Alto Adige, le sfide della nuova stagione per frutta e vite

Alto Adige
Colture frutticole alle prese con la diminuzione delle molecole disponibili per la difesa fitosanitaria, vite flagellata dalla flavescenza dorata

La nuova annata agricola è ai blocchi di partenza ma quali sono le sfide da affrontare alla luce dell’esperienza del passato? È ruotata intorno a questo tema la 64esima assemblea generale del Centro di Consulenza per la fruttiviticoltura dell’Alto Adige, tenutasi a Nalles (Bz). Il centro di consulenza tecnica in questi decenni ha svolto un ruolo sempre più importante per assicurare alla frutticoltura e alla viticoltura dell’Alto Adige quel primato del quale è fiera, e sempre più gioca un ruolo fondamentale per il successo di un’agricoltura sostenibile. Sono ben seimila i coltivatori di albicocche, ciliegie, pere e uva da vino soci del centro che coprono 22.000 ettari, in parte coltivati con il metodo biologico. I consulenti sono 53.

«Sempre più spesso bisogna confrontarsi con il verificarsi di eventi meteorologici estremi – ha ricordato il presidente Manuel Santer – una sfida costituita soprattutto da gelate, violenti temporali con quantità molto abbondanti di pioggia che cade in un brevissimo lasso di tempo, ristagni idrici e lunghi periodi siccitosi, i cui effetti negativi si vedono sulle rese e sulla qualità dei raccolti. Adeguiamo costantemente i nostri consigli alle esigenze delle diverse colture – ha precisato Santer – non tutte, infatti, reagiscono con le stesse modalità ad eventi meteorologici estremi. Anche la zona di coltivazione (nel fondovalle o in quota) gioca un ruolo di prim’ordine».

Strategica è l’acquisizione in tempo reale l’elaborazione di dati meteorologici precisi che assumono un’importanza sempre maggiore. Il centro di consulenza dispone di 140 centraline meteorologiche, distribuite in tutto in territorio provinciale, i cui sensori rilevano e trasmettono ogni cinque minuti misure ad alta definizione. Valori termici, durata della bagnatura fogliare, quantità di pioggia caduta o velocità del vento – ogni anno vengono generati ed elaborati 15 milioni di record e 77 milioni di dati singoli, che vengono poi messi a disposizione dei soci tramite l’app e la pagina web del centro.

Frutta sempre più "indifesa"

Il responsabile del settore frutticoltura Robert Wiedmer ha sottolineato l’importanza e il valore delle e dei collaboratori per il monitoraggio di malattie e parassiti. Pur potendo ricorrere a numerosi modelli previsionali (che simulano il decorso dell’attacco), per una valutazione precisa e adeguata la formazione e l’esperienza personale sono indispensabili. Preoccupa non poco la crescente diminuzione di sostanze attive efficaci, con il conseguente aumento del rischio di attacco. Si cerca con le cosiddette “deroghe”, di tappare i buchi nelle strategie di difesa.

Vite alle prese con la flavescenza dorata

Il comparto viticolo dell’Alto Adige è minacciato soprattutto dalla flavescenza dorata. Per la difesa dei vigneti, il Centro di consulenza punta sulla sensibilizzazione e sull’adozione di misure mirate. Esperienze raccolte indicano che la trascuratezza e la negligenza possono essere causa di una diffusione incontrollabile della malattia. «La più importante misura di difesa rimane l’estirpazione dei ceppi colpiti – ha sottolineato il responsabile del settore viticoltura Hansjörg Hafner –. Solo applicando rigorosamente le norme e collaborando strettamente tra viticoltori, Centro di consulenza e Servizio fitosanitario provinciale è possibile fermare l’ulteriore diffusione della flavescenza dorata».

Il Consorzio Vini Alto Adige, con il coinvolgimento del Centro di consulenza, ha finanziato un progetto di monitoraggio sull’intero territorio provinciale: nel complesso sono stati controllati 2,4 milioni di viti con il rinvenimento di sintomi su 3.700 ceppi – un netto calo rispetto allo scorso anno.

Biologico: avanzano i vigneti, arretrano i frutteti

Per quanto concerne la conversione al biologico si osservano situazioni molto differenti. Mentre in viticoltura ogni anno vengono convertiti alla produzione biologica 20 - 30 ha, la superficie a frutteti rimane stabile o addirittura in leggera diminuzione, considerato anche che il mercato del biologico ha perso lo smalto di anni scorsi.

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