Scambi al rallentatore con listini tendenzialmente in flessione

prezzi dei prodotti agricoli del 27 aprile 2020
Nella quarta settimana di aprile ancora in calo i caseari e i suini (tutte le categorie) mentre tengono parzialmente bovini e avicunicoli. Poche variazioni anche per vino ed olio

Caseari, scambi rallentati e prezzi in calo

Tutti i segnali di sofferenza del settore lattiero-caseario mostrati dall’inizio dell’emergenza Covid 19 sembrano acutizzarsi nel corso dell’ultima ottava rilevata. Gli scambi appaiono più rallentati sia per i due formaggi grana a denominazione, sia per tutte le materie grasse, con immediate ripercussioni sui listini. Sia il Grana Padano che il Parmigiano Reggiano continuano a perdere punti in tutte le piazze di quotazione con erosioni nei listini su tutte le varietà. Riguardo lo zangolato le perdite raggiungono i 10 centesimi su tutte le piazze, collocando di fatti i valori intorno ai 0,60 centesimi al chilo su quelle emiliane e poco superiori su quelle lombarde. Anche sul fronte della materia prima il latte spot non riesce a mantenere saldi i listini sulla piazza di Verona in calo di 25 centesimi al quintale (-0,79 variazione congiunturale; -20,9% variazione tendenziale).

Suini, cedimenti in tutte le classi di peso

Proseguono nelle flessioni i listini dei suini da macello sia per le categorie destinate al circuito tutelato che non tutelato, con perdite di 5 centesimi rispetto ai precedenti valori. Alla stessa stregua nel mercato dei suini da allevamento si evidenziano cedimenti nei prezzi su tutte le classi di peso. Il mercato risente di tutte le difficoltà nella distribuzione, per le diminuzioni di richieste dovute alla obbligata chiusura del canale Horeca. Sul fronte dei tagli accusano cali sia quelli destinati alla macelleria con il lombo Padova in calo di 30 centesimi, che quelli destinati all’industria con le cosce per crudo di peso superiore in calo di 7 centesimi.

Bovini, parziale tenuta su fondo cedente

Segnali di debolezza continuano a caratterizzare il mercato dei bovini da carne, per i quali anche questa settimana i listini registrano una parziale tenuta su fondo cedente. Sulla piazza di Milano risultano in stabili le carni di bovini adulti e di scottona, mentre perdono terreno i busti le selle e le mezzene di vitello. Sul fronte del vivo su Cremona i prezzi restano invariati. Anche sulla piazza di Milano gli animali vivi da macello restano invariati salvo i vitelli, che perdono terreno in ragione di 5 centesimi al chilo. Riprendono nel corso della settimana le quotazioni sul mercato di Montichiari dopo la sospensione delle attività per emergenza Covid 19 per circa 2 mesi.

Avicunicoli, la domanda resta ancora cauta

La diciassettesima settimana dell’anno, ancora in un contesto di emergenza sanitaria, vede una domanda ancora cauta sulle carni avicole che unitamente ad un eccesso di offerta genera contrazione dei prezzi. La piazza di Verona mostra cedimenti rispetto alla scorsa settimana nei petti di pollo (-11,3%), cosci (-7,7%) e i polli a busto (-17,1%). Anche sul mercato del vivo i listini retrocedono sulla maggior parte delle piazze, con cedimenti per i polli (sia leggeri che pesanti), per i tacchini. Le faraone, prodotto tipicamente pasquale si trovano anch’esse in eccesso di offerta con le medesime conseguenze sui prezzi. Per i conigli, in un contesto dove i la Commissione CUN delle due ultime settimane non ha formulato un prezzo, le spinte al ribasso sono state marcate su molte piazze di quotazione.

Vino, si tenta qualche timida trattativa

Senza variazioni i prezzi medi rilevati sul mercato all’origine dei vini italiani. I mercati sono sostanzialmente fermi, si è registrata qualche timida trattativa per quantitativi limitati a cui non è ancora corrisposta una vendita. Gli acquisti restano limitati a partite per il consumo a breve e brevissimo periodo. Nelle campagne proseguono le normali attività del periodo. La situazione fitosanitaria buona.

Olio, ritocco al rialzo per il prodotto pugliese

Poche novità nella quarta settimana del mese di aprile nel comparto degli olii nazionali. Stabili le quotazioni medie dell’olio extravergine nazionale, si continua a evidenziare un lieve ritocco al rialzo per il prodotto pugliese, in media 5 centesimi di euro. In lieve calo i prezzi del vergine sulle piazze calabresi, stabili i valori del lampante di oliva. Un arretramento si è registrato anche per l’olio raffinato di oliva a fronte dell’immobilità delle quotazioni dell’olio di sansa di oliva. Sostanzialmente stabili anche gli olii di semi rilevati. Anche sui principali mercati esteri monitorati non si evidenziano variazioni sui listini medi, le trattative risultano limitate e l’attenzione dei produttori è rivolta alle campagne e ai lavori di stagione.

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Scambi al rallentatore con listini tendenzialmente in flessione - Ultima modifica: 2020-04-28T16:22:45+02:00 da Terra e Vita

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