La zootecnia chiude il cerchio dell’azienda biodinamica

Stalla biodinamica
L’introduzione degli animali va vista come un aiuto concreto alla fertilità dei suoli ma anche come una tutela della biodiversità in azienda. Una pratica redditizia

L’introduzione dell’obbligo della zootecnia nelle aziende biodinamiche enunciata nel 2018 da Demeter Italia con un certo anticipo rispetto alle altre Demeter nel mondo, va nella direzione di contrastare la tendenza all’eccessiva specializzazione delle aziende agricole.

La costruzione di un organismo agricolo che si autosostiene è infatti alla base dell’agricoltura biodinamica e l’introduzione degli animali va vista sia come un aiuto concreto alla fertilità dei suoli ma anche per la gestione della progressività dei processi naturali all’interno di un determinato territorio e per la tutela della biodiversità in azienda.

 

 

La forte riduzione degli insetti e degli uccelli dai campi è un segnale che non può essere ignorato. L’introduzione della vita, l’incremento di sostanza organica fino ai livelli auspicati del 6%, lo sviluppo di un sistema di autoregolazione con sempre minori input dall’esterno, è la strada che tracciano gli standard biodinamici.

Gli standard di allevamento

Ma qual è lo standard di allevamento animale stabilito da Demeter? Il disciplinare prevede un carico zootecnico minimo obbligatorio di 0,2 Uba/ha/anno e carico massimo pari a 2 Uba/ha/anno Il foraggio, a sfalci poliennali di minimo 3 anni, deve essere al 100% bio ed è prevista la cooperazione tra le aziende, preferibilmente biodinamiche o, in alternativa, certificate biologiche. Lo stesso vale per il letame che deve poi essere compostato e trattato con i preparati biodinamici.

Gli animali devono poter esprimere il normale comportamento della propria specie e devono avere un contatto quotidiano con sole, pioggia, erba e terreno. In estate devono poter uscire all’aperto almeno 1 volta al giorno mentre in inverno minimo 2 volte a settimana.

L’ambiente interno deve essere sano, arieggiato, luminoso a temperatura adeguata e asciutto. La stalla per bovini deve prevedere una zona di riposo con una lettiera idonea e pulita e il grigliato massimo consentito è pari al 50% e, comunque, è vietato nella zona riposo. Sempre per i bovini vige il divieto alla decornazione.

Il pascolo o la permanenza all’aperto deve essere di minimo 6 mesi nel periodo non invernale per bovini da latte, nutrici e giovani. Sono vietati gli stimolatori elettrici e la castrazione è tollerata solo per il benessere e per la salute dell’animale.

La stalla per i suini deve prevedere zone riposo sempre coperte di paglia asciutta. Vige l’obbligo di spazi aperti per grufolare e le scrofe possono stare nel recinto parto al massimo per 14 giorni. Sono vietati la spuntatura e la limatura dei denti, il taglio di code e orecchi e gli anelli nasali.

Anche il pollaio deve consentire la massima espressione della specie, deve prevedere postazioni alte per appollaiarsi e aree aperte esposte al sole, che devono avere almeno il 40% della superficie coperta da cespugli, alberi e piante perenni. Sabbia e acqua fresca devono essere sempre presenti. Divieto di gabbie, di ambienti polverosi, del taglio del becco, della castrazione e di luci stroboscopiche. Il disciplinare prevede poi, per ogni specie allevata, rigorose metrature disponibili per garantire il benessere animale.

Alimentazione e salute degli animali

Per l’alimentazione almeno il 60% su base annua per i ruminanti, e il 50% per maiali e avicoli, deve essere prodotto in azienda e il 70% deve essere mangime certificato Demeter. Per i bovini da carne c’è l’obbligo del 75% di foraggio grezzo per tutto l’anno, con un limite minimo in inverno di 3 kg ad animale adulto al giorno.

Per l’allattamento è indicato quello materno con dei limiti minimi di tempo come per esempio 3 mesi per i vitelli e 45 giorni per agnelli e capretti.

La salute animale deve essere assicurata innanzitutto tramite l’attenta cura degli animali, la scelta di razze idonee, la selezione e l’alimentazione e tramite misure preventive quali un metodo di allevamento conforme alle esigenze della specie.

