La soia nazionale sfiora i 600 euro alla tonnellata. Calo per orzi e farine proteiche

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La scarsa disponibilità di prodotto spinge ancora più in alto le quotazioni dei semi di soia italiana. Rincari anche per il prodotto estero, mentre ripiegano farine proteiche, orzo e grano tenero foraggero

Le disponibilità ormai esigue di prodotto stanno spingendo su valori record i prezzi dei semi di soia quotati nelle principali Borse Merci italiane. Sulla quasi totalità delle piazze di scambio i valori della soia nazionale hanno raggiunto nella penultima settimana di marzo la soglia record di 600 €/t. Anche i prezzi della soia di provenienza estera (ogm) hanno registrato un nuovo rincaro, sebbene meno accentuato rispetto al prodotto nazionale. La settimana ha mostrato invece una stabilizzazione delle quotazioni della soia scambiata nelle principali piazze internazionali. Tra le altre materie prime destinate all’alimentazione, proseguono i ribassi per i grani teneri e gli orzi nazionali e per le farine proteiche di soia e girasole.

Soia senza freni

La penultima settimana di marzo ha messo in evidenza ancora una forte crescita dei prezzi dei semi di soia di origine nazionale. Alla Borsa Merci di Bologna l’aumento rispetto alla settimana precedente è stato di 35 €/t, con i valori attestati sui 591-595 €/t (franco partenza). Prosegue la crescita anche per la soia ogm di provenienza estera (+10 €/t, 544-546 €/t, franco arrivo), sebbene a una minore velocità rispetto alla soia nazionale. Di conseguenza, si è ampliato ulteriormente lo scarto a favore di quest’ultima, giunto a sfiorare i 50 €/t.

 

 

Quanto ai prezzi internazionali, si è osservata una maggiore stabilità per la soia in partenza da Brasile (Fob Paranagua) e Argentina (Fob Up River), dove i valori si sono attestati rispettivamente sui 515 $/t (-1 $/t rispetto alla settimana precedente, elaborazione BMTI su dati International Grains Council - IGC) e sui 520 $/t (+3 $/t). Sul mercato a termine, leggero calo delle quotazioni dei future scambiati alla Borsa di Chicago (-1,1% su base settimanale) dovuto sia alle prese di profitto da parte dei fondi di investimento sia dalle attese di un aumento della produzione mondiale nell’annata 2021/2022 (+7% secondo le stime IGC di marzo).

Farine proteiche in calo

Tra le farine proteiche, si confermano in calo i prezzi all’ingrosso della farina di soia, condizionati dall’ulteriore ribasso settimanale sul mercato estero, Borsa di Chicago in primis. Alla Granaria di Milano la farina proteica estera ha ceduto 8 €/t, attestandosi sui 468-479 €/t (franco arrivo). Le serie di ribassi in atto da febbraio ha fortemente attenuato la crescita rispetto allo scorso anno, che adesso è inferiore al 5%. Un nuovo calo ha interessato anche i prezzi all’ingrosso della farina di girasole (-1,2% alla Borsa Merci di Torino), anche per una maggiore offerta disponibile sul mercato. Le quotazioni attuali (333-335 €/t, franco arrivo) mantengono un’ampia crescita rispetto al 2020 (+28%). Assenza di variazioni significative nei listini della farina di colza.

Orzo col segno meno. Nel 2021 previsto un calo della produzione

Nel mercato dei cereali foraggeri, i prezzi dell’orzo nazionale hanno accusato un ulteriore cedimento (- 3 €/t alla Borsa Merci di Bologna), sulla scia del calo rilevato per gli orzi comunitari. Le quotazioni si sono riportate al di sotto della soglia dei 210 €/t (franco arrivo). Circa la prossima annata, intanto, le stime della Commissione europea dello scorso 25 marzo delineano per l’Italia una riduzione del raccolto di circa 100mila tonnellate rispetto all’annata 2020/2021. I volumi dovrebbero attestarsi a ridosso del milione di tonnellate. Previsto in crescita, invece, l’output complessivo dei 27 Stati membri, che dovrebbe passare da 55,2 a 56,8 milioni di tonnellate (+2,9%). Tornando all’analisi dei prezzi, quinta settimana consecutiva di ribasso per il grano tenero foraggero in calo di altri 2 €/t alla Granaria di Milano ed attestato sui 232-234 €/t (franco arrivo).

I prezzi dei cereali e delle materie prime nella settimana dal 22 al 27 marzo 2021

La soia nazionale sfiora i 600 euro alla tonnellata. Calo per orzi e farine proteiche - Ultima modifica: 2021-03-29T16:55:37+02:00 da Terra e Vita

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