L’orzo non si libera dal segno meno

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I prezzi rilevati dalle Camere di Commercio ed elaborati da Bmti evidenziano un trend negativo anche per le farine di soia e colza

È ancora il segno “meno” a caratterizzare i listini dell’orzo nazionale in avvio della nuova campagna commerciale. L’analisi compiuta da BMTI sui listini delle Camere di Commercio mostra che i prezzi, dopo essere partiti a fine giugno su livelli inferiori di circa 30-40 €/t rispetto alla chiusura della campagna precedente, hanno mostrato a inizio luglio un ulteriore ribasso su tutte le principali piazze di scambio nazionali. Tra le farine proteiche, nuovi cali si sono osservati nei listini all’ingrosso della farina di soia, sempre condizionata dalla debolezza delle quotazioni registrata oltreoceano alla borsa di Chicago.

Cereali foraggeri

Per quanto riguarda l’orzo, il nuovo raccolto nazionale sembra caratterizzarsi sia al Sud che al Centro (Umbria e Marche in particolare) per pesi specifici elevati abbinati a rese medio alte. Sul fronte delle quantità, intanto, le stime della Commissione Europea, aggiornate a fine giugno, indicano per il nostro paese un raccolto di 1,1 milioni di tonnellate, in crescita del +4,5% rispetto al 2018. Un aumento che si inquadra all’interno del più generale incremento che si osserverebbe per l’Unione Europea, dove la produzione dovrebbe tornare sopra i 60 milioni di tonnellate, mettendo a segno un +6,9% rispetto al 2018. Una buona disponibilità di prodotto che sta però imprimendo ribassi ai prezzi. Sulla piazza di Bologna l’orzo nazionale pesante (con peso specifico 65 e oltre) ad uso zootecnico si è attestato sui 168-171 €/t, con un calo del 2,3% su base settimanale. Negativo anche il confronto con lo scorso anno, pari ad un -5%. Rimanendo sempre nel mercato dei cereali foraggeri, il sorgo si avvia a concludere la campagna commerciale senza variazioni di rilievo nei listini camerali.

Farine proteiche

Nel comparto delle farine proteiche, le prime rilevazioni di luglio hanno mostrato un’ulteriore discesa per i prezzi all’ingrosso della farina di soia, sulla scia dei ribassi osservati alla borsa di Chicago. Oltreoceano, infatti, le quotazioni hanno chiuso la settimana sui 303,8 $/t, in calo del 3% rispetto alla settimana precedente. Sulle piazze nazionali, è spiccato il ribasso del 2,8% registrato a Milano per la farina di soia proteica nazionale, scesa sui 344-357 €/t. E negativa rimane la variazione rispetto allo scorso anno, pari ad un -9,1%.

Il segno “meno” continua a caratterizzare anche l’attuale andamento dei prezzi all’ingrosso della farina di colza, in un mercato condizionato anche dall’arrivo del nuovo raccolto. Sulla piazza di Torino i valori hanno perso ad inizio mese un ulteriore 1,8%, attestandosi sui 267-272 €/t. I valori attuali restano comunque in linea rispetto allo scorso anno. La prima settimana del mese è stata invece segnata da una sostanziale stabilità per i prezzi della farina di girasole, rimasti invariati sulla quasi totalità delle piazze di scambio nazionali. In particolare, sulla piazza di Bologna, i valori della farina proteica sono rimasti fermi sui 238-240 €/t, in calo però del 4% rispetto a dodici mesi fa.

I prezzi dei cereali e delle materie prime nella settimana dall'1 al 5 luglio 2019

L’orzo non si libera dal segno meno - Ultima modifica: 2019-07-08T13:41:26+02:00 da Redazione Terra e Vita

1 commento

  1. Quest’anno ho seminato del mais. A novembre dovrei seminare del grano o dell’orzo. Ma valuterò se farlo oppure no,vista la situazione.
    Cordialità Luigi

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