La riduzione della superficie agricola e il progressivo invecchiamento dei conduttori stanno modificando il paesaggio rurale della provincia di Firenze. È l’allarme lanciato da Francesco Colpizzi, presidente di Confagricoltura Firenze, nel corso dell’assemblea generale dell’Unione degli Agricoltori di Firenze, dal titolo “Seminare dialogo per coltivare prospettive. I giovani, il mercato, le politiche agricole”, svoltasi all’Auditorium della Camera di Commercio di Firenze.
Secondo i dati Irpet (Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana) citati da Colpizzi, negli ultimi 35 anni la superficie agricola utilizzata nella provincia fiorentina si è ridotta di 58mila ettari. Un fenomeno che, secondo l’associazione, ha subito un'ulteriore accelerazione nell’ultimo decennio: tra il 2010 e il 2020 le superfici coltivate sono diminuite del 13,64%, a fronte di una riduzione del 3,31% a livello nazionale.
A ridursi sono state in particolare alcune delle principali destinazioni produttive: negli ultimi 35 anni le superfici a cereali sono diminuite del 21%, mentre quelle destinate ai pascoli hanno registrato una contrazione del 38,2%.
«Il volto delle campagne intorno a Firenze rischia di cambiare in modo profondo se non riusciamo a mantenere viva la presenza delle imprese agricole», ha sottolineato Colpizzi. Per il presidente di Confagricoltura Firenze, il tema non riguarda soltanto la capacità produttiva del comparto, ma anche la gestione del territorio. La progressiva uscita delle imprese agricole, infatti, può tradursi in una minore presenza sul territorio e in una maggiore difficoltà nel mantenimento delle aree rurali.
Un altro elemento evidenziato durante l’assemblea riguarda il ricambio generazionale. In provincia di Firenze il 54,8% delle aziende agricole ha un conduttore con più di 60 anni, mentre le imprese condotte da giovani rappresentano il 6,9% del totale, contro il 9,3% registrato a livello nazionale. L’età media degli agricoltori fiorentini è di 62 anni.
«Un giovane deve poter vedere nell’impresa agricola un progetto di vita e di lavoro, non una scommessa senza prospettive», ha affermato Colpizzi, indicando tra le priorità il rafforzamento della redditività delle aziende, la facilitazione degli investimenti, la riduzione degli oneri burocratici e il sostegno ai processi di trasformazione del settore.
Il confronto ha coinvolto rappresentanti delle istituzioni e del mondo economico, tra cui l’assessore regionale all’economia, attività produttive, credito, turismo e agricoltura Leonardo Marras e il presidente nazionale di Confagricoltura Massimiliano Giansanti.
Al centro dei lavori anche il futuro della politica agricola europea, in vista delle prossime decisioni sul suo assetto. Secondo Confagricoltura Firenze, gli strumenti della futura Pac dovrebbero affiancare al sostegno nelle fasi di difficoltà misure in grado di rafforzare la capacità delle imprese di investire, innovare e competere.
L’obiettivo indicato dall’organizzazione è quindi quello di creare le condizioni economiche e professionali per favorire la permanenza delle aziende e l’ingresso delle nuove generazioni. Un passaggio considerato centrale non soltanto per la continuità produttiva dell’agricoltura fiorentina, ma anche per la conservazione del paesaggio rurale e dell’assetto territoriale che caratterizza l’area intorno alla città.












