Biologico vs convenzionale, i numeri dicono che…

biologico
Redditività superiore di 283 €/ha per l’agricoltura tradizionale. Ortofloricoltura unico comparto in controtendenza. Il nodo manodopera

Le aziende agricole convenzionali hanno una redditività media a ettaro superiore a quelle condotte in biologico. Per qualcuno potrà essere la scoperta dell’acqua calda. Ma un conto sono le sensazioni, i “sentito dire”, un altro i dati, messi nero su bianco da un’indagine condotta dalla Rete rurale nazionale su un campione di 42.136 imprese del settore primario (34.406 convenzionali e 7.730 biologiche), presenti nell’elenco della Rete di informazione contabile agricola (Rica). I dati analizzati sono quelli degli anni tra il 2016 e il 2019.

Lo studio ha calcolato anche il valore dei pagamenti diretti del primo e secondo pilastro della Pac per le due tipologie di aziende e la loro incidenza sulla redditività. Le imprese agricole convenzionali ricevono in media il 6,6% in più rispetto a quelle biologiche: 363,4 €/ha contro 340,9. Ma, nonostante un valore inferiore, l’incidenza dei contributi comunitari rispetto al reddito è maggiore per il biologico: 25% contro 22,9%. E pure in base alla forza lavoro il convenzionale prevale sul biologico, a conferma di come l’agricoltura a ridotto utilizzo di prodotti chimici, che necessita di più manodopera, sia meno redditizia di quella convenzionale. Anche se a livello regionale ci sono differenze molto marcate in favore dell’una o dell’altra.

 

 

Vince il biologico, anzi no

Il dato generale mostra che le aziende biologiche hanno una redditività maggiore (57.139 €), rispetto a quelle convenzionali (54.802 €), con una differenza positiva media per azienda di 2.337 € (4%). Ma questa cifra è da imputare in parte alle dimensioni delle aziende stesse, che nel caso dell’agricoltura biologica sono maggiori: 40,69 ha contro 32,47. Il motivo è la natura più estensiva delle aziende bio. Difatti, se si analizza la redditività netta rispetto alla superficie e alle unità lavorative, risulta che il convenzionale ha una redditività maggiore. Le regioni dove tale differenza a favore del biologico è più marcata sono Campania (+70.589 €), Piemonte (+63.988 €) e Veneto (+33.047 €). Quelle dove la redditività media aziendale è maggiore nel convenzionale sono quattro (Alto-Adige, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia e Sardegna), ma solo nel caso della Lombardia tale differenza è molto marcata (+38.013 €).

Zootecnia, differenza significativa

Secondo il report la redditività media a ettaro delle aziende convenzionali è di 1.688 €/ha, contro i 1.404 €/ha di quelle biologiche (tab. 1). Una differenza di 283 €/ha, pari al 17%.

Questa tendenza vale per tutti i settori produttivi a eccezione dell’ortofloricoltura, dove il biologico rende il 37% in più del convenzionale (14.480 €/ha contro 10.556). Nei seminativi la situazione è praticamente equivalente, con un 3% in favore del convenzionale, che si traduce in 26 €/ha. L’allevamento è il comparto dove la differenza è più marcata, con una redditività a ettaro più che doppia per il convenzionale rispetto al biologico in quelli con più specie: 1.785 €/ha contro 845 (53%). Divario leggermente più ridotto nelle stalle con soli erbivori (+39% a favore del convenzionale) o granivori (+38%).

A livello territoriale si registrano alcune differenze, anche significative. Alcune regioni, ad esempio, fanno registrare valori nettamente positivi per il biologico (tab. 2). Tra queste la Valle d’Aosta (+507 €/ha), il Piemonte (+528 €/ha), la Campania (+833 €/ha), la Calabria (+653 €/ha) e l’Alto Adige (+740 €/ha).

tab. 1 Redditività media per tipo di aziende
Tipo di azienda Convenzionale Biologico Differenza bio-convenzionale
€/ha n° osserv. €/ha n° osserv. ▲(€/ha) %
Seminativi 882 9.712 857 1.236 -26 -3%
Ortofloricoltura 10.556 1.969 14.480 73 3.925 37%
Colture permanenti 3.470 9.134 2.891 3.707 -579 -17%
Erbivori 1.383 7.703 838 1.501 -545 -39%
Granivori 5.734 1.883 3.540 141 -2.195 -38%
Policoltura 1.353 2.201 1.101 562 -252 -19%
Poli-allevamento 1.785 309 845 40 -940 -53%
Miste 1.041 1.495 853 470 -188 -18%
Totale 1.688 34.406 1.404 7.730 -283 -17%
Fonte: elaborazione dati Rica

Più dipendenti meno reddito

Il rapporto analizza anche la redditività netta per unità lavorativa permettendo di calcolare il reddito netto medio per addetto a tempo pieno. I valori sono stati ottenuti dividendo il reddito netto complessivo per le unità lavorative totali.

