Il sostegno pubblico deciso dal Governo rappresenta un primo segnale positivo, ma non basta a fronteggiare una crisi che continua a mettere sotto pressione il sistema produttivo, a partire dall'agricoltura e dall'autotrasporto. È la posizione di Corrado Martinangelo, presidente di Agrocepi, che interviene sulle proteste legate all'aumento dei costi energetici e dei carburanti, chiedendo misure più ampie e un'azione diplomatica europea per affrontare le cause internazionali dell'emergenza.
«L'aumento dei costi delle materie prime, in particolare del carburante e dell'energia, ha avuto un impatto notevole su tutte le attività produttive. Il settore primario e l'autotrasporto non ne sono stati certo esenti, anzi», osserva Martinangelo. Le conseguenze, sottolinea, sono state particolarmente pesanti nel Mezzogiorno, dove le proteste hanno provocato una sostanziale paralisi delle attività e dei collegamenti.
Per Agrocepi, la prima risposta istituzionale è apprezzabile, ma occorre ampliare la platea degli interventi. L'associazione chiede infatti sostegni mirati non soltanto per agricoltura e trasporti, ma anche per gli altri comparti collegati alla filiera agroalimentare: artigianato, commercio, industria di trasformazione e ristorazione.
Accanto alle misure emergenziali, Martinangelo propone un intervento strutturale attraverso un piano strategico denominato «Community Italy», da finanziare utilizzando le risorse europee ancora disponibili. Un capitolo centrale dovrebbe essere riservato alle energie rinnovabili, considerate la principale alternativa alla dipendenza dai combustibili fossili. Per favorirne lo sviluppo, secondo Agrocepi, è indispensabile intervenire sulla burocrazia, riducendo sensibilmente i tempi e gli ostacoli autorizzativi.
La crisi, tuttavia, ha anche una dimensione geopolitica. «È ormai chiaro che ci troviamo in questa situazione di emergenza anche a causa dei conflitti bellici che strozzano i nostri commerci e le nostre libertà», afferma il presidente. Da qui l'appello al Governo italiano affinché si raccordi con gli altri Paesi dell'Ue per promuovere un'iniziativa diplomatica capace di contribuire alla fine delle guerre.
Agrocepi indica anche una possibile figura di riferimento internazionale: «Auspichiamo che sia il presidente Draghi la personalità indicata per svolgere questo ruolo». La convinzione dell'associazione è che gli interventi economici, pur necessari, non potranno risolvere stabilmente la crisi senza un percorso politico e diplomatico verso la pace.












