I prezzi nazionali e mondiali dei cereali del 7 dicembre

prezzi dei cereali terra e vita
A confronto i mercati dei cereali: frumento tenero, frumento duro, mais, cereali foraggeri e oleaginose

prezzi dei cereali frumento tenero 7 dicembre 2017 terra e vita

FRUMENTO TENERO

Terra e VitaITALIA

Ultimi aggiustamenti nei prezzi prima delle festività con i grani di forza sempre tendenzialmente deboli causa la scarsa domanda e la costante presenza delle alternative EU. I “banchi” e i “misti” trovano più sostegno dalla domanda con entrambe al rialzo; per i “misti” dopo una settimana di stasi è un ritorno al lento ma costante rialzo per la domanda molitoria (e indiretta “zootecnica”). I molini fanno le coperture pre-feste con pagamento 2018, ma i volumi restano poco rilevanti. Quotazioni “congelate” su Milano mentre su Bologna i “misti” reso destino salgono a 197-202 €/t con il “tipo Bologna” a 224 €/t (-1) e i “bianchi” sui 202 €/t. I grani comunitari di forza fermi a 230 €/t arrivo, con gli “spring” Nordamericani invariati a 270 €/t.

Terra e VitaEUROPA

La pressione dell’offerta globale deprime i prezzi Europei. Le ultime statistiche di produzione EU-28 parlano di una produzione 2018 di oltre i 142 mio/t e, in presenza di scambi limitati a livello locale, l’attività è principalmente verso l’export con quotazioni in regresso in attesa delle prossime aste dal Nord Africa o Medio Oriente. Sull’Euronext il “milling” di marzo a 162 €/t (-1) con il maggio a 165 €/t. Francia: molini locali che si ritirano dal mercato; resta la domanda dal Nord Europa e dal settore zootecnico. Prezzi sul pronto in calo. Resto d’Europa: l’export procede a rilento con offerta di ogni tipologia ma operatori interessati solo al “76-220-11” che tiene le posizioni e vale un 195-197 €/t reso destino Italia.

Terra e VitaMERCATO MONDIALE

Sentimenti contrastanti tra la preoccupazione per i danni da piogge tardive in Australia e una disponibilità che resta molto ampia con crescente competizione tra gli esportatori per tenere le quote di mercato. In Australia si produrrà un 20 mio/t (-40% sul 2016) e in Argentina la raccolta è al 34% (+8% sul 2016). Prezzi Fob: l’Argentino a 178 $/t, il DNS Pacifico 279 $/t (+4), l’Aussie Soft White 217 $/t (+2) e il Russo 191 $/t (+1).

 

prezzi dei cereali frumento duro 7 dicembre 2017 terra e vita

FRUMENTO DURO

Terra e VitaITALIA

Dopo la recente decisione di Bruxelles sui pesticidi, si torna a vedere la domanda sul primo trimestre 2018 e sulla congiuntura di campagna, con preferenza per le origini nazionali e, in alternativa, comunitarie (Francia). La domanda è ben coperta fino alle riaperture post-festività, ma resta ancora da coprire parte dell’ultimo semestre e gli scambi dovrebbero tornare a breve anche se per ora (in ambito locale) sono limitati. L’incertezza sulle (reali) superfici di semina 2017 è un’altra incognita per il dopo gennaio. Sulle mercuriali regnano gli invariati con il nazionale “tipo Fino con 13% proteina” a 230-235 €/t reso molino ed i buoni-mercantili e i mercantili che mantengono i differenziali a sconto di 10 €/t e 20 €/t base specifiche di vendita.

Terra e VitaEUROPA

La situazione in Spagna e Portogallo resta siccitosa e compromette le aspettative di produzione locali per il 2018 mentre a livello Europeo la situazione agro-meteo nelle aree seminate (inferiori al 2016) è normale. Sulle piazze comunitarie si registra maggiore interesse dei molini e degli esportatori per le qualità “medie” finora poco appetite. Spagna: evidente il problema agronomico e la bassa produzione 2018, i molini completano le ultime coperture fino a nuovo raccolto. Francia: prezzi invariati in un contesto di domanda locale e intra-EU più presente. Il CIF Italia per merce con tenore proteico 12-13% attorni ai 235-240 €/t (+5).

