Droni agricoli, l’Enac apre ai maxi-Uas

droni
Drone in fase di irrorazione su coltura cerealicola (Pexels – licenza CCO)
Un altro passo verso la distribuzione dei fitofarmaci. Il nuovo percorso autorizzativo semplifica l'impiego dei droni agricoli di grandi dimensioni. La distribuzione dei prodotti fitosanitari rimane però subordinata alle norme specifiche, al decreto attuativo della sperimentazione prevista dalla legge 182/2025 e alle prime aperture arrivate dal Consiglio Ue

I droni agricoli fanno un altro passo avanti verso l'impiego professionale in Italia. Il 14 agosto l'Ente nazionale per l'aviazione civile (Enac) ha pubblicato l'AltMoC IT-UAS-2026-002, un nuovo strumento che introduce un percorso semplificato per ottenere l'autorizzazione operativa nella categoria “specifica” per operazioni agricole, orticole e forestali.

Le novità introdotte

La novità più evidente riguarda le dimensioni degli aeromobili: il limite della dimensione caratteristica viene portato da 3 a 5 metri, aprendo così il percorso anche ai grandi droni agricoli di tipo heavy-lift.

Il provvedimento mette a disposizione degli operatori anche una valutazione del rischio predefinita (PDRA), una lista di rispondenza e un modello di manuale delle operazioni, con l'obiettivo di ridurre la complessità della procedura autorizzativa. Non significa, ovviamente, che qualsiasi drone possa essere utilizzato senza ulteriori adempimenti. Le condizioni operative previste sono precise e comprendono, tra l'altro, il volo a vista, l'impiego in aree controllate prive di persone non coinvolte e limiti di quota e velocità.

La novità è particolarmente significativa, tuttavia, perché consente di inserire nel quadro regolatorio italiano anche i droni di maggiore capacità, ormai diffusi nei mercati internazionali. Queste macchine volanti possono trasportare carichi molto superiori a quelli dei modelli inizialmente concepiti per l'agricoltura di precisione e sono quindi potenzialmente interessanti per la distribuzione di materiali, fertilizzanti e altri prodotti. Ma l'autorizzazione “aeronautica” non va confusa con quella relativa al prodotto trasportato e distribuito; ed è questo il punto su cui si concentrano ancora le maggiori incertezze.

Per i prodotti fitosanitari il quadro rimane chiaramente distinto, come già riportato da Terra e Vita (articolo dell'11 agosto, “Droni e difesa fitosanitaria: avanti piano”). L'irrorazione aerea è soggetta alle limitazioni previste dalla normativa europea e nazionale e la legge 182/2025 ha introdotto una sperimentazione triennale dell'impiego dei droni per la distribuzione dei fitofarmaci. La norma, però, demanda a un decreto interministeriale la definizione di elementi essenziali della sperimentazione, tra cui terreni, colture, organismi nocivi, prodotti utilizzabili e modalità operative. E proprio questo decreto, a oggi, non è ancora arrivato. Nel resoconto della Commissione Agricoltura del Senato del 4 agosto 2026 si precisa che il provvedimento necessario a disciplinare la sperimentazione nelle aziende agricole dell'uso dei droni per l'irrorazione aerea dei fitofarmaci è ancora “in lavorazione presso i Ministeri competenti”.

La conseguenza pratica è importante: un drone può oggi essere autorizzato a svolgere operazioni agricole, ma questa autorizzazione non consente automaticamente di effettuare trattamenti fitosanitari. Il nuovo quadro Enac riguarda la sicurezza e le condizioni di volo; l'impiego dei prodotti fitosanitari richiede invece il rispetto della specifica normativa di settore e, per la sperimentazione prevista dalla legge, delle condizioni che saranno definite dal decreto attuativo.

Sul fronte normativo europeo

Sul fronte europeo, intanto, qualcosa si muove. Il Consiglio dell'Unione europea, nell'ambito del pacchetto di semplificazione Omnibus X, ha inserito anche misure transitorie per l'irrorazione con droni: in attesa dell'atto delegato che definirà in modo puntuale le tipologie di UAS autorizzati, gli Stati membri potranno concedere autorizzazioni nazionali all'uso dei droni per i trattamenti, alle condizioni già previste per l'irrorazione aerea in generale, con l'obbligo di informare Commissione europea ed Efsa entro 30 giorni da ogni autorizzazione concessa, insieme alla relativa valutazione del rischio. Si tratta di un'apertura di metodo utile e che potrebbe accelerare i tempi nei prossimi mesi, ma per l'Italia resta comunque necessario il completamento del percorso previsto dalla legge 182/2025, a partire dal decreto attuativo nazionale.

Avanzamenti sul piano tecnico

Nel frattempo, la sperimentazione tecnica nel nostro Paese procede su basi già solide: secondo una recente mappatura dell'Osservatorio Agrofarma, sono attualmente attive 23 sperimentazioni affidate a enti di ricerca autorizzati, distribuite tra Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte e Veneto, su colture come vite, olivo, orticole e risaie. Un precedente significativo resta quello dell'Emilia-Romagna, che nel 2024 ha ottenuto la prima autorizzazione regionale per un progetto di distribuzione di prodotti fitosanitari con drone su vigneto, contro la peronospora, nella zona collinare di Predappio. Nell'edizione 2026 di ambito di Macfrut, inoltre, sono stati presentati i risultati di sperimentazioni triennali condotte in regione su cipolla, pomodoro e vite, insieme agli aspetti regolatori.

Indubbiamente è sul piano tecnico che l’irrorazione aerea con droni mostra le prospettive più interessanti. Il drone elimina il calpestamento del terreno, utilizza volumi ridotti, può operare anche dove le macchine tradizionali hanno difficoltà di accesso e permette di intervenire con precisione su superfici e porzioni di coltura individuate attraverso sistemi di monitoraggio e mappe di prescrizione. Le applicazioni appaiono particolarmente interessanti per vigneti terrazzati, oliveti in forte pendenza e altre colture su terreni con scarsa portanza, oltre che nei casi in cui piogge intense rendono impraticabile l'ingresso dei mezzi tradizionali.

Gli aspetti da verificare sulla distribuzione dei fitofarmaci

Restano però da verificare, soprattutto per i fitofarmaci, aspetti fondamentali come la deriva, la deposizione sulla vegetazione, la penetrazione nella chioma e l'efficacia biologica. La presenza del flusso d'aria generato dai rotori modifica infatti la dinamica delle goccioline rispetto alle irroratrici tradizionali e rende necessario definire parametri di lavoro adeguati per altezza, velocità, portata e dimensione delle gocce, oltre a criteri specifici per la verifica e la regolazione dell'attrezzatura. A questo si aggiunge un ostacolo normativo e pratico spesso sottovalutato: l'autorizzazione all'impiego per via aerea o da drone di qualunque prodotto fitosanitario in commercio in Italia deve essere esplicitamente riportata in etichetta. Anche quando il decreto attuativo sarà pubblicato, quindi, la sperimentazione potrà partire solo sui prodotti per cui questa condizione sarà specificamente prevista o concessa in deroga.

Più semplice è il caso di prodotti che non sono classificati come fitosanitari. Fertilizzanti, biostimolanti, corroboranti e altri mezzi tecnici possono avere modalità di distribuzione differenti, ma anche in questo caso l'autorizzazione al volo del drone non equivale automaticamente all'autorizzazione a distribuire qualsiasi sostanza. Occorre verificare la normativa applicabile e le condizioni d'impiego previste per ciascun prodotto.

Aspettando il decreto attuativo

Il quadro tecnico sta evolvendo assai più rapidamente di quello normativo, ma i diversi livelli autorizzativi devono essere tenuti distinti. L'Enac ha compiuto un passo importante rendendo più agevole l'impiego professionale dei grandi Uas in agricoltura, e l'Unione europea inizia a muoversi verso una cornice comune per i trattamenti. Per trasformare questi mezzi in attrezzature ordinariamente utilizzabili per la difesa fitosanitaria manca però – almeno in Italia - il passaggio normativo decisivo: il decreto attuativo. La tecnologia è già disponibile ma restano da costruire le regole e le evidenze sperimentali necessarie per utilizzarla legalmente senza compromettere efficacia della difesa, sicurezza e tutela ambientale.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome