Grana e carni suine, la corsa continua. Bene anche gli avicunicoli

Padano in recupero di 5 cent/kg, Reggiano di 10. Si apprezzano anche le carni suine, pur rimanendo a valori del 12% inferiori alla media. Si ferma la caduta dei valori dei bovini da ristallo

Caseari, ancora in recupero i due grana

Continua il trend crescente dei prezzi all’origine dei due grana a denominazione nazionali anche nel corso dell’ultima settimana del mese di agosto. L’andamento degli scambi per entrambi rimane su buoni livelli sulla maggior parte dei centri di scambio. Riguardo al Grana Padano Dop la domanda appare più attiva per le stagionature più elevate con recuperi di 5 centesimi a Mantova e Cremona, mentre la produzione più giovane mantiene pressoché stabili i valori su tutte le piazze, se si esclude solo un leggero adeguamento di 3 centesimi sulla piazza di Cremona. Si contrappone una totale stabilità nelle quotazioni a Milano dove i listini di tutte le varietà rimangono fermi sui valori di inizio mese.

 

 

Per il Parmigiano Reggiano Dop su tutte le piazze e per tutte le varietà (ad eccezione dello stagionato di un anno a Mantova) gli aumenti realizzati sono stati di 10 centesimi al chilo rispetto all’ottava precedente.

Fermi sui livelli precedenti i listini degli altri formaggi monitorati, per i quali non si rilevano variazioni di prezzo rispetto alla settimana precedente. Alla stessa stregua le materie grasse mantengono inalterati i listini su tutti i mercati, ad eccezione della crema di latte che riesce a recuperare 8 centesimi sulla piazza di Milano (1,76 euro al chilo). Per ciò che concerne la materia prima si rilevano apprezzamenti nei listini del latte spot sulla piazza di Verona (35,25 euro/100 kg) pari a un euro al quintale, a fronte di una sostanziale tenuta sulla piazza di Lodi (34,25 euro/100 kg).

Avicunicoli, aumenti per tutti

Diverse dinamiche si sono verificate durante l’ultima settimana monitorata nel mercato dei prodotti avicunicoli, sia per quanto riguarda il vivo scambiato all’origine che, in minor misura, per il macellato scambiato all’ingrosso.

L’abbassarsi delle temperature stimola i consumi soprattutto riguardo i conigli e i tacchini e faraone, mentre gli operatori auspicano una futura ripresa della domanda anche per polli e uova. Sul fronte dei prezzi spiccano gli aumenti sulla piazza di Perugia dove le galline di taglia media passano da 15 a 20 centesimi di euro al chilo peso vivo. Tale incremento è determinato da un’offerta contenuta di prodotto sul mercato che non riesce a soddisfare la domanda.

Anche anatre, faraone e tacchini mostrano dei recuperi degni di nota. I listini medi delle faraone passano da 1,96 a 2,02 euro al chilo (+3,41%), i tacchini recuperano quasi un punto percentuale rispetto alla scorsa settimana e le anatre incrementano di 3 centesimi i precedenti corsi (0,25 euro al chilo) registrando una variazione congiunturale del +1,35%. Alla stessa stregua anche il mercato dei conigli sta mostrando una ripresa dei consumi, che permette ai produttori di incrementare sensibilmente i corsi. Nessuna particolare novità riguardo le uova per le quali i prezzi si attestano per il momento ancora su valori molto bassi e risultano stabili.

Bovini, si ferma la discesa di quelli da ristallo

Per il settore dei bovini nel corso della trentacinquesima settimana del 2020 il mercato appare sostanzialmente stabile. La discesa dei prezzi dei bovini da ristallo risulta ora di ridotta intensità, avendo tale prodotto affrontato un lungo periodo di marcate flessioni nei prezzi. Su Padova i baliotti da ristallo di pezzata nera fanno registrare un -2,61%, seguiti dai vitelli da ristallo di Charolaise e incroci che cedono dell’1,04%. Su Montichiari risulta in flessione la categoria “razze varie” del -6,45%. Sostanzialmente stabili i vitelli e le vitelle da ristallo. Sul fronte dei bovini da macello il mercato appare sostanzialmente in tenuta, con una totale stabilità per le manze, la scottona, i vitelloni.

Lievi apprezzamenti nei listini medi dei vitelli (+0,64%) ed in leggero ribasso quelli delle vacche (-1,32%). Le carni bovine mostrano un mercato eterogeneo a seconda degli areali monitorati. La domanda risulta piuttosto fiacca soprattutto nel sud Italia, con conseguenti erosioni nei listini sulla piazza di Palermo per tutti i tagli di vitello e vitellone. Più interessata la domanda del centro Italia con le carni di vitello e vitellone in recupero sulla piazza di Firenze, mentre risultano in tenuta gli altri mercati.

Suini, la corsa continua

Continua, senza sosta, il trend rialzista dei corsi dei suini da macello, sia per quanto riguarda quelli destinati al circuito Dop, che per quelli non destinati, con il prezzo della categoria dei 160/176 kg che si attesta a 1,458 euro al chilo (+2,8 variazione congiunturale; -11,5% variazione tendenziale). Trascinati al rialzo anche i suini da allevamento, in recupero su tutti mercati.

Nello specifico i suinetti 15 chili si collocano intorno ai 3,51 euro al chilo registrando una variazione congiunturale del +0,6%, mentre su base annua il differenziale risulta ancora negativo (-12% variazione tendenziale). Riguardo ai tagli si registra un rialzo per tutte le categorie di carne suina destinate all’industria, mentre riescono a mantenersi sostanzialmente stabili i tagli destinati alla macelleria, dopo le flessioni registrate la scorsa settimana.

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Grana e carni suine, la corsa continua. Bene anche gli avicunicoli - Ultima modifica: 2020-09-01T15:19:57+02:00 da Terra e Vita

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