Terra e VitaMERCATO MONDIALE

Il Canada rivede al rialzo le stime produttive a 5 mio/t con una disponibilità (incluso il riporto ex 2016) per l’export che più che copre le future richieste dal Mediterraneo e dal Sudamerica. La qualità 2017 è eccellente e consentirà l’utilizzo di tutto il riporto dagli anni precedenti con qualità (e sanità) media offerta ben entro i limiti EU-28 e Nordafricani. USA e Australia restano origini marginali per questa campagna anche se la qualità raccolta è buona. Il grado 1 “qualità EU” vale un 325-330 $/t CIF Sud Mediterraneo, il grado 2 e grado 3 a sconto rispettivamente di un 10-20 /t.

 

prezzi dei cereali mais 7 dicembre 2017 terra e vita

MAIS

Terra e VitaITALIA

Sulle piazze nazionali si continua a registrare calma piatta, supportata anche dai riflessi di invariabilità Comunitari ed esteri. Pochi scambi, con la richiesta zootecnica che non compensa l’offerta di prodotto, sia con caratteristiche che “generico”, in un contesto di ampia disponibilità sia locale che sui porti. Le mercuriali si confermano ai livelli della scorsa settimana con il mais nazionale “generico” sui 178-180 €/t arrivo e quello “con caratteristiche” a premio di 4 €/t; i comunitari valgono reso destino come i nazionali “con caratteristiche” con le origini estere sempre tra i 177 e i 187 €/t.

Terra e VitaEUROPA

L’aggiornamento (al rialzo sui dati di Novembre) delle produzioni planetarie fatto dalla FAO, porta rilassatezza sulle piazze comunitarie ove la domanda è ben presente ma con limitato effetto sui prezzi stante un’offerta in esubero sia sul pronto che sul breve termine. Francia: torna la domanda locale dei mangimifici con richieste anche dal Benelux, ma i detentori locali premono per collocare prodotto sul prontissimo e le quotazioni restano volatili. Su Euronext la posizione gennaio a 154 €/t (-1) con il marzo sui 158 €/t (-2). Resto EU: export sempre sotto scacco dalla concorrenza Ucraina e dal Sudamerica; base Fob-su Fob l’origine Europea (Rouen) è a premio di 23 $/t su Odessa ed i flussi restano “locali”. Il mais “con caratteristiche” reso destino Italia stabile sui 187 €/t.

Terra e VitaMERCATO MONDIALE

La settimana vede prezzi altalenanti tra il supporto della domanda mondiale e l’ampia disponibilità, con le stime di una minore semina del secondo raccolto in Brasile a potenzialmente tenere vivace il mercato a termine sul medio termine. In Argentina la raccolta resta ritardataria (sulla media) al 52% mentre in Brasile l’89% del raccolto è nei magazzini; in USA è deludente il dato dell’export finora accumulato. Prezzi Fob: in Argentina 157 $/t (+5), in USA il 3 YC a 156 $/t (+2), in Brasile a 161 $/t (+2) con l’Ucraino a 164 $/t (+1).

 

CEREALI FORAGGERI E OLEAGINOSE

Terra e VitaITALIA

Cereali foraggeri: il solo debole segnale di rafforzamento lo si vede per il tenero che tendenzialmente guadagna 1 €/t incrementando la forbice “qualitativa” tra minimo e massimo: reso destino vale un 195-196 €/t. Orzi e sorgo invariati con i primi quotati arrivo un 176-180 €/t e il sorgo un 175-180 €/.

Oleaginose: variazione nominale della soia locale che recupera 1 €/t e si porta partenza sui 386-390 €/t sospinta dall’estera (+7 €/t) che recupera il recente calo e vale arrivo 380-384 €/t.

