Volano Parmigiano e Padano, bene l’olio evo e il tenero

parmigiano
Le quotazioni rilevate da Ismea nella settimana dal 22 al 28 ottobre 2018 mostrano una frenata per le carni bianche dopo diverse settimane di rialzi. Continuano a soffrire mais e bovini

Avicunicoli, frenata dopo settimane di euforia

Per il mercato dei polli il mese di ottobre si è chiuso con una settimana meno attiva delle precedenti; il rallentamento dei consumi ha determinato un esubero nell’offerta del vivo e la formazione di qualche partita di polli fuori peso; malgrado qualche prezzo ribassato per petti e busti, si è comunque riusciti a mantenere invariate le quotazioni, in prospettiva della festività dell'1 novembre che ridurrà le giornate di macellazione e conseguentemente l’offerta di prodotto. Consumi domestici fermi sui livelli della settimana precedente per entrambe le tipologie di galline; il grosso della domanda continua a provenire dai mercati esteri che hanno quotazioni minime e stabili. Sul fronte dei numeri offerti è un mercato abbastanza snello e i prezzi del vivo risultano sostenuti. Per le faraone prosegue una fase rialzista dei consumi, sebbene ancora poco lontani dalle aspettative degli operatori; l’offerta risulta allineata, se non leggermente inferiore alle richieste del mercato, il quale si trova in uno stato di sostanziale equilibrio che dovrebbe consolidarsi nelle settimane a venire. La domanda di tacchino al momento risulta equilibrata e allineata all’offerta; i prezzi reali sono stabili e oltre alla fesa, si riscontra una ripresa anche del consumo di cosce. Continuano a mancare i conigli vivi, ragione per cui le quotazioni per questo articolo sono sempre in aumento; i livelli raggiunti fino ad ora tuttavia, evidenziano una situazione limite, poiché ulteriori aumenti di prezzo potrebbero indurre il consumatore a deviare su altre carni più economiche. Il quadro complessivo del mercato delle uova delinea uno scenario di stabilità; si attendono consumi maggiori che dovrebbero realizzarsi nel breve periodo e nel frattempo manca qualche taglia XL e L per cui queste categorie sono quelle che incrementano qualcosa in più.

Bovini, segno meno per vitelli baliotti e da ristallo

Il mercato bovino chiude il mese di ottobre con un andamento caratterizzato da poche variazioni di prezzo per le categorie a listino; è proseguito in misura evidente nelle quattro settimane l’andamento ribassista per i vitelli baliotti, condizionati per lo più dall’epoca in cui saranno effettuate le vendite degli animali. Situazione cedevole anche per i vitelli da ristallo, sia maschi che femmine; nota positiva invece per i vitelli destinati al macello, per i quali sono stati registrati aumenti di prezzo costanti nel corso delle ultime settimane. Nel complesso stabili le altre categorie a listino o con variazioni di poco conto su piazze secondarie. Nella quarta settimana del mese restano sempre molto vivaci le richieste di capi nei mercati piemontesi, con un tendenziale aumento dei prezzi. Stabili gli scambi sulle altre piazze del Paese con una situazione invariata del comparto carni.

Suini, trend negativo

Per quanto riguarda il mercato dei suinetti la tendenza risulta in calo, ad eccezione della pezzatura più piccola, quella dei 7 kg. Relativamente ai suini da macello la tendenza risulta anch’essa ribassista, sia per gli animali destinati al circuito tutelato che quelli non. Il listino delle carni dello scorso fine settimana evidenzia una tendenza nel complesso stabile per i tagli destinati alla macelleria mentre in calo risultano i prezzi delle cosce.

Caseari, volano le grandi Dop

I corsi del Parmigiano Reggiano Dop e del Grana Padano Dop hanno proseguito, la loro costante scalata verso l’alto. Relativamente al Reggiano gli scambi vengono definiti buoni per tutte le varietà monitorate; le piazze di Milano, Mantova, Modena e Parma hanno espresso aumenti oscillanti tra un minimo di 5 ed un massimo di 10 centesimi. Solo su Reggio Emilia i listini vengono confermati sui precedenti valori. Analoga situazione si è palesata per il Padano per il quale le piazze coinvolte hanno prodotto aggiustamenti verso l’alto dei listini, nello specifico le piazze di Milano e Cremona e Mantova hanno determinato aumenti di 5 centesimi per tutte le stagionature

Cereali, bene il tenero, male duro e mais

In diverse piazze del centro nord il frumento tenero si è ulteriormente apprezzato grazie a una positiva evoluzione della domanda. Mercato calmo e quotazioni sostanzialmente stabili per il grano duro; da segnalare solamente i lievi assestamenti al ribasso che hanno interessato tutte le categorie merceologiche scambiate a Milano. Tra i cereali per l’alimentazione zootecnica, prosegue la dinamica rialzista dell’orzo sulla scia degli aumenti del mercato internazionale, mentre il mais comunitario continua a subire la pressione concorrenziale del prodotto estero (prevalentemente di origine ucraina e sudamericana) e di conseguenza in gran parte dei centri di scambio il prezzo è risultato in lieve flessione. I semi di soia sono calati di 2 €/t a Bologna e Milano, listini stabili a Treviso.

Olio, extravergine in salita

In rialzo i prezzi medi dell’olio di oliva extravergine, l’offerta immessa nei circuiti commerciali è risultata inferiore ai quantitativi domandati e le contrattazioni si sono concluse sulla base di prezzi tesi al rialzo. Quotazioni in aumento anche per l’olio di oliva vergine e lampante grazie alla buona richiesta di questi prodotti. Non si sono osservate variazioni di rilievo per il mercato degli oli di semi, mentre per gli oli rettificati si è avuto un lieve assestamento a ribasso dei listini.

Vino, giù i bianchi, stabili i rossi

L’ultima settimana di ottobre si è chiusa con un leggero ribasso delle quotazioni per i vini bianchi comuni, dovuto principalmente all’andamento del mercato sulla piazza di Lugo. Gli scambi sono risultati lenti a causa di una domanda poco propensa all’acquisto, di contro sulla piazza di Roma i listini hanno teso al rialzo grazie ad una ripresa delle richieste. Stabile il mercato per i vini comuni rossi e rosati. Per le IGT sia bianche che rosse si è osservata una ripresa delle quotazioni grazie al buon andamento del mercato dei vini laziali e per il Toscana Sangiovese.

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