Suini, insiste la dinamica rialzista

prezzi dei prodotti agricoli del 14 ottobre 2019
Le quotazioni dei suini nei mercati italiani ed europei sono ancora condizionate dalle dinamiche provocate dalla Psa in Cina. Leggeri recuperi anche per i vitelli

Suini

Insiste anche in questa settimana l’andamento rialzista dei suini pronti per il macello sia per quelli destinati al circuito Dop che per quelli non destinati, condizionata dalle dinamiche provocate dalla Peste suina Africana in Cina. Secondo dati ufficiali elaborati dalla Reuters la malattia ha già provocato una drastica riduzione del 40% nella mandria di suini più grande del mondo. Il crollo della mandria ha portato una crescita esponenziale dell’84% anno su anno della carne suina venduta al dettaglio a 43,4 yuan (6 dollari) per kg, mentre l’indice dei prezzi alimentari è al suo livello più alto dal gennaio 2012. Queste dinamiche hanno inciso su tutti i mercati nord europei e su quello italiano. La tendenza stabile dei suinetti trascina sia i piccoli che i mediani fino ai 50 kg, in calo risultano quelli più pesanti. In aumento risulta essere anche il mercato delle scrofe.

Bovini

Questa settimana si arresta la flessione dei prezzi delle vacche da macello che vedono confermati tutti i prezzi della precedente settimana. Anche le manze da macello mostrano stabilità e confermano le quotazioni della quarantesima settimana. I vitelli da macello mostrano anche questa settimana una ripresa, sebbene inferiore alla scorsa settimana. Infatti i listini medi nazionali recuperano un +0,2 % a livello congiunturale. Sulla piazza di Montichiari i vitelli di pezzata nera salgono del +2,06%, mentre la stessa categoria merceologica, in controtendenza, scende del -3,03% sulla piazza di Reggio Emilia. I vitelli della categoria razze varie recuperano su Padova in ragione del +0,36%. I vitelloni da macello recuperano in misura ridotta, facendo registrare questa settimana un +0,1%. Mostrano una sostanziale stabilità le carni bovine nel complesso, facendo registrare un aumento del +0,01% su base media. Rallenta la discesa dei prezzi di capi da ristallo, facendo registrare delle variazioni comprese tra il -0,2% della pezzata nera e il -1,1% delle razze da carne.

Caseari

Nel corso della quarantunesima di calendario, ancora nessun segnale di inversione di tendenza rispetto al segmento dei formaggi grana a denominazione che continua a vedere il segno negativo come costante da molte settimane. In questa ottava, il calo più consistente è stato accusato dal Parmigiano Reggiano sulla piazza di Parma dove tutte le varietà perdono ulteriori 10 centesimi al chilo. Scambi calmi anche sulla piazza di Mantova dove solo la produzione più giovane riesce a contenere le perdite sui 5 centesimi, mentre le varietà più stagionate cedono i valori di altri 10 centesimi. Tengono meglio le piazze di Reggio Emilia e Milano dove dopo settimane di costanti flessioni i prezzi vengono confermati sui precedenti valori. Anche per il Grana Padano la congiuntura appare stabile sia su Milano che su Cremona, mentre si accusano ulteriori cedimenti sulla piazza di Mantova. Per ciò che concerne gli altri prodotti monitorati si evidenzia l’incremento del Gorgonzola sia fresco che maturo sulla piazza di Novara che adegua al rialzo i listini di 10 centesimi, sulla scia di quanto avvenuto già a Milano la scorsa settimana. Sul fronte delle materie grasse non si registrano mutamenti nei listini.

Avicunicoli

Anche questa settimana i conigli vivi all’origine mostrano una buona impostazione, facendo rilevare un incremento del 5,65% come media tra le piazze e le categorie. Il mercato delle carni mostrano un incremento nei valori del 4,05 colmando parzialmente il divario con la variazione di prezzo della loro materia prima. Le carni avicole cedono nel complesso in ragione del -0,54%, rallentando quindi la discesa. Tale flessione è imputabile principalmente alla flessione dei prezzi del pollo, di cui la categoria leggera cede il -3.91% e la pesante il -3.78%, mentre è compensata dall’ottima impostazione delle galline che recuperano un +9,59%. Mostrano una moderata ripresa anatre (+0,41%) e faraone (+0,38%). Le uova di gallina recuperano nel complesso di piazze e categorie merceologiche il + 1,55%.

Vino

Negli ultimi sette giorni non si sono evidenziati particolari cambiamenti nel mercato dei vini italiani. Le operazioni vendemmiali sono pressoché concluse ovunque lungo la nostra penisola e si confermano i primi dati di un calo della produzione media rispetto lo scorso anno. Si registra comunque una lieve tendenza al rialzo sia per i vini bianchi che rossi comuni. Sostanzialmente stabili le produzioni certificate a denominazione di origine e a indicazione geografica.

Olio

Ancora un lieve calo si registra per l’olio extravergine di oliva nazionale. Le quotazioni medie si sono attestate a 4,26 euro al chilo rispetto ai 4,28 della settimana precedente. A dettare questa flessione le piazze calabresi. Anche l’olio vergine subisce un arretramento fermandosi a 2,79 euro al chilo perdendo circa il 2%, sempre su base settimanale. In questo caso si ricorda che il prodotto ancora in circolazione è limitato e, in questo caso, a scendere sono le piazze pugliesi. Stabili i listini del lampante. In lieve calo anche i prezzi medi dei raffinati di oliva, su Roma e Milano, e di sansa, prodotto rilevato in Liguria. Stabili i rettificati si semi di arachide, mais e girasole.

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Suini, insiste la dinamica rialzista - Ultima modifica: 2019-10-16T14:34:50+00:00 da Terra e Vita

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