Soia, l’effetto valutario (rapporto €/$) sostiene i prezzi

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A beneficiare del dollaro forte sono stati soprattutto i prezzi delle farine di soia rilevati nei listini delle Borse Merci nazionali. Sale anche il girasole, che resta comunque in pesante ribasso rispetto allo scorso anno

Mentre a livello internazionale il mercato della soia resta contrassegnato attualmente da elementi di instabilità, dovuti sia all’impatto del coronavirus sulla domanda cinese di materie prime agricole che all’ampio raccolto che ci si attende in Brasile, in Italia i prezzi continuano a trovare sostegno nella discesa del cambio euro/dollaro, sceso sull’1,08, ai minimi da aprile 2017. A beneficiare del dollaro forte sono stati soprattutto i prezzi delle farine di soia rilevati nei listini delle Borse Merci nazionali. Tra i proteici, si sono osservati segnali di rialzo per la farina di girasole convenzionale mentre è proseguita la stabilità nei listini della farina di colza. Colza che sulle piazze estere continua a mostrare volatilità, con le quotazioni all’Euronext di Parigi tornate in aumento. Scambi limitati e poche variazioni si sono osservate nei listini degli orzi e del sorgo.

Cresce la farina di soia

La seconda settimana di febbraio ha mostrato diffusi aumenti sulle principali piazze di scambio nazionali per i prezzi all’ingrosso della farina di soia. A Bologna la farina proteica estera ha messo a segno un rialzo di 4 €/t (+1,1%), salendo sui 354-356 €/t e confermandosi in crescita anche rispetto ad un anno fa (+6,3%). Volgendo lo sguardo oltreoceano, sostanziale tenuta per le quotazioni futures della farina di soia scambiata alla borsa di Chicago, attestate in chiusura di settimana sui 291,1 $/t, lo 0,6% in più rispetto a sette giorni prima.

Anche il girasole sale 

Segno “più” si è registrato anche per i prezzi della farina di girasole convenzionale, saliti a Bologna sui 174-177 €/t (+2,9% rispetto alla settimana precedente) ma sempre in calo nel confronto con l’annata precedente (-7,9%). Listini in calo, al contrario, per il girasole proteico, sceso sui 224-226 €/t (-1,3% su base settimanale).

Ancora stabilità per la colza

Quarta settimana consecutiva di stabilità per i prezzi all’ingrosso della farina di colza, rimasti invariati sulla piazza di Milano sui 266-267 €/t. Come per la farina di girasole, la variazione rispetto allo scorso anno resta negativa, pari ad un -8,6%. Nel mercato estero, le quotazioni dei semi di colza sono state autrici di un parziale recupero nella seconda metà della settimana, tornando a sfiorare i 400 €/t, sostenute principalmente dalle attese positive degli operatori su un possibile allentamento della Cina alle restrizioni all’import di palma dalla Malesia.

Poca vivacità per orzo e sorgo

Tra i cereali foraggeri, rimane orientato alla stabilità l’andamento dei prezzi degli orzi foraggeri, in un mercato che è risultato poco attivo. Sulla piazza di Roma, i valori dell’orzo nazionale pesante sono rimasti fermi sui 165-168 €/t, mantenendo nel contempo un robusto calo rispetto ad un anno fa (-16,8%). All’estero, lieve contrazione si è rilevata nel mercato tedesco, dove le quotazioni sulla piazza di Amburgo hanno ceduto 2 €/t, scendendo sui 171 €/t (fonte Osservatorio Cereali Commissione Europea). Tornando al mercato italiano, l’avvio di 2020 si conferma all’insegna della staticità per il sorgo, con i listini invariati su tutte le principali piazze di scambio italiane.

I prezzi dei cereali e delle materie prime nella settimana dal 10 al 15 febbraio 2020

Soia, l’effetto valutario (rapporto €/$) sostiene i prezzi - Ultima modifica: 2020-02-18T14:36:05+01:00 da Terra e Vita

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