C’è vita per i vini bianchi. Tengono i grana, giù i suini

vini bianchi
Cedono i listini di materie grasse e avicoli, in particolare conigli e galline. Stabile l'olio evo

Caseari, il burro si scioglie

Per il segmento dei formaggi duri a denominazione nazionali l’andamento degli scambi si mantiene buono e nella norma su tutte le principali piazze sia emiliane che lombarde con i listini in consolidamento per tutte le varietà sia per il Parmigiano Reggiano Dop che per il Padano Dop. Meno entusiasmante il mercato dei burri dove gli scambi si mantengono sottotono con ulteriori retrocessioni nei valori per tutte le tipologie. Per lo zangolato i valori medi nazionali toccano i 1,72 euro al chilo registrando una variazione congiunturale del -2,3% determinata dalle flessioni pari a 5 centesimi sulle piazze di Parma, Reggio Emilia, Mantova e Milano. Non riesce a mantenere i precedenti valori il burro Cee, con adeguamenti al ribasso su entrambe le piazze lombarde (3,75 euro/kg). Prosegue nella spinta inflattiva il latte spot sia a Verona (41,25 euro/100 kg) che Lodi (40 euro/100 kg)

Avicunicoli, conigli e galline in affanno

Sul mercato avicolo nel corso dell’ultima settimana non si rilevano variazioni. Si è registrata un’offerta di vivo contenuta e contemporaneamente una depotenziata domanda finale, influenzata negativamente dalle elevate temperature anche nelle località di villeggiatura. In sintesi, la scarsità dell’offerta ed una domanda non brillante hanno fatto sì che l’equilibrio raggiunto tenesse e così le quotazioni rimanessero invariate. Congiuntura flessiva, invece, per i conigli e per le galline: prodotti particolarmente svantaggianti durante il periodo estivo. Nello specifico entrambe le tipologie di galline registrano consumi ridotti ai minimi termini. Maggiormente penalizzate risultano le rosse dove permane un eccesso di offerta che provocherà probabilmente un’ulteriore riduzione delle quotazioni, al fine di stimolare la domanda e permettere una ripresa dei consumi che consenta di svuotare gli allevamenti e di effettuare gli accasamenti già programmati. Queste ultime, tra l’altro, sono anche influenzate dall’andamento negativo delle uova per le quali si registrano rimanenze diffuse.

 

 

Suini, giù sia quelli da allevamento che da macello

La tendenza del mercato suinicolo è stabilmente flessiva sia per quanto riguarda i suini da macello che per quanto riguarda i suini da allevamento. Relativamente ai suini da macello risulta una domanda debole da parte della Gdo e un’offerta di capi pronti stabile. Per quanto riguarda il mercato all’ingrosso la dinamica di mercato dei tagli destinati al consumo risulta in aumento ad eccezione del lombo bologna che conferma la propria quotazione.  Anche i tagli destinati all’industria sono segnalati in aumento ad eccezione della pancetta, del pancettone e della spalla che evidenziano una flessione. Per quanto riguarda i suinetti da allevamento si registrano robusti cali con una domanda da parte dei centri d’ingrasso molto debole a fronte di un’offerta elevata.

Olio, calma piatta

Non si sono registrate novità apprezzabili nel mercato all’origine dell’olio di oliva extravergine nazionale. I valori medi rilevati permangono sui livelli di sette giorni fa e pari a 4,50 euro al chilo. L’avvicinarsi della nuova produzione non crea ancora tensioni sufficienti a modificare i prezzi di mercato.

Stabili anche i prezzi registrati per olio vergine e lampante rispettivamente fermi a 2,86 e 2,46 euro al chilo.

Sul mercato all’ingrosso mentre restano costanti i valori del raffinato di oliva si rileva un lieve calo per i listini medi dell’olio raffinato di sansa di oliva che si attesta a 1,62 euro al chilo.

Pochissime variazioni anche per gli oli di semi raffinati, i listini dell’olio di arachide perdono circa 2 centesimi di euro fermandosi a 2,17 euro al chilo, mentre quelli dell’olio raffinato di girasole conquistano 1 centesimo portandosi a 1,35 euro al chilo. Stabili le quotazioni dell’olio di mais.

Vino, segni di vitalità dai bianchi comuni

La seconda settimana del mese di luglio ha evidenziato un lieve incremento del prezzo medio registrato per i vini comuni bianchi all’origine. Le quotazioni si sono attestate a 3,64 euro l’ettogrado grazie ad una buona performance dei vini laziali.

Stabili a 4,12 euro l’ettogrado i listini medi dei vini comuni rossi.

Tra i vini a indicazione geografica si evidenzia una crescita per i listini dei bianchi veneti, in particolare Chardonnay e Glera.

Stabili le quotazioni dei prodotti rossi.

 I prezzi dei prodotti agricoli del 12 luglio 2021
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C’è vita per i vini bianchi. Tengono i grana, giù i suini - Ultima modifica: 2021-07-13T12:33:04+02:00 da Terra e Vita

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