Bovini, il mercato è stagnante. Nessun segnale di cambiamento in vista

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Il commento di Ismea alle quotazioni rilevate dal 3 al 9 febbraio non evidenzia una situazione di sostanziale stabilità per la maggior parte dei prodotti agricoli. Ancora in calo il Parmigiano Reggiano e i conigli

Caseari

La prima settimana di febbraio sulla scia di quanto già mostrato nella precedente mette in luce, per quanto riguarda i due formaggi grana a denominazione, un mercato a due velocità. Nello specifico gli scambi del Grana Padano Dop si mantengono nella norma, con una buona tenuta dei prezzi per tutte le varietà e su tutti i centri di scambio. Si acutizza, invece, la congiuntura flessiva dei prezzi del Parmigiano Reggiano Dop, con evidenti erosioni dei listini sia sulle piazze emiliane che lombarde. Già dalla giornata di lunedì il mercato di Milano chiudeva le contrattazioni con i listini di tutte le varietà in calo di 15 centesimi al chilo. A fine settimana le perdite si fanno più evidenti con la piazza di Parma che adegua al ribasso i prezzi di tutte le stagionature ben 30 centesimi rispetto alla scorsa settimana. Per le materie grasse non si rilevano scostamenti con i prezzi oramai stabilizzati da parecchie settimane.

Avicunicoli

La stagionale tendenza alla riduzione dei consumi di coniglio si è manifestata in una flessione dei prezzi diffusa sulle piazze di Arezzo, Forlì, Verona e Milano. Nel complesso su base media nazionale il calo è stato del -4,3% considerando sia la pezzatura leggera che quella pesante. Il mercato delle galline non ha registrato variazioni con domanda e offerta in sostanziale stabilità. Si verifica un leggero aumento di prezzo delle uova di gallina, dovuta anche alla consuetudine segnalata in alcune aree di consumare maggiori quantità di prodotti dolciari. Il tacchino ha mostrato un deprezzamento maggiore sulla taglia media (-3,38%) rispetto alla taglia leggera (-1,38%). Tale fenomeno è in parte riconducibile al prezzo del pollo, che seppur ha iniziato una ripresa, non ha raggiunto livelli tali da non impattare la domanda di prodotti alternativi. Il pollo infatti, su base congiunturale ha mostrato in questa settimana un incremento percentuale del +0,09% nel complesso di piazze e categorie merceologiche.

Bovini

Prosegue la stabilità precedentemente segnalata nelle principali categorie merceologiche di bovini nella sesta settimana del 2020. Viene inoltre segnalata l’assenza di elementi che portano a pensare a dei prossimi cambiamenti. Analizzando le categorie merceologiche di animali vivi rilevate si vede come l’unica variazione sensibile è quella dei vitelloni da macello che perdono lo 0,03% su base congiunturale. Per quanto riguarda le carni, l’unica variazione degna di nota è quella delle carni di vitellone che nel complesso perdono il -0,1% a livello nazionale. Nello specifico ciò è determinato dalla piazza di Modena dove durante la settimana in oggetto il calo è del -0,39% per le mezzene e del -0,57% per i quarti posteriori. Anche per quanto riguarda gli animali da ristallo le variazioni congiunturali sono di lieve entità, con la più rilevante relativa ai vitelli da ristallo di incrocio francese su Padova che perdono lo 0,5%.

Suini

La situazione del mercato nazionale dei suini da allevamento non tende a cambiare, i listini mostrano sempre aumenti per i lattonzoli per tutte le categorie di peso dai 7 ai 40 chili. Per i magroni le uniche categorie a registrare variazioni positive sono le taglie 50 e 65 chili, mentre registrano qualche diminuzione per quelle pesanti. Per ciò che concerne i suini da macello a fronte di una domanda costante da un lato e di un aumento dell’offerta sia nazionale che estera dall’altro, i prezzi evidenziano una congiuntura flessiva per tutte le singole categorie sia del circuito tutelato che non tutelato. Alla stessa stregua, relativamente alle scrofe da macello si rileva una tendenza lievemente flessiva. I tagli di carne suina per il consumo risultano stabili, mentre quelli per l’industria appaiono nel complesso in flessione, ad eccezione della coscia per crudo refilata per produzione tipica superiore ai 13 chili che riesce a mantenere stabili i valori.

Vino

La prima settimana di febbraio ha evidenziato un mercato calmo con domanda molto debole e previsioni di attività al rilento nel breve-medio termine. C'è interesse per i bianchi di alta qualità e termocondizionati. Non si registrano variazioni significative sui listini medi dei prodotti monitorati rispetto a sette giorni fa.

Olio

Mercato italiano stabile senza particolari tensioni, leggeri movimenti al rialzo sui mercati comunitari. L’extravergine nazionale resta stabile a 3,08 euro al chilo, lieve rialzo per il lampante che si attesta a 1,55 euro al chilo (+1%) grazie alle movimentazioni sulle piazze calabresi che, nel medesimo tempo, vedono un calo per i listini dell’olio vergine. Sostanzialmente stabili i valori medi dei rettificati di oliva e di sansa. Pochissime variazioni anche nel segmento degli olii di semi, che evidenziano comunque un mercato tendenzialmente al rialzo.

I prezzi dei prodotti agricoli del 9 febbraio
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Bovini, il mercato è stagnante. Nessun segnale di cambiamento in vista - Ultima modifica: 2020-02-11T15:49:49+01:00 da Redazione Terra e Vita

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