Se si verificano disturbi alla salute bisogna intervenire con una terapia preferendo i prodotti fitoterapici, quelli omeopatici e gli oligoelementi rispetto ai farmaci allopatici. Se non è possibile evitare gli antibiotici il massimo consentito è di 3 trattamenti all’anno. Ogni deroga deve essere preventivamente motivata e approvata dall’Associazione Demeter Italia.

Come si può vedere la cura degli animali passa dalla cura dell’ambiente in cui vivono, in un’ottica preventiva. Un ecosistema in equilibrio porta a vantaggi produttivi come danno evidenza le aziende agricole zootecniche biodinamiche che attuano il metodo in maniera coerente con quanto stabilito dai disciplinari.

Un metodo remunerativo

Un metodo praticato da quasi un secolo, quello biodinamico, che funziona dando vita ad agroecosistemi molto resistenti e che, quando applicato in maniera rigorosa e con una attenzione a gestire tutti i processi agronomici, può diventare particolarmente remunerativo.

Fabio Alberti

Come ha raccontato l’imprenditore agricolo Fabio Alberti dell’azienda Poggio di Camporbiano di Gambassi Terme in Toscana durante il seminario dedicato alla zootecnia: «Se destinassimo gli oltre 200 ettari aziendali a rotazioni convenzionali vendendo i prodotti al consorzio agrario, riusciremmo a coprire lo stipendio annuo di 2 persone. Invece, gestendo l’azienda in biodinamica, con una grande diversificazione tra cui la vendita diretta del latte crudo imbottigliato, riusciamo a dare lavoro a 30 persone».

Daniele Mazzanti

Daniele Mazzanti del podere La Cerreta che con le Terme di Sassetta rappresentano un organismo unico, ha raccontato di come gradualmente hanno inserito sempre più animali in azienda e di come tutto quello che producono venga utilizzato per l’agriturismo, offrendo ai loro ospiti un’esperienza di una qualità di vita in armonia con il territorio, un percorso di conoscenza in una logica di ciclo chiuso e di economia circolare.

Dino Mellano

E per concludere non dimentichiamo l’esperienza di Dino Mellano, vice presidente di Demeter Italia, titolare dell’azienda agricola zootecnica Mellano del Piemonte che produce latte biodinamico, che ha confermato la produttività delle aziende agricole Demeter illustrando come anche la vendita delle deiezioni delle vacche compostate con i preparati biodinamici possa rappresentare un introito importante, che nella sua azienda arriva al 10% del fatturato.

Corsi biodinamici on line

Carlo Triarico

«L’Associazione per l’agricoltura biodinamica ha organizzato un innovativo corso di formazione introduttivo sulla biodinamica, che si sviluppa in otto seminari di quattro ore ciascuno, iniziati lo scorso febbraio e che si concluderanno a maggio con un fine settimana in azienda per mettere in pratica quanto appreso» spiega Carlo Triarico, presidente dell'Associazione italiana per l'agricoltura biodinamica.

«Si tratta - aggiunge Triarico - di un corso gratuito rivolto agli agricoltori toscani e aperto a tutti gli associati, che prevede un approfondimento sulla zootecnia, tematica molto importante per la biodinamica, visto che le aziende certificate superiori a 5 ettari hanno l'obbligo di avere gli animali in azienda, con un carico zootecnico minimo di 0,2 Uba/ha/anno di consumatori di foraggio grezzo».

Nei seminari online, in cui vengono approfonditi i temi legati alla gestione sostenibile di olivicoltura, viticoltura, zootecnia, vivaismo, orticoltura, frutticoltura, apicoltura e fertilità del suolo, agli interventi degli esperti si affiancano le voci degli agricoltori che raccontano le loro esperienze sul campo.

La certificazione Demeter

Il marchio Demeter nacque negli anni 30 quando si senti l’esigenza di creare una garanzia di qualità e un segnale di riconoscimento per sopperire alla mancanza di rapporto diretto tra i consumatori e i produttori agricoli. I produttori agricoli biodinamici hanno da allora la responsabilità non solo di produrre prodotti di alta qualità, ma anche di salvaguardare il paesaggio, che risulta oggi più che mai urgente.

 

La zootecnia chiude il cerchio dell’azienda biodinamica - Ultima modifica: 2021-03-16T13:21:24+01:00 da Alessandro Maresca