Orzo, prezzi ancora in stallo. Soia estera, nuovo segno più

orzo
Anche la seconda settimana di quotazioni non smuove i valori dell'orzo. La domanda spinge invece in alto i listini del mais e della soia estera, mentre quella nazionale non quota

Resta improntato alla stabilità l’andamento dei prezzi dell’orzo nazionale in queste prime settimane della campagna 2020/21. Su tutte le principali borse merci nazionali i listini hanno confermato i valori di sette giorni prima. Tra gli altri cereali destinati all’alimentazione zootecnica, prosegue invece l’aumento per i prezzi del mais, sostenuto dal buon andamento della domanda. E un ulteriore aumento, tra i semi oleosi, si è osservato anche per la soia di provenienza estera mentre si conferma non quotata la soia di origine nazionale. Tra le farine proteiche, diffusi ribassi si sono registrati per la farina di colza.

Orzo, produzione francese prevista in calo

La seconda settimana di luglio ha mostrato una stabilità dei prezzi degli orzi nazionali ad uso zootecnico in tutti i listini delle principali borse merci nazionali. A Bologna l’orzo pesante è rimasto invariato sui 158-165 €/t (franco arrivo), confermandosi in calo del 6% circa rispetto alla scorsa campagna. Sostanziale stabilità anche per gli orzi di provenienza estera. In particolare, in Francia prosegue la raccolta e sembra confermarsi sempre più una netta perdita in termini quantitativi rispetto allo scorso anno. Agreste, il servizio statistico del Ministero dell’Agricoltura francese, stima per la Francia una produzione di orzo di 12,3 milioni di tonnellate, in calo di 1,5 milioni di tonnellate rispetto al 2019, a causa del calo delle rese.

Mais, ancora un ritocco all'insù

Tornando al mercato nazionale, i prezzi del mais hanno messo a segno un ulteriore rialzo sulla quasi totalità delle piazze del Nord Italia, grazie a una domanda zootecnica vivace. Alla Borsa Merci di Bologna il mais standard ha guadagnato 2 €/t, portandosi sui 186-188 €/t (franco arrivo). Positivo anche il confronto con l’annata precedente, pari ad un +2,7%. Segno “più” anche per le alternative di provenienza estera, con aumenti settimanali di 4 €/t sia per il mais comunitario che di origine extra Ue.

La soia estera continua a crescere

Nel mercato delle proteoleaginose, la soia di provenienza estera ha registrato un ulteriore aumento. Alla Granaria di Milano i prezzi si sono attestati sui 364-365 €/t (franco arrivo), in crescita di 7 €/t rispetto ad inizio luglio. I valori attuali restano più alti anche rispetto allo scorso anno, con una variazione del +5% circa. Si conferma invece non quotata su tutte le principali borse merci del Nord Italia la soia di origine nazionale. Oltreoceano, la settimana ha registrato pochi movimenti alla borsa di Chicago, dove le quotazioni dei futures della soia sono rimasti al di sotto della soglia dei 900 centesimi di dollaro per bushel, in linea rispetto alla settimana precedente.

Colza in altalena

La settimana ha invece mostrato un apprezzamento delle quotazioni dei semi di colza scambiati all’Euronext di Parigi, tornati sopra i 380 €/t, anche per via di un raccolto 2020 che in Francia appare tutt’altro che positivo. Tornando in Italia, resta stabile il prezzo dei semi di colza rilevato alla Borsa Merci di Verona, fermo sui 345-350 €/t (franco partenza). Si confermano invece in calo i prezzi all’ingrosso della farina di colza. Alla Granaria di Milano le quotazioni sono diminuite di 10 €/t rispetto alla settimana precedente, attestandosi sugli attuali 259-265 €/t (franco arrivo). Resta comunque positivo il confronto con dodici mesi fa (+5%).

I prezzi dei cereali e delle materie prime nella settimana dal 6 al 10 luglio 2020

Orzo, prezzi ancora in stallo. Soia estera, nuovo segno più - Ultima modifica: 2020-07-13T16:27:05+02:00 da Terra e Vita

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome