Agea, Pagliardini ricorre al Tar contro la nomina di Comacchio

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Contestati la modalità di presentazione del decreto di nomina di Andrea Comacchio e i criteri di valutazione dei candidati

Il piano dell’ex ministro dell’agricoltura e del Turismo Gian Marco Centinaio che il 14 agosto aveva firmato il Decreto di nomina di Andrea Comacchio a Direttore generale dell’Agea non è andato completamente liscio, in quanto sono partite le prime contestazioni parlamentari ma anche il ricorso al Tar del Lazio del direttore generale in carica, Gabriele Papa Pagliardini (pubblicato dal sito Agricolae.eu), per chiedere la sospensione immediata del decreto di nomina di Comacchio (il cui contratto scade a settembre 2019) e quindi il suo annullamento con tutti gli atti connessi e collegati.

Contemporaneamente con un’interrogazione parlamentare il senatore Saverio De Bonis (ex Cinque Stelle ora nel gruppo misto) ha provveduto a ribadire la delicatezza e rilevanza delle funzioni di Agea, soprattutto in un’ottica di sviluppo omogeneo a livello nazionale del settore agricolo, e non ha mancato di sottolineare l’inspiegabile modus procedendi del ministro e la scorrettezza di una simile azione repentina nel mezzo della crisi.

Procedura di nomina anomala

Il ricorso evidenzia preliminarmente come la nomina contestata sia avvenuta senza rispettare la procedura di legge che impone l’acquisizione del preventivo parere delle Commissioni di camera e Senato sulle proposte di affidamento degli incarichi di vertici nella Pubblica amministrazione. Infatti il decreto di nomina di Comacchio è stato firmato dal Centinaio lo scorso 14 agosto, per di più in piena crisi di Governo da un ministro di fatto dimissionario, e senza aver richiesto il parere delle commissioni parlamentari.

Ad aggravare la situazione ci sarebbe il fatto che la richiesta di parere è stata effettuata dall'ex ministro il 14 agosto 2019 e e cioè lo stesso giorno in cui è stata apposta la forma digitale al decreto stesso e la richiesta stessa sarebbe stata inoltrata direttamente alle Commissioni agricoltura di Camera e Senato. La legge stabilisce invece che il ministro proponente formula la richiesta ai presidenti dei due rami del Parlamento i quali indicano le Commissioni chiedevano pronunciarsi e stabiliscono i termini entro cui tali pareri devono essere espressi in relazione all’urgenza delle nomine proposte.

Il ricorso fa anche rilevare come ci siano discrepanze tra la data della forma digitale del decreto avvenuta il 14 agosto 2019 e la sua protocollazione avvenuta il 16 agosto dopo la vacanza di Ferragosto.

È dunque legislativamente previsto che, all’approssimarsi della scadenza del mandato del direttore in carica, il ministro, esperisca una procedura comparativa pubblica - le cui modalità esso stesso individua con successivi atti amministrativi - nominando all’uopo una commissione di valutazione dei candidati sulla base dei criteri selettivi indicati dal legislatore e, all’esito, formuli una proposta di nomina da sottoporre al parere delle competenti commissioni parlamentari nel rispetto delle procedure interne all’uopo previste. Soltanto a seguito del rilascio del parere e/o dell’infruttuosa decorrenza del termine all’uopo previsto dai Regolamenti di Camera e Senato, il ministro può formalizzare la nomina con l’adozione del relativo decreto.

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Gabriele Papa Pagliardini

Contestata anche la valutazione dei candidati

Il ricorso al Tar entra anche nel merito della valutazione della terna dei candidati individuati come i migliori e tra i quali il ministro avrebbe dovuto fare la sua scelta. Innanzitutto appare del tutto anomalo che ben tre candidati abbiano ottenuto la stessa valutazione di 15 punti complessivi e tra questi è stato scelto Andrea Comacchio senza indicare, nel decreto stesso, i motivi di tali scelta.

La cosa appare censurabile in quanto proprio nel caso del ricorrente Gabriele Papa Pagliardini non è stata adeguatamente tenuta in conto la sua esperienza quasi triennale di direttore generale nell’Organismo pagatore Agea rispetto ad analoghe esperienze attribuite agli altri candidati.

Sempre con riferimento ai criteri di valutazione nel ricorso si fa rilevare tra i criteri da valutare vi era: l’esperienza pregressa di almeno un quinquennio in funzioni amministrative o dirigenziali presso enti e pubbliche amministrazioni che non hanno attinenza con quello di attività dell’Agenzia purché le funzioni comportino la gestione di risorse economico-finanziarie. Ebbene, per detto criterio Papa Pagliardini ha avuto 0 punti nonostante avesse rivestito l’incarico di Tesoriere, del Consiglio dell’ordine dei Dottori Commercialisti ed esperti contabili della Provincia di Lecce.

Agea, Pagliardini ricorre al Tar contro la nomina di Comacchio - Ultima modifica: 2019-09-09T10:52:23+00:00 da Simone Martarello

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