Agrocepi, Op Apoc e Op Apol firmano il “Patto tricolore di sostenibilità”

Nella foto, da sinistra: Alessandro Padova di Op Apol, Yuri Zanelli di Op Apol, Paolo Mele di Confagricoltura, Corrado Martinangelo di Agrocepi, Nicola Caputo, Nicola De Santis di Op Apoc
La Carta #nordesudunitiperilcibo consegnata durante Fruit Attraction a Nicola Caputo, consigliere politico del ministro Tajani. Documento condiviso anche da Confagricoltura
Unire Nord e Sud, rafforzare l'aggregazione tra le Organizzazioni di produttori, investire nella sostenibilità e nell'innovazione e costruire una filiera ortofrutticola italiana più competitiva in Europa e sui mercati internazionali. Sono questi gli obiettivi del “Patto Tricolore di Sostenibilità #nordesudunitiperilcibo”, sottoscritto oggi a Madrid, nell'ambito di Fruit Attraction, da Agrocepi, OP Apoc e OP Apol.
La Carta è stata consegnata a Nicola Caputo, consigliere politico del ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani, nel corso dell'incontro allo stand di Agrocepi e OP Apoc. L'iniziativa punta a promuovere una maggiore integrazione tra le realtà produttive italiane, mettendo in comune competenze, progettualità e capacità di investimento per affrontare le sfide della sostenibilità, della competitività e del cambiamento climatico.
Il Patto prevede un impegno condiviso su cinque direttrici: costruire un modello di aggregazione tra OP del Nord e del Sud Italia capace di assumere una dimensione europea; orientare gli investimenti verso un uso più efficiente dell'acqua, tecniche colturali a basso impatto, riduzione degli sprechi e resilienza climatica; valorizzare produzioni ortofrutticole italiane di qualità e a elevato valore nutrizionale; rafforzare i servizi e l'innovazione a favore dei produttori e contribuire alla costruzione di un Made in Europe competitivo, partendo dalla distintività italiana.
«È molto positivo che due OP molto strutturate decidano di fare un percorso insieme e di comunicarlo in una fiera importante come Fruit Attraction», ha dichiarato Nicola Caputo. «Qui l'Italia si presenta come sistema, con oltre 300 aziende insieme a Ice e a una presenza istituzionale di sistema. Questa iniziativa va nella direzione di fare maggiormente sistema e massa per essere più competitivi a livello internazionale, in un percorso che si accompagna allo sforzo del Governo a sostegno delle imprese».
Caputo ha inoltre sottolineato il ruolo delle strutture diplomatiche italiane nel sostegno all'internazionalizzazione. «Ormai le ambasciate sono diventate veri e propri hub informativi e di accompagnamento per le esportazioni», ha spiegato.
Nel suo intervento, Caputo ha affrontato anche il tema della prossima Politica agricola comune. «Sulla nuova Pac il Governo sta cercando di limitare i danni, perché l'iniziativa della Commissione europea è stata improvvida, come quella di prevedere un fondo cosiddetto unico, dove l'agricoltura avrà sicuramente ripercussioni negative. C'è comunque ancora qualche mese di tempo per poter recuperare e spero che si possa fare qualcosa», ha affermato.
Per Corrado Martinangelo, presidente di Agrocepi, la sottoscrizione della Carta rappresenta un ulteriore passo nel percorso di aggregazione che l'organizzazione ha sostenuto negli ultimi anni.
«Agrocepi ha sempre promosso l'aggregazione tra imprese e organizzazioni di produttori, perché riteniamo che solo attraverso una maggiore capacità di fare sistema la filiera italiana possa rafforzare la propria posizione sui mercati», ha dichiarato Martinangelo. «La sottoscrizione del Patto Tricolore di Sostenibilità e l'attenzione dimostrata dal Governo verso questa iniziativa rappresentano un segnale importante. Mettere insieme Nord e Sud significa valorizzare competenze e produzioni diverse, ma complementari, con l'obiettivo comune di rendere più forte e competitiva l'ortofrutta italiana».
Tra coloro che hanno condiviso la Carta anche Paolo Mele, componente della giunta esecutiva di Confagricoltura, che ha sottolineato l'importanza di un nuovo approccio di filiera.
«Condivido la Carta della sostenibilità perché serve soprattutto a quello che è un altro approccio di filiera, e farlo tra Nord e Sud Italia credo che sia soltanto una cosa positiva», ha affermato Mele.
Il Patto Tricolore di Sostenibilità nasce quindi con l'obiettivo di trasformare l'aggregazione in un percorso concreto, nel quale le OP possano collaborare non soltanto sul piano commerciale, ma anche su innovazione, progettazione, sostenibilità e internazionalizzazione. Un modello che punta a rafforzare il ruolo del produttore e a costruire una filiera italiana capace di presentarsi con maggiore massa critica sui mercati europei e internazionali.

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