Foraggeri, soia e grani continuano a correre, stop per gli orzi

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Ultima settimana di ottobre con listini ancora in aumento per tutti i cereali foraggeri ad eccezione degli orzi, che restano stabili

Le ultime battute di ottobre hanno mostrato nel mercato delle materie prime mangimistiche un’ulteriore progressione dei prezzi del grano tenero foraggero e, tra i proteici, della soia nazionale. I grani foraggeri continuano a risentire della generale fase di aumento che sta interessando l’intero comparto sia in Italia che all’estero. La soia nazionale no ogm ha beneficiato ancora della limitata disponibilità di prodotto, a fronte della debolezza che si è ancora registrata per la soia di provenienza estera. Tra i cereali foraggeri, si è arrestata invece la fase di aumento dei prezzi degli orzi, tornati stabili su tutte le principali Borse Merci nazionali.

Grano tenero sempre più caro

Tra i cereali foraggeri, nuovi rialzi si sono osservati nei listini dei grani teneri ad uso zootecnico. A Bologna i prezzi si sono portati sui 320 €/t (franco arrivo), in aumento dell’1,8% rispetto alla settimana precedente. La crescita rispetto alla scorsa annata rimane superiore al +40%. Il segno “più” contraddistingue ancora anche l’andamento nel mercato comunitario. Al Matif di Parigi le quotazioni futures del grano zootecnico sono aumentate del 4,7% su base settimanale, chiudendo la settimana sui 213 €/t.

Tornando al mercato nazionale, dopo i rialzi delle precedenti settimane di ottobre, gli orzi hanno chiuso il mese rimanendo invariati su tutte le principali piazze di scambio, complice un mercato calmo e la contemporanea frenata del mais. A Bologna e Milano i prezzi (franco arrivo) dell’orzo pesante hanno chiuso il mese rispettivamente su un valore medio di 266 €/t e 263 €/t. La crescita rispetto ad un anno fa rimane comunque significativa, superiore su entrambe le piazze al +40%. In linea con l’orzo, anche per il sorgo si sono fermati i rialzi. A Bologna i valori rimangono a ridosso dei 285 €/t (franco partenza), in crescita di quasi il 60% su base annua.

La soia guadagna altri 10 €/t

Nel mercato dei proteici, prosegue la corsa della soia nazionale (no ogm). Sia a Bologna che a Milano il rincaro settimanale è stato di 10 €/t ed i prezzi attuali toccano rispettivamente i 620-625 €/t (franco partenza) e i 615-625 €/t (franco arrivo). L’aumento nell’arco di dodici mesi è su entrambe le piazze vicino al +60%. Si confermano, invece, i segnali di debolezza per la soia estera ogm, in calo a Bologna di 5 €/t (500-502 €/t). La crescita rispetto alla scorsa annata rimane comunque nell’ordine del +25%. Sui mercati esteri, la settimana ha mostrato poche variazioni per la soia quotata alla Borsa di Chicago. Oltre alle stime “rassicuranti” sull’offerta mondiale, ad appesantire le quotazioni, ferme sui 12,30 dollari per bushel (pari a 393 €/t), è anche l’incertezza che attualmente si riscontra sulla domanda di soia Usa da parte della Cina.

Farine proteiche, prosegue il rialzo

Tra le farine proteiche, è proseguita anche in chiusura di ottobre la fase di rialzo dei prezzi all’ingrosso del girasole integrale nazionale. A Bologna e Milano le quotazioni attuali si attestano sulla soglia dei 250 €/t (franco arrivo), facendo segnare una crescita del 15% circa rispetto a un anno fa. Segnali di rialzo per la farina di colza, più accentuati sulla piazza di Torino (+13 €/t su base settimanale) dove le quotazioni hanno raggiunto i 360 €/t (franco arrivo), complici anche i prezzi elevati che si registrano per i semi di colza quotati al Matif di Parigi.

I prezzi dei cereali e delle materie prime foraggere
nella settimana dal 25
al 30 ottobre 2021

Foraggeri, soia e grani continuano a correre, stop per gli orzi - Ultima modifica: 2021-11-02T12:01:29+01:00 da Redazione Terra e Vita

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