Torna il segno più per la soia nazionale. Orzi non quotati in attesa del nuovo raccolto

La riduzione delle scorte ha fatto salire i listini dei semi di soia nazionali. Boom per la farina di colza. Leggeri aumenti per il mais, mentre restano stabili i cereali foraggeri

Dopo la stabilità osservata nelle precedenti settimane i prezzi dei semi di soia di origine nazionale sono tornati a salire nei listini delle principali Borse Merci nazionali, complice il progressivo ridursi delle disponibilità di seme nazionale nei magazzini. Alla Borsa Merci di Bologna i prezzi sono cresciuti del 2,7% rispetto alla prima settimana di giugno, salendo sui 386-388 €/t (franco partenza).

Ed è positiva anche la variazione rispetto alla scorsa campagna, pari ora a un +15%. Rallenta la discesa dei prezzi dei semi di soia di provenienza estera (-0,3% alla Borsa Merci di Bologna), anche per via dei segnali di indebolimento dell’euro nei confronti del dollaro emersi nella seconda parte della settimana. Si è tuttavia accentuato il ritardo della soia estera rispetto alla soia nazionale, che attualmente sfiora i 40 €/t.

Oltreoceano, si è registrato un leggero incremento (+0,4%) delle quotazioni della soia scambiata alla Borsa di Chicago, attestate in chiusura di settimana sugli 870 centesimi di dollaro per bushel (pari a circa 283 €/t). Del resto, le stime contenute nel report di giugno dell’Usda (il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti) hanno comportato pochi movimenti nel mercato, confermando di fatto le stime di maggio sulla produzione mondiale di soia per l’annata 2020/21, attesa su un livello record di 363 milioni di tonnellate. Solamente per le scorte finali si è registrato un taglio di due milioni di tonnellate rispetto alla stima di maggio (da 98 a 96 milioni di tonnellate).

Farina di colza in deciso rialzo

Tornando al mercato italiano, la settimana ha mostrato un deciso rialzo per i prezzi all’ingrosso della farina di colza (+8 €/t rispetto alla settimana precedente), saliti sui 279-284 €/t (franco arrivo) ed in crescita rispetto alla scorsa annata del +7,6%. A livello europeo, intanto, le stime del Coceral (l’Associazione del commercio europeo nel settore dei seminativi) diffuse nei giorni scorsi indicano per i 27 Stati membri una leggera ripresa produttiva rispetto al 2019 (+1,3%, da 15,2 a 15,4 milioni di tonnellate).

Cereali foraggeri statici

Il mercato è apparso invece statico per i cereali foraggeri. Per quanto riguarda gli orzi nazionali, l’attenzione è rivolta al nuovo raccolto e nei listini delle Borse Merci nazionali si sono osservati i “non quotato” tipici del passaggio dalla vecchia alla nuova campagna. In particolare, il Coceral prevede per il nostro Paese un peggioramento delle rese rispetto al 2019 e una produzione che dovrebbe scendere sotto il milione di tonnellate (-8%). Calo produttivo che interesserebbe anche importanti player europei quali Francia e Germania. Oltralpe il raccolto si dovrebbe fermare sui 12,7 milioni di tonnellate, un milione di tonnellate in meno rispetto al 2019 (-7,3%), a causa delle difficili condizioni climatiche invernali. Più attenuata la flessione in Germania, dove l’output è stimato dal Coceral su 11,5 milioni di tonnellate, l’1,3% in meno rispetto al 2019.

Mais in leggero aumento

Tra gli altri cereali, prezzi praticamente invariati per il sorgo. Nonostante una domanda che si è mantenuta tutt’altro che vivace, i prezzi del mais nazionale hanno registrato invece un lieve incremento, riconducibile anche agli effetti della revisione al rialzo da parte della Commissione Europea dei dazi sull’import di mais extra Ue. Alla Granaria di Milano i prezzi del mais standard si sono attestati sui 179-180 €/t (franco arrivo), in crescita di 1 €/t rispetto alla prima settimana di giugno.

I prezzi dei cereali e delle materie prime nella settimana dall'8 al 13 giugno 2020

Torna il segno più per la soia nazionale. Orzi non quotati in attesa del nuovo raccolto - Ultima modifica: 2020-06-15T17:19:14+02:00 da Terra e Vita

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