Piante officinali, via libera al nuovo Testo unico

    piante officinali
    Registri varietali, sviluppo di una filiera integrata, marchi regionali di qualità sono le principali novità del decreto approvato in Consiglio dei Ministri. E la raccolta e la prima trasformazione, diventano, per legge, attività agricole.

    Il Consiglio dei Ministri del 16 maggio ha approvato in via definitiva lo schema di decreto legislativo che costituisce il nuovo Testo Unico delle piante officinali recependo le indicazioni del Tavolo di filiera istituito nel 2013 nonché le osservazioni della Conferenza Stato Regioni e delle competenti Commissioni parlamentare.

    In particolare, il decreto:

    1. fornisce una nuova definizione di piante officinali, prevedendo inoltre l'istituzione dei registri varietali delle specie di piante officinali, nei quali sono elencate le piante officinali ammesse alla commercializzazione e sono stabilite le modalità e le condizioni per la certificazione delle sementi; In particolare le piante officinali sono: le piante medicinali, aromatiche e da profumo e le alghe, i funghi macroscopici e i licheni destinati agli stessi usi;

    2. chiarisce in maniera inequivoca che la coltivazione, la raccolta e la prima trasformazione delle piante officinali sono considerate a tutti gli effetti attività agricole; rientrano nelle operazioni di prima trasformazione le attività di lavaggio, defoliazione, cernita, essiccazione, taglio e estrazione di olii essenziali da piante fresche direttamente in azienda agricola;

    3. disciplina la raccolta spontanea, in modo da evitare il depauperamento delle aree a questa destinate e da favorire una maggiore conoscenza delle stesse zone, delle piante e dell'ambiente in cui si sviluppano; inoltre dispone che l'attività di coltivazione, raccolta e prima trasformazione in azienda delle piante è ammessa senza necessità di alcuna autorizzazione;

    4. stabilisce che, con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, deve essere adottato il Piano di
    settore della filiera delle piante officinali, che costituisce lo strumento programmatico strategico diretto a individuare gli interventi prioritari per migliorare le condizioni di produzione e di prima trasformazione delle piante officinali, al fine di incentivare lo sviluppo di una filiera integrata dal punto di vista ambientale, di definire forme di aggregazione professionale e interprofessionale capaci di creare condizioni di redditività per l'impresa agricola e di realizzare un coordinamento della ricerca nel settore;

    5. prevede, per le Regioni, la possibilità di istituire, nel rispetto della normativa dell'Unione europea, marchi finalizzati a certificare il rispetto di standard di qualità nella filiera delle piante officinali.

    Attualmente il settore nazionale delle piante officinali che va dalla coltivazione, alla raccolta e alla trasformazione ed utilizzo è in costante sviluppo soprattutto perché i consumatori sono sempre più attenti a tutti quei prodotti che contengono derivano da piante officinali.

    Infatti le piante officinali possono essere utilizzate come alimenti e bevande, integratori alimentari, cosmetici, farmaci, mangimi e prodotti veterinari, prodotti per l'industria tintoria e conciaria, agrofarmaci e prodotti per la casa.

    In Italia la domanda di prodotti derivati da piante officinali e le piante impiegate come tal quali viene largamente soddisfatta con prodotto d’importazione dalle più svariate parti del mondo a cominciare dai paesi dell’Europa dell’est a quelli dell’Asia e del sud America coprendo circa il 70% del fabbisogno nazionale

    L’industria di trasformazione italiana si è invece largamente sviluppata in quanto i processi sono derivati da antiche ricette e tradizioni ma i risultati attuali non sempre corrispondono alle vecchie aspettative in quanto la materia prima agricola non altrettanto di origine nazionale.

    Il segmento della filiera italiana del settore delle piante officinali che è rimasto più indietro è proprio quello della coltivazione e della raccolta che è regolamentato da leggi che risalgono al 1931.

    Il settore è caratterizzato oggi da oltre3 mila ettari coltivati, con una produzione che in valore è superiore a 9 milioni di euro. In questo comparto, nell'ambito delle diverse fasi della filiera, operano circa 500 addetti e sono presenti oltre 2.000 marchi commerciali che impiegano piante officinali nei loro prodotti.

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