Terra e VitaEUROPA

Cereali foraggeri: a supporto del settore la domanda extra-EU (soprattutto di orzo) e il ritorno della richiesta zootecnica, ma gli effetti sui prezzi sono legati più alla realtà locale che ad un’evoluzione dei mercati. L’orzo francese ha quotato un 155 €/t (+2) Fob Rouen sostenuto dalle esecuzioni marittime ed i teneri “feed” UK che sfiorano i 166 €/t (+4).

Oleaginose: generalizzata depressione per la colza tra il calo del petrolio e la produzione mondiale al rialzo sulle stime di novembre. Attività routinaria e quotazioni in flessione con la francese a 357 €/t (-7) (-6); il girasole oleico fermo a 345 €/t reso Bordeaux.

Terra e VitaMERCATO MONDIALE

Cereali foraggeri: la cancellazione di alcune aste Medio Orientali di orzo in un contesto di mercato calmo anche per gli altri cereali a paglia, confermano il momento di stasi dei mercati in assenza di cambiamenti nel Supply-Demand” sul breve termine. L’orzo Fob Mar Nero a 192 $/t (inv) e l’Australiano a 209 $/t (-1) si combinano con la tendenza dei teneri ove il Soft Red Winter Fob USA scene a 180 $/t (-2).

Soia: rafforzamento sui mercati a termine per la maggiore rilevanza del clima siccitoso in Argentina (La Niña) rispetto all’aumento delle stime di raccolto in Brasile. Prezzi Fob: USA a 385 $/t (+2), l’Argentina a 382 $/t (+8), la Brasiliana a 397 $/t (+4); la colza Canadese a 423 $/t (-1) dopo la conferma di un buon raccolto.

 

 

Terra e VitaNOLI

Oceanici: settimana a due velocità con le navi di maggiore stazza più richieste rispetto alle medio-piccole. Le capesize mantengono buona richiesta su entrambe gli Oceani e sulle destinazioni asiatiche; le panamax ritrovano, dopo le festività, la domanda cerealicola dal Golfo e dal Sudamerica. Le supramax tengono le posizioni nonostante un rallentamento della domanda Asiatica mentre le handysize cominciano ad entrare in zona “chiusura laghi” con una minore richiesta rispetto alle attese. Quotazioni invariate: le panamax dal Golfo sul Nord Europa a 30 $/t; le handysize dai laghi Canadesi verso il Mediterraneo a 39 $/t e la rotta Mar Nero-Nord Africa a 24 $/t; il nolo dei part cargo dal Sud America sull’Europa in aumento a 26 $/t.

 

FLASH

Europa: fonte statistica private aggiorna sulle produzioni di oleaginose 2017. Il raccolto comunitario di colza e di circa 22 mio/t (+1 mio/t sul 2016); il girasole a oltre 9 mio/t (+1 mio/t) e la soia a ca. 2,5 mio/t (inv. Sul 2016). Egitto: fonte ministero Agricoltura stima che le prossime semine di grano tenero copriranno un 1,5 mio/ha con un aumento del 12% sul 2016. Canada: fonte Stat Canada pubblica stime aggiornate sui raccolti cerealicoli 2017. In calo la produzione di grano che sarebbe sui 30 mio/t (meno 2 mio/t sul 2016), con incremento degli “spring” (+10%) più che compensato dai sensibili cali dei “winter” (-15%) e del duro (-30%). Sarà record assoluto ad oltre 21 mio/t la produzione di colza, con aumento anche per il mais (+6%) e per la soia (+15%); in calo gli orzi (-10%). Cina: fonte governativa stima il raccolto granario 2017 a 615 mio/t in lieve aumento sul 2016. In calo del 4% le superfici a mais mentre sale del 7% la soia. La Niña: fonte meteorologica australiana dichiara che è in atto l’ultima fase de El Niño. Dalla metà di Dicembre, terminate le intense piogge, si passerà a La Niña con progressivi fenomeni di siccità che tuttavia non dovrebbero raggiungere livelli preoccupanti per le future coltivazioni.

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