Confrontando il valore medio italiano, risulta che la redditività media per unità lavorativa è maggiore nel convenzionale (29.148 €) rispetto al biologico (27.155 €), con una differenza negativa per il bio di 1.993 €, pari al -7%. Analizzando la redditività netta media per unità lavorata in base all’orientamento produttivo delle aziende si riscontrano dati contrastanti. Il biologico registra una redditività maggiore nei seminativi (+11%), nelle colture permanenti (+13%) e nelle aziende miste (+23%), mentre le realtà che presentano policoltura sono sostanzialmente equivalenti. Il convenzionale mostra valori maggiori nell’ortofloricoltura (30%) e negli allevamenti (erbivori +8%, granivori +31% e diverse tipologie +50%).

Il Sud e la misura 11

Lo studio della Rete rurale nazionale ha analizzato anche l’importanza dei contributi erogati alle aziende biologiche dalla Misura 11 del Psr, specifica per il biologico. Essa eroga, in media, 239 €/ha, arrivando a un’incidenza del 17,5% sul reddito netto. Le incidenze maggiori si registrano nelle regioni del Centro-Sud, dove spesso superano il 20%. Tutte le regioni del Nord Italia registrano incidenze inferiori alla media nazionale. A livello di categorie, l’incidenza maggiore si registra nei seminativi (24,7%), mentre per le zone altimetriche le aziende di pianura sono quelle in cui il contributo della Misura 11 incide di meno (15,1%).

Sommando i pagamenti diretti alla Misura 11, l’incidenza del sostegno pubblico sul reddito aziendale sale al 44,5%, che corrisponde a circa 598 €/ha. Anche in questo caso, nelle regioni del Centro-Sud si registrano i valori più alti, con sette regioni che superano quota 50%. Le regioni del Nord Italia si mantengono più indipendenti dagli aiuti, con i valori più bassi, sulle due provincie autonome di Trento e Bolzano e sul Veneto che presentano incidenze inferiori al 20%.

Per categoria, i seminativi raggiungono l’incidenza del 64% del sostegno del I e II Pilastro sul reddito dell’azienda biologica, seguita dalle aziende miste (60,8%), dalla policoltura (53,8%) e dagli allevamenti di erbivori (46,8%). Per zone altimetriche, l’incidenza più bassa è sempre quella della pianura, seguita dalla collina e dalla montagna. Un risultato prevedibile poiché normalmente i terreni di pianura sono più produttivi e redditizi.

tab. 2 Reddito netto medio a ettaro su base regionale
Regioni Convenzionale Biologico Differenza bio-convenzionale
€/ha n° osserv. €/ha n° osserv. %
Abruzzo 1.364 1.880 1.213 344 -151 -11%
P. A. Bolzano (Alto Adige) 3.449 1.093 4.189 129 740 21%
Basilicata 1.077 1.135 909 354 -168 -16%
Calabria 1.846 525 2.499 1.465 653 35%
Campania 2.381 2.161 3.215 298 833 35%
Emilia-Romagna 2.011 2.627 1.443 320 -568 -28%
Friuli-Venezia Giulia 2.380 1.526 1.869 169 -512 -22%
Lazio 1.671 1.425 1.213 527 -459 -27%
Liguria 3.633 1.572 1.477 142 -2.156 -59%
Lombardia 2.466 2.407 1.419 117 -1.047 -42%
Marche 869 1.290 842 407 -27 -3%
Molise 1.466 1.233 1.107 118 -359 -24%
Piemonte 1.580 2.927 2.107 265 528 33%
Puglia 1.211 1.877 1.332 645 121 10%
Sardegna 729 1.835 369 228 -360 -49%
Sicilia 887 1.674 942 918 55 6%
Toscana 1.145 1.670 1.192 593 47 4%
P. A. Trento (Trentino) 4.879 905 3.366 135 -1.513 -31%
Umbria 1.021 1.513 1.086 252 65 6%
Valle D’Aosta 692 864 1.199 109 507 73%
Veneto 3.638 2.267 3.938 195 300 8%
Italia 1.688 34.406 1.404 7.730 -283 -17%
Fonte: elaborazione dati Rica
Biologico vs convenzionale, i numeri dicono che… - Ultima modifica: 2021-09-13T15:18:40+02:00 da Simone Martarello

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