Per gli agricoltori che stanno programmando le semine primaverili, il girasole rappresenta una coltura che può offrire opportunità interessanti sia dal punto di vista agronomico sia commerciale, a maggior ragione quando è inserito in filiere solide e strutturate che permettono di programmare la produzione e valorizzare al massimo il raccolto.
È il caso della filiera Girasole Italia promossa da Cereal Docks, che consente agli agricoltori di contare su contratti trasparenti e sulla collocazione garantita del raccolto. L’obiettivo è offrire una prospettiva di mercato stabile e valorizzare la produzione nazionale di semi oleosi attraverso un rapporto diretto tra campo e industria di trasformazione.
Da oltre 40 anni Cereal Docks lavora infatti al fianco delle imprese agricole sviluppando filiere integrate delle materie prime vegetali. Partecipare alle filiere Cereal Docks significa poter contare su garanzia di collocazione dei semi, contratti trasparenti, supporto agronomico.
Una coltura in crescita
Se si osservano i dati a livello mondiale, il girasole conferma un trend di crescita negli ultimi anni. La superficie coltivata è passata dai 23,5 milioni di ettari del 2015 ai 28,1 milioni del 2025, mentre la produzione è salita da 40,7 a 56,2 milioni di tonnellate.
Anche in Europa il girasole continua a essere una delle principali colture oleaginose. Nel 2025 ha raggiunto una superficie di circa 4,5 milioni di ettari, davanti alla soia. Le prospettive indicano inoltre un aumento della domanda, con consumi interni attesi in crescita.

La situazione in Italia
Nel nostro Paese la superficie coltivata a girasole si mantiene stabile da circa dieci anni intorno ai 110-115 mila ettari. La produzione media negli ultimi dieci anni è stata di 272 mila tonnellate, con punte di 305 mila tonnellate nel 2023.
Le principali aree di coltivazione si trovano nel Centro Italia, ma il girasole si sta diffondendo anche nelle regioni di Nord. Le rese medie registrate negli ultimi anni si collocano tra i 24 e i 33 quintali per ettaro, a seconda delle aree di coltivazione e delle condizioni climatiche.

Quotazioni e prospettive
Un altro elemento di interesse riguarda l’andamento dei prezzi. Nell’Unione Europea le quotazioni all’esportazione sono passate da circa 300 €/t nel 2018 a oltre 500 €/t nel 2025 con picchi che negli anni recenti hanno raggiunto livelli più elevati, toccando quotazioni record nel 2022. Per quanto riguarda le quotazioni italiane, a metà ottobre 2025 il prezzo del girasole franco arrivo in Italia era di 520 €/t, un valore di tutto rispetto.
I vantaggi agronomici
Oltre agli aspetti di mercato, il girasole presenta caratteristiche agronomiche che lo rendono particolarmente adatto agli ordinamenti colturali italiani.
È una coltura ben adattata agli ambienti di collina e alle aree a minore disponibilità idrica, contribuisce a migliorare la struttura e la fertilità del suolo e si inserisce con facilità nelle rotazioni con mais, soia e frumento. La coltura richiede inoltre un numero contenuto di interventi e rappresenta una risorsa importante per la biodiversità agricola grazie alla fioritura che favorisce gli impollinatori.
Per valorizzare al meglio le potenzialità produttive resta comunque fondamentale la scelta dell’ibrido più adatto all’ambiente di coltivazione, con particolare attenzione alle tipologie alto oleico e linoleico.
Valorizzare la produzione attraverso la filiera
In questo scenario, la possibilità di inserirsi in filiere organizzate rappresenta uno strumento sempre più importante per programmare la produzione e ridurre l’incertezza commerciale.
Con la filiera Girasole Italia, Cereal Docks mette a disposizione degli agricoltori un modello che unisce programmazione produttiva, valorizzazione della materia prima nazionale e collegamento diretto con l’industria alimentare.
Per approfondire le opportunità e conoscere le modalità di adesione alla filiera:













