Il balzo del meleto bio in Trentino e Alto Adige

melo bio
Mele della Coop Bio SudTirol
Un comparto in forte crescita. Le strategie di produzione e le prospettive di vendita secondo Melinda, Sft, Vip e Coop Bio Südtirol

Nel 2020 le due più grandi realtà di produzione biologica del Trentino, Melinda e Sft (Società frutticoltori Trento) hanno prodotto complessivamente 22.500 tonnellate di mele biologiche, confermando un trend di costante aumento in corso da anni.

Ma è stata Melinda che nel 2020 ha fatto un balzo produttivo maggiore triplicando la

 

 

Mele bio trentine

produzione che ha raggiunto le 14 mila t. «La cosa più importante è che si tratta di una qualità eccezionale». Lo afferma Andrea Fedrizzi responsabile marketing della Op. Il prodotto è stato ottenuto nei 300 ettari di frutteti biologici tutti collocato all’interno dei distretti biologici realizzati per assicurare l’assenza di qualsiasi problema di contaminazione da deriva, frutteti che con il 2019 hanno superato tutti la fase di conversione.

Packaging biodegradabile

«Tutte le fasi  - dice Fedrizzi - non solo della produzione ma anche della conservazione e packaging, sono state seguite con la massima cura, si è creata un’unica sala di lavorazione a Cles, ed il packaging è stato curato in modo particolare per renderlo tutto biodegradabile bandendo completamente la plastica». E il mercato? «I consumatori hanno dimostrato di apprezzare molto questo prodotto di qualità eccezionale prodotto con il marchio Melinda». La qualità è ottima anche perché salvo pochissime aree dove è arrivata la grandine e piccole zone colpite da gelate tardive la produzione è stata ottima ovunque e ha registrato una produzione di pezzature ideale, ottima colorazione e qualità”, conclude Fedrizzi.

La crescita dei frutteti

Mele bio in Alto Adige

Dal canto suo Riccardo Forti presidente SFT ricorda come nel 2020 abbiano prodotto 85 mila quintali di mele biologiche e che quest’anno si supereranno probabilmente 100 mila quintali perché vi sono diversi frutteti che hanno superato la fase di conversione. Per la vendita dopo la chiusura del rapporto con la Op romagnola, la Sft si appoggia quest’anno a Bio Sudtirol.

Vip, la più grande d’Europa

La più grande realtà di produttori di mele biologiche in Europa è la storica VIP in Val

Gerhard Eberhöfer, direttore Vip

Venosta, che da oltre 20 anni sviluppa la coltivazione Bio grazie anche alle particolari condizioni meteo e al microclima locale, con pochissime piogge dalla primavera all’autunno. La OP VI.P ha da sempre al proprio interno risorse dedicate alle mele biologiche, ora integrate alle strutture convenzionali e concentrate presso la sede centrale di Laces. La lavorazione delle mele biologiche avviene invece da poco più di un anno in una modernissima struttura specializzata (Cooperativa Juval di Castelbello), che permette un percorso del tutto separato e specializzato, sia in termini di certificazione che di processo. La struttura ha inoltre un magazzino automatico che permette una gestione professionale del prodotto, e 12 linee di lavorazione dedicate. La visione e´ chiara: VI.P sostiene di essere il leader delle mele biologiche in Europa. Questo richiede giorno per giorno la miglior qualita´ e performance a tutti i livelli. Il direttore vendite del biologico è Gerhard Eberhöfer, con il quale abbiamo fatto il punto sulla produzione e sul mercato. «La produzione del 2020 è stata inferiore a quella del 2019 del 3% ed ha raggiunto le 32 mila ton di mele da tavola, in totale sono 40 mila comprese quelle da industria, nonostante nel 2020 le superfici coltivate a biologico siano aumentate del 10% raggiungendo la cifra di 915 ettari». Anche l’assetto varietale si sta progressivamente ampliando, con un mix di mele tradizionali e innovative (cosiddette “club”), per andare incontro ai gusti di tutti i consumatori. «La nostra produzione”, conclude Eberhöfer, “va oggi per i due terzi all’estero e per un terzo sul mercato italiano, nel quale in ogni caso lavoriamo quotidianamente con i maggiori player nazionali».

Nuove varietà per Coop Bio Südtirol

Il secondo gruppo di produttori bio per importanza in Alto Adige la “Coop Bio Südtirol”.

Il direttore Bio sudtirol Werner Castiglioni

«La produzione, afferma il direttore Werner Castiglioni, dal 2019 al 2020 è passata da 28 mila ton a 37.500, grazie all’entrata di 50 nuovi produttori. Di queste, 30 mila ton sono da tavola e il resto da industria, la superficie è a sua volta passata da 650 ettari a 800. La qualità è stata ottima con un calibro molto maggiore che nel 2019. Anche la richiesta del mercato è molto buona, prosegue il direttore, questo vale sia per l’Italia che è il nostro principale cliente che per il Nord Europa (Irlanda, UK, Svezia e Germania”).

«Le prospettive di Bio Südtirol sono molto interessanti per le nuove varietà e concept commerciali, le ultime innovazioni includono Natyra®,  Inored-Story®  e Bonita. Il gusto e la shelf life sono la chiave del successo finale sul mercato”, precisa Castiglioni. Il nostro obiettivo, prosegue, “è quello di fornire mele bio tutto l’anno da agosto a luglio». E i prezzi? Dipende molto dalle varietà, certo, la produzione/ha è inferiore del 30% a quella dell’integrato, conclude il direttore.

I maggiori produttori biologici della regione pongono anche grande attenzione al packaging che è stato scelto rigidamente biodegradabile. Ora da più parti viene auspicata una forte campagna comune di marketing per sviluppare e sostenere la domanda. Certo, con poco meno di 100.000 ton di mele biologiche prodotte dai soci dei 4 gruppi si può prevedere anche una vasta azione di marketing del loro prodotto ottenuto nel pieno rispetto della natura. E’ questa una scommessa che assieme possono vincere.

direttore Bio sudtirol Werner Castiglioni

 

Il balzo del meleto bio in Trentino e Alto Adige - Ultima modifica: 2021-02-05T21:44:24+01:00 da Lorenzo Tosi

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