Confagricoltura Puglia: invasi in lieve recupero, ma l’agricoltura resta a rischio

invasi
Panoramica parziale della diga di Occhito di alcuni anni fa, quando era completamente piena di acqua. Attualmente, a fronte di una capacità totale di 333 milioni di metri cubi (mc) e di una capacità utilizzabile di 250 milioni di mc, ha una disponibilità idrica, alla data del 5 gennaio 2026, di 46.843.160 mc, contro un volume morto (cioè non accessibile per l’uso) di 40 milioni di mc
Per il presidente Bruno servono riforme strutturali e gestione efficiente dei consorzi. «I circa 47 milioni di metri cubi nell'Occhito sono una boccata d'ossigeno rispetto al disastro dell'anno scorso, ma siamo ancora lontani dalla sicurezza»

Un segnale di ripresa c’è, ma sarebbe un grave errore considerarlo un “fuori pericolo”. L’analisi dei dati di Confagricoltura Puglia sulla disponibilità idrica all’inizio del nuovo anno fotografa una situazione in chiaroscuro: se da un lato i livelli degli invasi registrano un incremento rispetto al periodo nero 2024-2025, dall’altro i volumi restano drammaticamente insufficienti per garantire una stagione irrigua serena all’agricoltura pugliese.

Invasi più riempiti, ma “quota di sicurezza” è lontana

Secondo le ultime rilevazioni del Consorzio per la bonifica della Capitanata, l’invaso di Occhito sul Fortore, che ha una capacità totale circa 333 milioni di metri cubi, si attesta attualmente su 46,8 milioni di metri cubi. Un dato che segna un netto miglioramento rispetto ai 31,7 milioni registrati nello stesso periodo del 2025 e in linea con gli altri invasi che riforniscono la regione. Tuttavia, il confronto con le medie storiche impone cautela: mancano all’appello decine di milioni di metri cubi per raggiungere la “quota di sicurezza” necessaria per pianificare le colture primaverili ed estive senza l’incubo del razionamento.

Occorre uscire dalla logica dell’emergenza

Antonello Bruno
Antonello Bruno

«Uscire dalla logica dell’emergenza non è uno slogan, ma un imperativo di sopravvivenza economica», sottolinea Antonello Bruno, presidente di Confagricoltura Puglia.

«Il lieve recupero idrico attuale dei principali invasi non deve diventare un alibi per l’inerzia. Il cambiamento climatico, con la sua alternanza fra siccità prolungata e piogge torrenziali, sta desertificando i nostri territori. L’agricoltura è il settore più esposto: pur essendo il comparto che utilizza l’acqua in modo più responsabile, restituendola all’ambiente attraverso il ciclo biologico, gli agricoltori continuano a pagare il prezzo più alto di questa crisi, con costi di approvvigionamento divenuti insostenibili».

Cambio di paradigma tecnologico e politico

Per Confagricoltura Puglia la soluzione passa attraverso una gestione attenta dei consorzi di bonifica, chiamati non solo a distribuire la risorsa, ma a essere custodi efficienti delle infrastrutture, per azzerare le perdite di rete. Ma questo sforzo non basta.

«Serve un cambio di paradigma tecnologico e politico – prosegue Bruno –. Le nostre priorità sono chiare:

  • potenziare la capacità di accumulo degli invasi esistenti, spesso limitata da interrimenti non dragati,
  • e spingere sull’acceleratore per il riutilizzo delle acque reflue affinate.

Dobbiamo innovare i sistemi irrigui e garantire una formazione continua agli imprenditori agricoli, affinché la “goccia” diventi un fattore di produzione ottimizzato e non uno spreco».

Rimettere l’acqua al centro dell’agenda nazionale

L’acqua si conferma il grande connettore del nostro tempo, capace di influenzare clima, sovranità alimentare ed energia, conclude Bruno.

«È stata troppo a lungo vittima dell’inerzia politica. Ora serve il coraggio di rimetterla al centro dell’agenda nazionale, con un monitoraggio trasparente e indipendente dei piani di gestione. Solo trasformando la scarsità da limite a stimolo per l’efficienza, l’agricoltura pugliese potrà guidare una vera transizione sostenibile, a beneficio dell’intero ecosistema regionale».

 

Confagricoltura Puglia: invasi in lieve recupero, ma l’agricoltura resta a rischio - Ultima modifica: 2026-01-06T11:37:50+01:00 da Giuseppe Francesco Sportelli

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