La potatura rappresenta uno degli interventi agronomici più delicati nella gestione dell’oliveto, in grado di influenzare direttamente l’equilibrio vegeto-produttivo, la fisiologia della pianta e la sua capacità di affrontare condizioni ambientali sfavorevoli. In un contesto climatico sempre più variabile, caratterizzato da estati calde e periodi prolungati di stress idrico, scegliere quando potare l’olivo diventa una decisione strategica tanto quanto il come potare, soprattutto nei sistemi olivicoli mediterranei.
Le cultivar Leccino e Favolosa (FS-17), entrambe tolleranti a Xylella fastidiosa subsp. pauca, sono oggi ampiamente utilizzate in diversi contesti produttivi. Pur presentando differenze morfologiche, architetturali e di vigoria, le due cultivar rappresentano un interessante modello di confronto per valutare se e in che misura la risposta fisiologica dell’olivo alle epoche di potatura sia influenzata dalla varietà o, piuttosto, dall’intervento agronomico stesso.

Leccino e Favolosa a confronto
Per rispondere a questa domanda, sono state analizzate le risposte fisiologiche di Leccino e Favolosa in relazione a differenti epoche di potatura, utilizzando parametri chiave come potenziale idrico, fotosintesi e conduttanza stomatica, considerati indicatori affidabili dello stato funzionale della pianta.
Il periodo di osservazione è stato caratterizzato da un andamento climatico tipicamente mediterraneo, con una fase primaverile inizialmente favorevole allo sviluppo vegetativo seguita da un’estate contraddistinta da elevate temperature e da una marcata domanda evaporativa. In particolare, il periodo compreso tra fine giugno e luglio ha rappresentato la fase di maggiore criticità dal punto di vista idrico e fisiologico, come confermato dall’andamento dei parametri ambientali e dalle risposte delle piante.










