Materie grasse e carni suine ancora protagonisti. Nessun segnale dal vino

Ancora in pausa di riflessione i due grandi grana a denominazione, tra i caseari rubano la scena burro e crema di latte. Continua il buon momento dei suini. Invariati tutti gli altri listini

Caseari, corrono le materie grasse, "riposano" i grana

Per i due grana a denominazione nel corso della settimana l’andamento degli scambi è risultato più calmo rispetto alle precedenti, senza registrare comunque flessioni nei listini. Per entrambi la congiuntura appare sostanzialmente stabile su tutti le piazze, ad eccezione di limitati adeguamenti al ribasso per il Grana Padano sulla piazza di Mantova.

Proseguono nei recuperi i listini delle materie grasse e i burri su tutti i centri di quotazione, con scambi che si mantengono in buona vista nel corso di tutta la settimana. Per lo zangolato sulla piazza di Milano, Parma e Reggio Emilia i listini incrementano di 6 centesimi al chilo (+5,5% var. cong.; +0,9% var. tend), mentre a Cremona il pastorizzato aggiunge 5 centesimi rispetto ai precedenti corsi (2,75 euro al chilo). Alla stessa stregua anche la crema di latte mostra buone performance sulla piazza di Milano (+3,5% var. cong.; +7,3% var. tend.)

 

 

Congiuntura positiva anche per latte spot sia a Verona che Lodi in recupero su entrambe di 50 centesimi al quintale.

Bovini senza variazioni

Nel corso della settimana il mercato dei bovini da macello non registra particolari variazioni rispetto alla precedente. I listini si mantengono stabili sia per i vitelloni che per le manze, nonostante venga segnalato qualche rallentamento delle macellazioni. Sul fronte dell’allevamento il mercato appare in tenuta, senza particolari novità. Gli operatori segnalano solo un maggior richiesta di capi femmine da parte degli ingrassatori.

Avicoli, listini invariati

L’andamento dei polli nel corso della settimana appena conclusasi, dal punto di vista dei consumi, ha registrato un rallentamento con un eccesso di prodotto sul mercato, malgrado l’offerta sia risultata contenuta. Per il momento tali dinamiche non si riflettono sulle quotazioni del vivo che rimangono invariate, anche per la resistenza opposta dagli allevatori in considerazione degli elevati costi di produzione dovuti all’andamento delle materie prime utilizzate nella formulazione del mangime.

Riguardo le galline, per le pesanti si prevede un mercato stabile, con tendenza migliorativa in attesa di segnali più concreti dal mercato estero. Decisamente meglio le rosse per le quali l’offerta risulta in sensibile calo (grazie al miglior andamento della domanda di uova che spinge gli allevatori a ritardarne la dismissione), per cui la situazione di eccesso di domanda favorisce i recuperi nei listini.

Mercato stabile e in tenuta per le faraone, grazie ad una buona programmazione dell’offerta, mentre per il tacchino gli operatori segnalano un calo nei consumi soprattutto di fesa, mantenendo in precaria tenuta i prezzi del vivo. Sul fronte delle uova su tutti i centri di scambio i listini incrementano i valori sostenuti da un aumento della domanda sia per la categoria destinata al consumo domestico che per quella rivolta all’industria.

Suini, si consolida la ripresa

Le dinamiche di mercato del settore suinicolo permangono verso l’aumento sia per quanto riguarda i suini da macello che quelli dell’allevamento espressi sia con valore minimo ed un massimo. L’offerta di capi pronti per il macello risulta in calo a fronte di una domanda della GDO stabile. Alla stessa stregua, per quanto riguarda i suinetti d’allevamento si registrano incrementi decisi per quanto riguardano tutte le pezzature con un’offerta anch’essa in calo.

Relativamente al mercato all’ingrosso registrano un incremento i tagli destinati alla macelleria ad eccezione della coppa fresca che si mantiene stabile rispetto alla precedente ottava. In crescita anche i tagli destinati all’industria in particolar modo le cosce (marchiate e smarchiate) pancetta e pancettone con bronza, stabili spalle e lardo fresco.

Olio, già finita la vivacità dell'evo

La seconda settimana del mese di febbraio, dopo un avvio in crescita, non ha evidenziato variazioni nei listini medi dell’olio extravergine di oliva nazionale che permangono a 4,77 euro al chilo. Anche l’olio vergine di oliva, dopo gli ultimi aumenti riscontrati nelle passate settimane, non fa annotare variazioni e i listini medi permangono a 2,68 euro al chilo. Sull’olio lampante di oliva si è apprezzato un lieve aumento, dovuto nuovamente alle piazze pugliesi, che ha portato il prezzo a 1,85 euro al chilo.

Nel mercato all’ingrosso si continuano ad evidenziare aumenti sia per il raffinato di oliva, 2,35 euro al chilo, che per il raffinato di sansa, 1,27 euro al chilo, aumenti riscontrabili su tutte le piazze.

Restano stabili i principali mercati esteri monitorati.

Vino, mercato immobile

Ancora immobile il mercato nazionale dei vini comuni. Le contrattazioni restano attive solo per il fabbisogno di breve e brevissimo periodo e per quantitativi limitati.

Il prodotto bianco resta stabile a 3,22 euro l’ettogrado, permangono senza variazioni anche i listini medi del vino comune rosso che stazionano a 4,03 euro l’ettogrado.

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Materie grasse e carni suine ancora protagonisti. Nessun segnale dal vino - Ultima modifica: 2021-02-16T13:59:48+01:00 da Terra e Vita

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