Mercati stabili per l’olio e il vino, bene i grana Dop

prezzi dei prodotti agricoli
Le quotazioni rilevate da Ismea nella settimana dal 31 dicembre 2018 al 6 gennaio 2019

Caseario

In questa prima settimana dell’anno resta stazionario l’andamento delle materie grasse su tutte le principali piazze, considerato che la settimana è stata interrotta da una giornata festiva. Anche per i due grana a denominazione gli scambi risultano ridotti al minimo per la chiusura di molte borse merci per le festività natalizie. Le dinamiche mostrate fino alla fine dell’anno mostrano comunque scambi attivi sia per il Parmigiano Reggiano Dop che per il Grana Padano Dop, evidenziando un costante aumento di prezzi all’origine, sia su base congiunturale che tendenziale, nello specifico il Parmigiano 12 mesi e il 24 mesi hanno entrambi registrato, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, un aumento dei prezzi superiore al all’11%. Anche il Grana Padano ha mantenuto il trend dei prezzi in costante rialzo, raggiungendo una variazione tendenziale per tutte e tre le stagionature superiore al 10%. Su tutte le piazze si conferma quindi la positività degli scambi che, a parere degli operatori, dovrebbe mantenersi anche nelle prossine settimane.

Ovicaprino

Nel corso della prima settimana dell’anno le rilevazioni Ismea hanno rilevato, sia sui mercati all’origine che su quelli all’ingrosso, un sensibile calo di prodotto commercializzato dopo la fine delle festività natalizie, caratterizzando già dalla pima ottava dell’anno un generale decremento dei listini. La debolezza nelle contrattazioni rientra comunque nella normalità considerato il momento post festività, quando inizia il periodo in cui le quantità di prodotto domandato si attenuano e i prezzi, su tutti i mercati, palesano flessioni evidenti.

Il mercato del centro Italia mette in risalto un andamento omogeneo nelle dinamiche suelle diverse piazze. Su tutti i centri di scambio il mercato, nonostante il periodo post natalizio, si mantiene ancora abbastanza attivo con listini stabili sia per il vivo che per il macellato, mantenendo l’onda lunga del picco dei prezzi natalizi. Del tutto opposte le dinamiche evidenziate su nell’areale sardo, dove si registra un andamento flessivo dei prezzi già dalla settimana in analisi.

Suini

La rilevazione dei suinetti fissata nella seduta del 3 gennaio 2019 ha evidenziato una tendenza al rialzo per le pezzature più piccole e per quelle mediane ad eccezione dei 50 kg che è risultata stabile. Al contrario risulta di segno negativo la tendenza delle pezzature più pesanti. La seduta del 3 gennaio 2019 avrebbe dovuto fissare la tendenza anche dei suini da macello, ma alla fine la stessa, a causa dei contrasti tra allevatori e macellatori non è stata definita. Il prezzo sia per il circuito tutelato che quello non tutelato è rappresentato da un unico prezzo che si avvicina però al prezzo minimo della scorsa ottava. Relativamente al mercato dei tagli della carne suina risultano in calo i lombi, mentre stabili risultano essere le cosce, le spalle, pancetta e pancettone.

Olio

Clima natalizio sul mercato nazionale degli Extra vergini con prezzi stabili, a differenza del calo riscontrato sui rettificati e sull’olio di provenienza comunitaria. Il mercato è risultato sostanzialmente poco attivo per tutti i prodotti rilevati ad eccezione delle qualità più pregiate che hanno fatto registrare maggiori scambi. In lieve calo anche i listini medi degli olii di semi.
Qualche flessione e un mercato a rilento si sono registrati sia in Grecia che in Spagna.

Vino

Sostanzialmente stabile il mercato dei vini nazionali. Le festività natalizie hanno generato un mercato stabile con scambi limitati nella norma del periodo. I vini comuni rossi restano fermi a 4,03 euro l’ettogrado, mentre i bianchi si confermano a 3,46 euro l’ettogrado. Situazione analoga per la prima settimana di gennaio. Senza variazioni rilevanti anche il mercato delle indicazioni geografiche una lieve flessione si è riscontrata solo per l’Igt rosso della Toscana. Anche le denominazioni di origine chiudono l’anno senza modifiche significative alla media dei listini.

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