L’orzo rialza la testa, ribassi per colza e girasole

soia
Secondo le rilevazioni della Bmti, aumentano anche i prezzi dell’erba medica, in un’annata contrassegnata da rese in calo

L’ultima settimana di giugno ha mostrato un ulteriore aumento dei prezzi dell’orzo nazionale in quasi tutte le principali borse merci. Gli scambi sono apparsi in crescita, sostenuti dalla domanda. Con il progredire della trebbiatura, prime quotazioni del nuovo raccolto per il grano tenero foraggero, in deciso calo, in linea con la tendenza generale osservata per le varietà destinate alla panificazione. Restano orientati al ribasso i prezzi dei semi oleosi e delle farine proteiche, condizionati dal clima ribassista che si sta osservando per le quotazioni internazionali. Unica eccezione, i rialzi settimanali registrati per la farina di soia, sostenuta dagli aumenti alla Borsa di Chicago e dal cambio euro-dollaro. Tra i foraggi, tornano ad aumentare i prezzi dell’erba medica, in un’annata segnata da rese in calo.

L'orzo si rafforza

Nel comparto dei cereali foraggeri, i prezzi dell’orzo hanno registrato un ulteriore rafforzamento mettendo a segno una crescita settimanale di 4 €/t a Milano e di 7 €/t a Torino per quello pesante di origine nazionale. Da segnalare il netto calo in Francia, dove pur in un contesto di rese molto eterogenee, l’arrivo del nuovo raccolto sul mercato e la discesa dei prezzi del grano hanno trascinato al ribasso i prezzi. A livello comunitario, i dati diffusi la scorsa settimana dalla Commissione Europea confermano un raccolto di orzo nei 27 Stati membri di oltre 52 milioni di tonnellate, praticamente invariato rispetto alle stime del mese precedente. Tornando al mercato italiano, le quotazioni attuali rimangono significativamente più alte rispetto allo scorso anno, con un rincaro del +65% circa.

Il grano tenero perde 20€/t in una settimana

Decisa contrazione per i prezzi del grano tenero foraggero, scesi a Bologna su un valore medio di 367,50 €/t (franco arrivo), quasi 20 €/t in meno rispetto alla settimana precedente.

Erba medica, +52% rispetto al 2021

Tra i foraggi, l’ultima settimana ha messo in evidenza un nuovo rincaro per l’erba medica disidratata: il prodotto di qualità extra (17% di proteine) si attesta attualmente sui 335-340 €/t (franco arrivo), un livello superiore del 52% rispetto a un anno fa.

Farine di colza e girasole, si torna quasi a livelli normali

Diffusi cali si sono osservati per le oleaginose, in particolare per la farina di girasole e la farina di colza, complici i ribassi che stanno interessando le quotazioni internazionali delle rispettive materie prime, a cui si aggiunge un’ampia disponibilità di prodotto sul mercato nazionale. Per entrambi i prodotti i prezzi si sono riportati su livelli antecedenti allo scoppio del conflitto russo-ucraino. A Bologna la farina di girasole ha perso 5 €/t, scendendo sui 360-365 €/t (franco arrivo). Si riduce la distanza rispetto allo scorso anno, pari ora ad un +13%. Nuovo segno “meno” per la farina di colza, scesa a Milano sotto i 420 €/t (-10 €/t). I prezzi restano più alti del 16% rispetto a un anno fa.

La farina di soia guarda all'insù

In controtendenza i prezzi della farina di soia, con aumenti settimanali su tutte le principali piazze di scambio: a Bologna la farina di soia estera si è portata sopra i 550 €/t (+26% su base annua).

I prezzi dei cereali foraggeri e delle materie prime zootecniche nella settimana dal 27 giugno al 2 luglio 2022

 

L’orzo rialza la testa, ribassi per colza e girasole - Ultima modifica: 2022-07-04T13:34:50+02:00 da Terra e Vita

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