Continua l’altalena nei prezzi della soia: torna il segno più

soia
La borsa di Chicago continua a influenzare i prezzi nazionali della soia. Il commento dei prezzi rilevati dalle Camere di Commercio ed elaborati da Bmti

Le notizie provenienti dal mercato americano continuano a imprimere volatilità ai listini nazionali della soia, tornati a mostrare leggeri rialzi nella seconda settimana di giugno sulla scia degli aumenti registrati presso la borsa di Chicago. Mercato all’insegna della calma, invece, nel comparto dei cereali foraggeri. I listini degli orzi nazionali sono stati non quotati, in attesa dell’arrivo sul mercato del nuovo raccolto, mentre ulteriore stabilità si è registrata per il sorgo.

Farine proteiche

A determinare gli aumenti delle quotazioni della soia a Chicago sono stati ancora i timori sulle semine. Nonostante l’accelerazione di inizio giugno, dovuta ad un miglioramento delle condizioni climatiche, le semine negli Stati Uniti rimangono infatti in forte ritardo rispetto allo scorso anno. I dati del Crop Progress Report del Dipartimento dell’Agricoltura americano dello scorso 10 giugno mostrano come completate il 60% delle semine previste, rispetto al 92% che si raggiungeva lo scorso anno e all’88% della media quinquennale 2014-2018. Le quotazioni dei semi di soia hanno chiuso la settimana sugli 896,75 centesimi di dollaro per bushel, in crescita del +4,7% rispetto alla settimana precedente e ai massimi da metà aprile. Venendo al mercato italiano, segno “più” si è registrato sulla piazza di Bologna, dove i semi di provenienza estera si sono portati sui 341-343 €/t, pari ad un +0,9% su base settimanale. I prezzi attuali restano comunque più bassi rispetto allo scorso anno, sia per i semi di soia esteri (-3,8%) che per quelli di origine nazionale (-6,5%). Settimana che ha è tornata a evidenziare aumenti, seppur contenuti, per le farine di soia, anche in questo caso ovviamente condizionate dal rialzo al CBOT (+3,6% rispetto alla settimana precedente). Sulla piazza di Torino i prezzi all’ingrosso della farina di soia tostata nazionale si sono attestati sui 364-365 €/t in crescita dello 0,6% su base settimanale ma più bassi dell’8,3% rispetto a dodici mesi fa.

La settimana è stata caratterizzata invece da un’ulteriore flessione dei listini all’ingrosso della farina di colza, il cui prezzo sulla piazza di Milano ha ceduto l’1,8% rispetto alla settimana precedente, attestandosi sui 270-271 €/t. Come per la soia, il confronto con lo scorso anno resta negativo (-8,8%). Segno “meno” che si è registrato anche per la farina di girasole, in particolare per il prodotto proteico: a Bologna i prezzi sono scesi sui 245-247 €/t, in calo dell’1,2% rispetto alla settimana precedente.

Cereali foraggeri

Tra i cereali foraggeri, come detto, il comparto dell’orzo è in attesa dell’arrivo sul mercato dei primi lotti del nuovo raccolto. Di conseguenza i listini nazionali risultano non quotati. Sul fronte della produzione, mentre si attendono riscontri su rese e qualità, le stime di fine maggio della Commissione Europea indicano per l’Italia un raccolto di circa 1,1 milioni di tonnellate, in aumento di circa 100mila tonnellate (+4,6%) rispetto al 2018. Il mercato è rimasto invece stazionario per il sorgo. A Milano i prezzi del sorgo nazionale sono rimasti invariati sui 186-187 €/t. Resta invece negativa la variazione rispetto alla scorsa annata (-2,4%).

I prezzi dei cereali e delle materie prime
nella settimana dal 10 al 15 giugno 2019

Continua l’altalena nei prezzi della soia: torna il segno più - Ultima modifica: 2019-06-17T17:54:17+02:00 da Redazione Terra e Vita

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome