Moldavia, la nuova frontiera agricola dell’Europa

Moldavia
Nel piccolo stato incastrato tra Ucraina e Romania l'agricoltura è un settore molto importante e la Pac è vista come leva di stabilità

Bruxelles torna a guardare a Est, e lo fa sempre più attraverso l’agricoltura. Nel complesso percorso di allargamento dell’Unione europea, la Moldavia si sta ritagliando un ruolo da protagonista inatteso: veloce nei negoziati, determinata politicamente, ma esposta come pochi altri Paesi alle turbolenze geopolitiche e climatiche. Un laboratorio a cielo aperto di ciò che l’Europa potrebbe diventare domani.

Il processo di adesione ha registrato negli ultimi mesi un’accelerazione significativa. I capitoli negoziali avanzano, il livello di preparazione cresce e il governo di Chișinău rivendica una traiettoria chiara: entrare nell’Unione europea entro il 2028. Un obiettivo ambizioso, perseguito mentre il conflitto in Ucraina continua a ridisegnare equilibri commerciali, logistici ed energetici nell’area.

Un settore agricolo che pesa (e conta)

In Moldavia l’agricoltura non è solo un comparto produttivo: è struttura portante dell’economia e del tessuto sociale. Contribuisce direttamente a oltre il 7% del Pil e arriva a circa il 14% includendo la trasformazione alimentare. Coinvolge un quinto della popolazione attiva e occupa circa il 70% della superficie del Paese.

Il modello produttivo è fortemente frammentato: prevalgono micro e piccole aziende, accanto a un numero limitato di imprese di grandi dimensioni. Una struttura che rende il settore dinamico ma anche vulnerabile, soprattutto in un contesto segnato da eventi climatici estremi, volatilità dei prezzi e aumento dei costi di produzione.

Export, Europa e cambio di rotta geopolitico

Negli ultimi anni il baricentro dell’export agroalimentare moldavo si è spostato in modo netto verso l’Unione europea, che oggi assorbe oltre il 60% delle esportazioni. Cereali, semi oleosi, vino, distillati, frutta e ortaggi trovano nel mercato comunitario il principale sbocco commerciale.

Allo stesso tempo, il peso della Federazione Russa è crollato drasticamente. Un riequilibrio che non è solo economico, ma politico e strategico, reso possibile anche dal rafforzamento degli accordi commerciali con l’Ue e dall’ampliamento delle quote di accesso per diversi prodotti agricoli.

Vino come biglietto da visita internazionale

Tra i settori più dinamici spicca il vitivinicolo, diventato negli ultimi anni uno strumento di promozione economica e identitaria. Premi internazionali, varietà autoctone riscoperte e una strategia di comunicazione mirata hanno portato il vino moldavo sui mercati globali. La scelta di ospitare grandi eventi internazionali del settore ha rafforzato la credibilità del Paese, trasformando la filiera in un asset di diplomazia agricola.

Le stesse fragilità dell’agricoltura europea

Nonostante i progressi, le difficoltà restano evidenti. Siccità, gelate tardive e grandinate hanno colpito duramente le produzioni. L’afflusso di cereali ucraini ha esercitato pressioni sui prezzi interni. Le interruzioni logistiche e l’aumento dei costi degli input agricoli hanno messo in difficoltà molte aziende, alimentando tensioni sociali e proteste nelle aree rurali.

Dinamiche che, non a caso, ricordano da vicino quelle affrontate oggi anche dagli agricoltori dell’Unione europea. È su questo terreno comune che Chișinău costruisce la sua richiesta di integrazione: non come eccezione, ma come parte di un problema condiviso.

Perché la Pac è centrale per la Moldavia

  • Sostegno al reddito: oggi il bilancio nazionale per l’agricoltura è limitato; la Pac offrirebbe strumenti di stabilizzazione più robusti.
  • Gestione del rischio: fondi per crisi di mercato, eventi climatici estremi e volatilità dei prezzi.
  • Sviluppo rurale: investimenti in infrastrutture, innovazione e servizi nelle aree agricole.
  • Qualità e identità: tutela delle indicazioni geografiche e valorizzazione dei prodotti tradizionali.
  • Mercato unico: accesso pieno a oltre 450 milioni di consumatori senza barriere doganali.

L’allargamento passa anche dall’agricoltura

La Moldavia si trova a un passaggio cruciale della sua storia. L’agricoltura è il banco di prova della credibilità del suo percorso europeo e, allo stesso tempo, una cartina di tornasole per l’Unione. Se Bruxelles vuole un allargamento solido, capace di rafforzare la sicurezza alimentare e la resilienza del continente, dovrà investire con lucidità su queste nuove frontiere agricole.

Perché l’Europa non si costruisce solo nei dossier negoziali, ma anche nei campi, nelle filiere e nelle comunità rurali che chiedono di farne parte. E la Moldavia, oggi, chiede di entrare proprio da lì.

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