera, mentre poche variazioni si sono osservate per i cereali foraggeri, con gli orzi non italiani e il grano tenero in leggero calo, complice un mercato statico.

Frena il grano tenero foraggero, ma resta a un +70% sul 2021

Nel comparto dei cereali foraggeri si sono fermati i rialzi del grano tenero foraggero. Sulla piazza di Bologna i prezzi hanno ceduto 4 €/t rispetto alla settimana precedente, portandosi sui 411-426 €/t (franco arrivo). Resta comunque ampia la crescita rispetto a un anno fa, con i valori attuali più alti di quasi il 70%.

Orzo, scambi fiacchi e occhi puntati sul nuovo raccolto

Mercato poco vivace anche l’orzo, dove l’attesa è ormai per il nuovo raccolto, con le operazioni di trebbiatura in fase di avvio. Secondo le stime del bollettino Mars della Commissione Europea sul monitoraggio delle colture e delle previsioni meteorologiche, la resa media dell’orzo invernale nell’Ue dovrebbe attestarsi nel 2022 sui 5,78 t/ha, di fatto invariata rispetto allo scorso anno (5,79 t/ha). Lieve incremento atteso per l’Italia, con la resa stimata in crescita da 4,21 t/ha e 4,24 t/ha. Sul fronte dei prezzi, un leggero arretramento si è rilevato a Bologna per le quotazioni dell’orzo estero, attestate a Bologna sui 387-389 €/t (-2 €/t), sempre però in forte rialzo su base annua, con un +62%.

Il sorgo guarda all'insù

In controtendenza il sorgo, le cui disponibilità sono ormai ridotte, che a Bologna cresce di 3 €/t e si riporta sulla soglia dei 385 €/t.

Soia, nuovi aumenti per quella proveniente da altri Paesi

L’ultima settimana di maggio ha messo in evidenza un ulteriore apprezzamento delle quotazioni della soia di provenienza estera, tornata sulla piazza di Bologna ad avvicinarsi alla soglia dei 700 €/t (690-695 €/t, franco arrivo). Prezzi in calo, invece, per la soia nazionale, scesa sotto i 675 €/t (franco partenza), in flessione di 4 €/t e tornata così ai minimi da fine febbraio. I prezzi restano in linea con lo scorso anno, mentre per la soia estera si conferma una robusta crescita, attualmente pari ad un +36%. Sui mercati esteri, la settimana si è chiusa in rialzo alla Borsa di Chicago, dove le quotazioni dei futures hanno raggiunto i 17,30 dollari per bushel (pari a 593 €/t), in rialzo dell’1,6% rispetto a sette giorni prima.

Farine proteiche: scende la colza, stabile il girasole

Nel mercato delle farine proteiche, la settimana è stata segnata da diffusi cali dei prezzi all’ingrosso della farina di colza, anche per una maggiore offerta disponibile sul mercato. Alla Granaria di Milano le quotazioni sono scese di 5 €/t, attestandosi sui 492-495 €/t (franco arrivo). Sulle principali Borse Merci nazionali i prezzi attuali rimangono comunque più alti di oltre il 30% su base annua. Statici i listini della farina di girasole, con i prezzi sostanzialmente stabili rispetto alla settimana precedente. La farina proteica (390-395 €/t a Bologna, franco arrivo) mantiene un divario superiore al 20% rispetto ai prezzi dello scorso anno.

I prezzi dei cereali foraggeri e delle materie prime zootecniche nella settimana dal 23 al 28 maggio 2022

Alimentazione zootecnica, la soia estera continua a volare - Ultima modifica: 2022-05-30T13:27:12+02:00 da Terra e Vita

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