Enpaia, investiti 400 milioni nell’economia reale

Enpaia
Roberto Diacetti, direttore Enpaia, interviene durante la presentazione del primo bilancio sociale della Fondazione
Dal primo Bilancio sociale emerge una cassa solida: avanzo a 22,8 milioni nel 2024 e stima di 25 milioni nel 2025. Oltre il 43% delle risorse a sostegno delle imprese agroalimentari e della transizione sostenibile

Oltre 400 milioni di euro già investiti nell’economia reale e un avanzo atteso di circa 25 milioni nel 2025. La Fondazione Enpaia presenta a Roma il suo primo Bilancio sociale e mette in fila numeri e strategia: sostenere la filiera agroalimentare, rafforzare la sostenibilità del sistema previdenziale e costruire un nuovo patto tra generazioni.

Il documento, elaborato dall’Ufficio Studi di Enpaia con il supporto dell’Università Luiss e presentato da Mauro Marè, certifica una gestione in equilibrio. Nel 2024 l’avanzo raggiunge 22,8 milioni, in crescita rispetto ai 16,2 milioni del 2023, mentre il patrimonio netto sale a 2,14 miliardi di euro. Indicatori che confermano la tenuta di lungo periodo della Cassa di previdenza degli impiegati agricoli.

Oltre il 40% delle risorse nell’economia reale

Al centro della strategia c’è l’allocazione del capitale: oltre il 43% delle risorse – pari a più di 400 milioni – è destinato all’economia reale, con partecipazioni in gruppi dell’agroalimentare e dell’industria, affiancate da 254,2 milioni in strumenti Esg. Una leva finanziaria che punta a sostenere innovazione, occupazione e competitività delle imprese.

«Da questo Bilancio emerge chiaramente il ruolo di volano che possono svolgere gli investitori istituzionali a vantaggio dell’economia», ha affermato il direttore generale Roberto Diacetti. «Quello di Enpaia è un modello orientato a una crescita sostenibile che mette al centro aziende e persone». Diacetti ha sottolineato anche la scelta di agire come “investitore paziente ma esigente”, capace di accompagnare il ricambio generazionale e l’internazionalizzazione delle imprese agricole, rafforzando al contempo il legame tra finanza e settore primario.

Il valore del Bilancio sociale di Enpaia

«Il primo Bilancio sociale nasce per misurare e rendere visibile l’impatto complessivo dell’Ente: economico, sociale e ambientale», ha aggiunto il presidente Giorgio Piazza. «Non solo risultati finanziari solidi, ma anche capacità di generare valore per gli iscritti e sostenere l’innovazione del settore agricolo attraverso un modello di welfare integrato sempre più evoluto».

Nodo demografico e sostenibilità previdenziale

Il quadro delineato dal report mette però in evidenza criticità strutturali. Il calo demografico – con un tasso di natalità fermo a 1,1 figli per donna e un’età media al primo figlio salita a 32 anni – incide direttamente sulla sostenibilità del sistema previdenziale. A questo si aggiunge un mercato del lavoro che fatica a garantire un adeguato ricambio generazionale.

Enpaia, welfare integrato e nuove tutele

In risposta, Enpaia rafforza gli strumenti di previdenza complementare, in particolare attraverso Agrifondo, e sviluppa un modello di welfare multilivello che integra previdenza obbligatoria, sanità integrativa e bilateralità. Si inserisce qui anche il rafforzamento delle tutele per i lavoratori dei Consorzi di bonifica, con nuove prestazioni dedicate alla non autosufficienza, alla conciliazione vita-lavoro e al sostegno alle famiglie.

Le sfide globali per le imprese agricole

Il contesto internazionale resta un fattore di pressione. Crisi logistiche, aumento dei costi energetici e tensioni geopolitiche colpiscono soprattutto le piccole imprese agricole, anello più fragile della filiera. Le direttrici di intervento puntano su agricoltura 4.0, riduzione degli input chimici in linea con il Green Deal europeo e valorizzazione del biologico, che in Italia ha raggiunto 2,45 milioni di ettari.

«Di fronte al cambiamento climatico dobbiamo garantire resilienza al settore primario attraverso innovazione e visione di lungo periodo», ha osservato il rettore della Luiss Paolo Boccardelli.

Trasparenza e governance

Il Bilancio sociale rappresenta anche una scelta volontaria di trasparenza e si inserisce in un percorso di rafforzamento della governance, accompagnato da certificazioni di qualità, sicurezza e parità di genere. Un sistema che coinvolge oltre 41 mila iscritti attivi e punta a consolidare la fiducia nell’Ente.

 

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