Un progetto per selezionare piante locali gradite alle api

piante locali
Prosegue sino a fine anno la collaborazione tra Provincia di Udine e Consorzio Apicoltori per uno studio sviluppato dall'Università di Udine in favore della biodiversità.

La Giunta della Provincia di Udine ha deliberato di prorogare la convezione con il Consorzio Apicoltori fino al 31 dicembre 2018. L’estensione della collaborazione consentirà di portare avanti attività congiunte di valorizzazione e incremento di specie vegetali locali di interesse mellifero e pollinifero, nel contesto della salvaguardia della biodiversità, nonché attività divulgative mediante la diffusione di materiale predisposto dallo stesso Consorzio. Il progetto cui viene data continuità riguarda, in particolare, la selezione di piante locali per migliorare la biodiversità e, quindi, le condizioni di sopravvivenza delle api.

L’iniziativa è stata sviluppata dall’Università di Udine cui la Provincia ha contribuito attraverso il finanziamento di due assegni di ricerca coinvolgendo la struttura dell’Orto Botanico. Diversi gli step progettuali: dall’osservazione delle visite delle api su diverse piante autoctone in fioritura, all’individuazione delle specie vegetali di maggior interesse per una loro possibile moltiplicazione e utilizzo negli agroecosistemi e per il ripristino delle aree degradate. Un apposito macchinario acquistato nel Regno Unito (valore 10 mila euro, secondo esemplare in Italia), è stato concesso in utilizzo al Consorzio Apicoltori (in base a una specifica convenzione) e, in collaborazione con l’Ersa, è stato raccolto il fiorume in alcuni prati stabili dell’udinese. Il fiorume, poi, è stato passato all’analisi, alla caratterizzazione e, quindi, alla selezione per la semina sperimentale. Un progetto interessante e utile per garantire la diffusione della biodiversità floristica su tutto il territorio friulano, per sostenere l’attività delle api, per il loro benessere e quello dell’ecosistema. Dopo la semina, è previsto anche uno studio sulla capacità di sviluppo di alcuni nuclei di api domestiche in relazione alla vicinanza di aree dove sarà stata potenziata la presenza di specie cosiddette “mellifere”. I risultati dello studio saranno divulgati a vivaisti, a produttori di semi di piante erbacee autoctone, ma anche agricoltori, apicoltori e altri operatori professionali del settore.

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