Mais, soia e colza, ribassi sulle principali Borse Merci

alimentazione zootecnica
In attesa della ripresa delle quotazioni anche in Italia, all'estero i mercati puntano al ribasso. C'è però preoccupazione per l'"annus horribilis" del mais

In attesa che riprendano le rilevazioni prezzi delle materie prime destinate alla zootecnia quotate nelle Borse Merci nazionali, chiuse per la pausa estiva, si prospetta sempre di più un raccolto di mais in drastico calo, sia in Italia sia in generale nell'Unione Europea, a causa delle condizioni di siccità prolungata e di carenza di precipitazioni registrate sin dalla scorsa primavera. Uno scenario che appare particolarmente grave in Europa meridionale e in Europa sudorientale. Le stime diffuse lo scorso 18 agosto dall’International Grains Council (IGC) hanno rivisto in ribasso il raccolto dei 27 Stati membri, previsto ora sui 59,6 milioni di tonnellate rispetto ai 68,3 milioni di tonnellate che venivano stimati a luglio. Se confermata, la riduzione rispetto alla scorsa annata sarebbe del 15%. La contrazione produttiva colpirebbe tutti i principali paesi produttori, con un calo significativo in Francia (da 15,3 a 12 milioni di tonnellate) e in Romania (da 12,9 a 9,8 milioni di tonnellate). Sarebbe di circa un milione di tonnellate, pari ad un -17%, la flessione del raccolto italiano, previsto dall’IGC sui 5 milioni di tonnellate. Peraltro, si riscontrano timori anche sulla qualità della granella a causa della diffusione delle aflatossine, favorite dalle condizioni di deficit idrico e caldo torrido registrate in Nord Italia.

Mais, l'arrivo del prodotto ucraino raffredda i listini

Sul fronte dei prezzi, con le rilevazioni sospese in Italia (a Milano le ultime quotazioni prima della pausa estiva si erano attestate sui 388-390 €/t, il 42% in più su base annua), la settimana 15-19 agosto ha mostrato un netto ribasso delle quotazioni del mais al Matif Euronext di Parigi (-25,75 €/t), nonostante i timori persistenti sul prossimo raccolto. A pesare sui cali sono soprattutto le attese per un consistente afflusso di merce in uscita dall’Ucraina e diretto sui mercati internazionali.

La soia lascia sul terreno un altro 3% in una settimana

Sempre guardando alle principali borse merci estere, segno “meno” anche per la soia scambiata alla Borsa di Chicago, dove le quotazioni hanno chiuso la settimana sui 14,88 dollari per bushel (pari a 545 €/t), in calo del 3% rispetto a sette giorni prima, condizionate sia da un miglioramento del meteo negli Stati Uniti (in particolare a ovest del Corn Belt), sia dalle stime di agosto dell’Usda (Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti) che hanno rivisto in rialzo sia la produzione che le scorte mondiali di seme per l’annata 2022/2023.

Colza, sforbiciata di oltre 50 euro la tonnellata

Tra i semi oleosi, ben più marcato il ribasso che si è registrato per le quotazioni dei semi di colza, che al Matif Euronext hanno perso quasi 55 €/t nell’arco di una settimana, passando da 656,25 €/t a 601,50 €/t. A spingere in basso le quotazioni è stata sia la debolezza dei prezzi della soia sia le prospettive nel complesso positive per il raccolto europeo, stimato dall’IGC sui 18,4 milioni di tonnellate, in crescita dell’8,4% rispetto all’annata 2021/2022, grazie al buon andamento atteso in alcuni dei principali Stati produttori tra cui Francia e Germania.

I prezzi dei cereali foraggeri e delle materie prime zootecniche nella settimana dal 15 al 20 agosto 2022

Mais, soia e colza, ribassi sulle principali Borse Merci - Ultima modifica: 2022-08-22T19:49:14+02:00 da Redazione Terra e Vita

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