Nella sede di Monsanpolo (AP), il Crea ha presentato il nuovo Piano nazionale delle sementi biologiche e ha inaugurato una nuova serra orticola ad alta tecnologia.
Il nuovo piano quinquennale
In particolare, la prima parte della giornata dimostrativa è stata dedicata alla presentazione del Piano nazionale delle sementi biologiche, di durata quinquennale, affidato al Crea dal Masaf, con lo scopo, alla luce di quanto previsto dalla normativa di riferimento, di favorire l’utilizzo di materiale riproduttivo vegetale (Mrv) biologico e di aumentare la disponibilità e la qualità del materiale eterogeneo biologico (Meb) per le aziende, contribuendo progressivamente e significativamente alla riduzione del ricorso all’impiego, in deroga, di Mrv non biologico.
Le attività del Piano, che coinvolge otto centri di ricerca Crea, comprendono la gestione della Banca dati sementi biologiche, l’assistenza tecnica agli operatori, il supporto al Masaf e un breeding varietale partecipativo - con prove, confronti varietali e protocolli - che possa fare rete tra agricoltori, ricercatori e stakeholder. Nello specifico, da marzo - aprile in poi, pomodoro, cece, melanzana, peperone saranno oggetto come Meb di breeding partecipativo. Invece il cavolfiore, mostrato durante la visita in campo, rientra nelle prove varietali da gestire in biologico.
Una serra hi-tech
Nella seconda parte della giornata è stato inaugurato il nuovo impianto serricolo realizzato con fondi Masaf, dotato di un sistema di controllo delle condizioni ambientali e completamente automatizzato.
La nuova serra, grazie a tecnologie di monitoraggio del clima e della luce, permette la coltivazione di piante orticole con una elevata efficienza di uso degli input.
Gli impianti di coltivazione sono dotati di sistemi di fertirrigazione delle piante automatizzati, con possibilità di recupero delle acque di drenaggio in modo da limitare l’impatto ambientale della coltura. Il sistema di coltivazione fuori suolo permette di avere un ambiente a bassa contaminazione di patogeni con un limitato o assente uso di prodotti fitofarmaci per lo sviluppo del vivaismo orticolo biologico.
La nuova serra si estende su una superficie di circa 300 mq ed è una struttura in ferro e policarbonato con aperture di colmo superiore. Internamente è suddivisa in 2 settori: il primo per la coltivazione delle piantine su bancali mobili predisposti sia per l’irrigazione flusso-riflusso, sia per quella ad aspersione con nebulizzatori, mentre il secondo settore è destinato all’allevamento delle piante in vaso a terra, o in vasetto su ulteriori bancali ed è prevista irrigazione con gocciolatori.
Sono presenti sistemi di monitoraggio per la misurazione dei principali parametri ambientali interni ed esterni che sono collegati alla centralina allo scopo di mantenere costanti i parametri ambientali desiderati. Infine, sarà possibile svolgere la coltivazione pre-trapianto delle varie specie orticole tramite gestione da remoto, con sistemi IoT (internet of thing) applicati al sistema di coltivazione fuori suolo, per il miglioramento del bilancio idrico nutritivo e dello stato sanitario.
La serra sarà utilizzata sia in fase di coltivazione delle piantine che saranno poi trapiantate in campo (vivaio – primo settore della settore), sia per la realizzazione degli incroci, o per l’autofecondazione in purezza di particolari ideotipi per i vari progetti breeding (allevamento in vaso – secondo settore della serra).
Leadership europea
«Portare avanti ricerca e innovazione nel bio, come stiamo facendo con il Piano nazionale sementi biologiche e con la serra altamente tecnologica che abbiamo inaugurato, significa mantenere la nostra leadership europea e investire in un futuro sempre più ecosostenibile». Così si è espresso il presidente del Crea, Andrea Rocchi, in occasione della presentazione del Piano nazionale sementi biologiche e dell’inaugurazione della nuova serra orticola della sede di Monsampolo del Centro orticoltura e florovivaismo.













