Cereali foraggeri, stop ai rincari. Aumentano solo soia estera e farina di soia

cereali foraggeri
Giù grano tenero e orzo, stabili tutte le altre materie prime zootecniche

Dopo settimane di aumenti, sembra affievolirsi la spinta al rialzo nei listini delle materie prime mangimistiche. I prezzi registrati nelle Borse merci nazionali nella settimana compresa tra il 6 e il 10 dicembre hanno mostrato infatti una diffusa stabilità. Nel mercato dei cereali foraggeri sono emersi segnali di rallentamento per il grano tenero e il sorgo e anche l’orzo, autore da agosto di una crescita record, è rimasto invariato su tutti i principali centri di scambio. Ferme anche le farine di girasole e di colza. L’unica eccezione in questo scenario di stabilità è stata rappresentata dagli aumenti rilevati per la soia di provenienza estera e per la farina di soia, avvenuti sulla scia dei rialzi sul mercato estero.

Grano tenero, ancora un passo indietro

Tra i cereali foraggeri, si conferma la fase di rallentamento per il grano tenero. Sulla piazza di Bologna i prezzi hanno ceduto 2 €/t rispetto alla settimana precedente, portandosi sui 333-343 €/t (franco arrivo), valori che rimangono superiori di quasi il 50% rispetto alla scorsa annata. Si è fermata intanto la corsa dei prezzi dell’orzo. Sulla piazza di Bologna le quotazioni si sono confermate sopra i 300 €/t (franco arrivo). Va evidenziato che nell’arco di poco più di quattro mesi i listini dell’orzo nazionale (pesante) hanno archiviato una crescita di oltre il 40%, giungendo su valori record. Tra gli altri cereali, segno “meno” per il sorgo, i cui prezzi sono scesi sotto la soglia dei 290 €/t (franco partenza), un livello che rimane superiore di oltre il 50% rispetto allo scorso anno.

Soia estera in evidenza

Tra i proteici, la settimana ha messo in evidenza un leggero arretramento dei prezzi della soia nazionale no ogm, in calo a Bologna di 2 €/t rispetto alla settimana precedente ma sempre attestata sopra i 600 €/t (franco partenza) ed in forte crescita su base annua (+41%). Al contrario, le quotazioni della soia ogm di provenienza estera sono tornate in aumento, riportandosi sui 520-524 €/t (franco arrivo), pari ad un incremento settimanale di 10 €/t. Segnali di parziale recupero si sono osservati anche alla Borsa di Chicago, dove le quotazioni hanno beneficiato delle stime mensili dell’Usda, il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, che ha rivisto in ribasso rispetto alle stime di novembre sia la produzione (da 384 a 381,7 milioni di tonnellate) che le scorte mondiali (da 103,7 a 102 milioni di tonnellate).

Farine, avanti solo quella di soia

Nel comparto delle farine proteiche è prevalsa una pressoché completa stabilità per la farina di girasole e la farina di colza. Per entrambe i prezzi attuali si mantengono superiori rispetto ad un anno fa, con una variazione che rimane più accentuata per la farina di colza, con un +10% circa rispetto al +3% circa della farina di girasole. Segno “più” invece per la farina di soia: a Bologna i prezzi della farina proteica estera si sono attestati sui 435 €/t (franco arrivo), guadagnando 6 €/t rispetto alla settimana precedente e mantenendo un leggero aumento rispetto allo scorso anno (+4%).

I prezzi dei cereali foraggeri e delle materie prime zootecniche
nella settimana dal 6
all'11 dicembre 2021

Cereali foraggeri, stop ai rincari. Aumentano solo soia estera e farina di soia - Ultima modifica: 2021-12-13T12:13:05+01:00 da Terra e Vita

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