Cereali foraggeri, prosegue la corsa dell’orzo. Si ferma il grano tenero

I nuovi timori per la variante del Covid-19 raffreddano i listini internazionali e anche quelli italiani ne risentono. Orzo e sorgo in controtendenza

I prezzi registrati nelle Borse Merci nazionali a cavallo tra fine novembre e inizio dicembre hanno mostrato nel mercato dei cereali foraggeri l’ulteriore progressione dell’orzo, sostenuto anche dai rialzi sui mercati esteri.

Si è fermata, invece, la fase di aumento dei grani teneri, in linea con quanto osservato per quelli a uso alimentare e complice l’incertezza e la volatilità registrate sulle principali piazze internazionali a causa del diffondersi di una nuova variante del Covid-19. Listini poco vivaci anche per i semi di soia, con una prevalenza di segni “meno”, e per le farine proteiche.

Grano tenero, stop ai rialzi

Dopo una serie di rialzi settimanali in atto da inizio settembre, si è fermata in avvio di dicembre la crescita del grano tenero foraggero. Sulla piazza di Bologna i prezzi sono rimasti invariati su un valore massimo di 345 €/t (franco arrivo). L’aumento rispetto alla scorsa annata rimane comunque consistente, mantenendosi nell’ordine del +50%. Tra i cereali foraggeri, prosegue, invece, la corsa dei prezzi dell’orzo, autore di diffusi aumenti settimanali su tutte le principali piazze di scambio nazionali, grazie anche alle quotazioni elevate che si registrano sui mercati esteri in conseguenza del buon andamento della domanda internazionale.  A Bologna l’orzo pesante ha così superato la soglia record dei 300 €/t (301-305 €/t, franco arrivo). Su base annua il rincaro ha raggiunto il +60%. Rimane improntata alla crescita anche l’attuale dinamica dei prezzi del sorgo, che, come nel caso dell’orzo, sono ormai giunti a superare i 300 €/t (300-305 €/t alla Granaria di Milano).

Soia nazionale in calo

Tra i proteici, il mercato della soia vede prolungarsi la fase di staticità, con prezzi in calo per la soia nazionale no ogm, in discesa di 8 €/t rispetto alla settimana precedente sia sulla piazza di Bologna che di Milano. I valori sono tornati sui 605-610 €/t, mantenendo comunque una crescita rispetto a dodici mesi fa del +40% circa. Segno “meno” anche per la soia ogm di provenienza estera, più accentuato a Milano (-8 €/t). Sui mercati internazionali, la settimana è stata caratterizzata dalla forte volatilità alla Borsa di Chicago. Le quotazioni dopo essere scese sotto i 12,20 dollari per bushel, sono risalite fino a chiudere la settimana sui 12,70 dollari per bushel (pari a 411 €/t), sostenute dalle notizie di esportazioni di soia americana verso la Cina.

Farine, stabili girasole e colza, giù quella di soia

Tornando al mercato italiano, diffusi ribassi hanno interessato invece la farina di soia. Alla Granaria di Milano le quotazioni (franco arrivo) hanno ceduto 15 €/t, con la farina proteica estera scesa sui 444-455 €/t. I valori sono di fatto in linea con lo scorso anno (+1,2%) ma, al tempo stesso, rimangono ben più elevati rispetto al periodo pre-Covid, con un aumento del +31% rispetto a due anni fa. Tra le altre farine proteiche, la settimana ha mostrato una sostanziale stabilità dei prezzi all’ingrosso della farina di girasole e della farina di colza, i cui prezzi sono rimasti a Bologna rispettivamente sulla soglia dei 330 €/t e dei 345 €/t.

I prezzi dei cereali foraggeri e delle materie prime zootecniche
nella settimana dal
29 novembre al 4 dicembre 2021

Cereali foraggeri, prosegue la corsa dell’orzo. Si ferma il grano tenero - Ultima modifica: 2021-12-06T12:56:33+01:00 da Terra e Vita

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