Dopo un 2025 caratterizzato da risultati positivi, l'agricoltura lombarda affronta una prima metà del 2026 in frenata. A pesare sono soprattutto l'aumento dei costi di produzione, in particolare per fertilizzanti e carburanti, e la debolezza delle quotazioni in diversi comparti. È quanto emerge dall'analisi congiunturale di Unioncamere Lombardia, che restituisce un quadro complessivamente difficile, seppure con alcuni segnali di recupero nel secondo trimestre.
L'indice sintetico sull'andamento degli affari passa infatti da -0,20 nel primo trimestre a -0,12 tra aprile e giugno. Un miglioramento ancora insufficiente per riportare il settore in territorio positivo, ma che indica una parziale ripresa dopo l'avvio d'anno più complicato. Le difficoltà riguardano soprattutto i comparti maggiormente esposti alle dinamiche delle commodity e all'andamento dei mercati internazionali.
Tra i settori più penalizzati figurano il lattiero-caseario e le carni suine, due filiere nelle quali la Lombardia presenta una forte specializzazione produttiva. Entrambe risentono della flessione delle quotazioni, in un contesto caratterizzato da un'offerta abbondante. Per le carni bovine, invece, la criticità principale è rappresentata dalla debolezza della domanda, che si accompagna a una riduzione dei prezzi di vendita.
Non va meglio per le produzioni vegetali. Il comparto cerealicolo deve fare i conti con il rincaro dei fertilizzanti e del gasolio agricolo, mentre le quotazioni continuano a mantenersi su livelli bassi. A queste difficoltà si aggiunge l'incertezza legata all'evoluzione delle condizioni climatiche, che condiziona le prospettive produttive. Anche il settore vitivinicolo mostra segnali di fragilità, tra una domanda debole e l'accumulo delle giacenze.
A completare il quadro è la flessione del commercio internazionale. Dopo aver rappresentato negli ultimi anni un importante sostegno per il sistema agroalimentare regionale, l'export registra nei primi sei mesi del 2026 una contrazione del 5,1%. La diminuzione è particolarmente marcata per vino e bevande, mentre prosegue la crescita delle esportazioni di prodotti lattiero-caseari.
«I risultati del primo semestre mostrano un'agricoltura lombarda alle prese con una fase difficile: le conseguenze delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente sui costi produttivi, l'andamento al ribasso delle quotazioni di prodotti agroalimentari e l'incertezza legata alle condizioni climatiche creano difficoltà al sistema», osserva Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia. Il quadro, tuttavia, presenta anche elementi incoraggianti: «Segnalo in positivo il parziale miglioramento registrato nel secondo trimestre e le aspettative che restano con segno più nel medio periodo: ciò testimonia la capacità delle nostre imprese di reagire anche in un contesto complicato». Per Auricchio diventano quindi fondamentali la valorizzazione delle produzioni di qualità, l'innovazione e il rafforzamento della presenza sui mercati internazionali.
Un orientamento condiviso dall'assessore regionale all'Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, che invita a leggere la fiducia degli operatori considerando le caratteristiche di un'agricoltura ad alto valore aggiunto. «Le Indicazioni Geografiche riescono a garantire una remuneratività superiore rispetto alle commodity», sottolinea, indicando nella qualità delle produzioni una leva strategica per affrontare la fase congiunturale.
Secondo Beduschi, in uno scenario internazionale che ha portato i costi di produzione fuori controllo, occorre rafforzare le strategie di filiera, accrescere la competitività, investire in innovazione e formazione e sostenere i percorsi di internazionalizzazione. Tra le priorità indicate figurano anche lo sviluppo di piattaforme per l'export agroalimentare e campagne di comunicazione capaci di valorizzare le produzioni lombarde. Un passaggio essenziale, secondo l'assessore, riguarda inoltre l'equa distribuzione della redditività tra i diversi anelli della catena di approvvigionamento.
Sul fronte dei costi, Regione Lombardia intende proseguire il confronto con la Commissione europea per ottenere l'equiparazione del digestato ai fertilizzanti chimici. Una misura che, nelle intenzioni della Regione, consentirebbe di conseguire un duplice risultato: migliorare la sostenibilità ambientale e ridurre gli oneri a carico delle imprese agricole.
Nonostante le difficoltà del semestre, le prospettive di medio periodo conservano dunque un segnale positivo. L'indice delle aspettative economiche per i prossimi due-tre anni rimane stabile a +0,09%, confermando una fiducia che, pur in presenza di un mercato meno favorevole, continua a sostenere le imprese agricole lombarde.









