Oggi, 29 settembre 2026, sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea è stata pubblicata la domanda di registrazione dell’Indicazione Geografica Protetta “Castagna del Partenio”. Si tratta dell’ultimo passaggio procedurale prima dell’iscrizione definitiva nel registro europeo, dopo il positivo esito della pubblica audizione del 18 settembre 2025.
In una nota ufficiale, il Consorzio Distretto della Castagna e del Marrone della Campania definisce l’evento un «storico traguardo per l’agroalimentare campano» e sottolinea che «la Campania diventa la regione con più castagne Igp in Europa». Con l’arrivo di questa quinta denominazione, la regione si afferma ufficialmente come quella europea con il maggior numero di Indicazioni Geografiche Protette dedicate alla castagna, affiancando la nuova Igp alle già riconosciute Castagna di Montella, Marrone di Roccadaspide, Castagna di Serino e Castagna di Roccamonfina.
Verso l'80% di castagneti a marchio
Il Distretto ribadisce che questo risultato rafforza «l’obiettivo dichiarato […] di portare l’80% dei castagneti campani sotto l’egida del marchio di qualità Ue». Un traguardo raggiunto grazie a un lavoro di sistema che ha unito produttori, istituzioni e territori.
Le radici del progetto affondano in un momento di grande difficoltà. Come ricorda il Consorzio, «il percorso per l’ottenimento dell’Igp ha radici in un momento di grande difficoltà globale. Il primo incontro operativo, infatti, si fece a inizio emergenza Covid: una riunione tenutasi con le mascherine presso la sede del Gal Partenio». A guidare l’impianto tecnico dell’intero iter è stato soprattutto Italo Santangelo, funzionario della Regione Campania in pensione. Il comitato promotore, presieduto da Gerardo Marano, ha poi portato avanti una capillare campagna di sensibilizzazione che ha permesso di superare le tradizionali divisioni locali.
L’area di produzione della futura Igp abbraccia 22 comuni distribuiti su quattro province (Avellino, Benevento, Caserta e Napoli). Il prodotto si distingue per «la facile distaccabilità della pellicola (episperma), la tessitura porosa e l’elevato grado zuccherino della polpa, favorito dall’abbondante presenza di potassio nei fertili terreni di origine vulcanica dell’area». Una vocazione castanicola antica, legata all’opera dei monaci benedettini dell’Abbazia di Montevergine.
Nel suo comunicato il Distretto tiene a precisare che questo riconoscimento «non è l’arrivo a un traguardo, ma la vera ripartenza di un territorio che vuole crescere e valorizzare la sua storia, la sua cultura, i suoi sapori e il suo ambiente». L’eccellenza del percorso campano è già stata presentata come caso studio italiano a Eurocastanea, l’evento europeo svoltosi in Portogallo nel settembre 2026.









