Le tante scelte del Piano strategico nazionale

Dopo l’accordo sulla Pac a Bruxelles, fervono e urgono i lavori per il Piano Strategico Nazionale. Entro il 31 dicembre 2021, l’Italia dovrà presentarlo a Bruxelles

Il negoziato sulla nuova Pac si è concluso a Bruxelles il 25 giugno scorso.

Adesso la “palla” è passata a livello nazionale.

 

 

Nella programmazione 2023-2027, gli Stati membri godranno di una maggiore flessibilità, per quanto riguarda le modalità di utilizzo delle dotazioni finanziarie della Pac, e potranno progettare programmi su misura che rispondano più efficacemente alle preoccupazioni degli agricoltori e delle comunità rurali.

Articolo pubblicato sulla rubrica Primo piano di Terra e Vita

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Questa è, infatti, la principale novità della Pac 2023-2027: il new delivery model (nuova modalità di attuazione), che consiste in un maggiore potere decisionale agli Stati membri, i quali parteciperanno alla scrittura della Pac con un Piano strategico nazionale (Psn).

Nei prossimi 5 mesi, fino al 31 dicembre 2021, si deciderà la politica agricola dei prossimi 5 anni per circa 35 miliardi di euro (7 miliardi di euro/annui): stiamo vivendo, quindi, un momento fondamentale per le Istituzioni, le rappresentanze agricole e agroalimentari e gli agricoltori.

Il percorso del Piano Strategico Nazionale

Il ministero delle Politiche Agricole ha attivato da oltre un anno una serie di gruppi di lavoro tecnici per redigere gli indicatori dell’analisi di contesto e l’analisi Swot (punti di forza, punti di debolezza, opportunità e minacce).

Gli esiti di questo lavoro sono presenti nel sito della Rete Rurale Nazionale.

Dall’analisi Swot deriveranno i fabbisogni e poi la strategia della Pac 2023-2027 per l’Italia (fig. 1).

Il lavoro di programmazione è stato svolto in sede fase tecnica fino ad aprile 2021; con l’istituzione del Tavolo di Partenariato, il 19 aprile 2021, è iniziato il coinvolgimento di tutte le rappresentanze o meglio i cosiddetti stakeholders (portatori di interesse). Il Psn dovrà essere inviato a Bruxelles entro il 31 dicembre 2021 e dovrà contenere le tantissime scelte politiche che il legislatore comunitario ha affidato agli Stati membri.

Le scelte del Psn riguardano tutti gli strumenti della Pac (pagamenti diretti, interventi settoriali, sviluppo rurale); questo articolo è dedicato alle scelte sui pagamenti diretti.

 

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Le scelte sui pagamenti diretti

La nuova Pac 2023-2027, conferma l’impostazione a “pacchetto” dei pagamenti con il fine di concedere pagamenti più mirati, selettivi e flessibili, classificandoli in due categorie (disaccoppiati e accoppiati) e in cinque tipologie:

- sostegno al reddito di base al reddito per la sostenibilità;

- sostegno ridistributivo complementare;

- sostegno complementare per i giovani agricoltori;

- regimi per il clima e l’ambiente (eco-schemi);

- sostegno accoppiato al reddito.

Come nella precedente programmazione, può essere prevista la possibilità di un pagamento forfettario specifico per i piccoli agricoltori, sostitutivo di tutti i pagamenti diretti, la cui definizione dovrà essere riportata nel Piano strategico nazionale.

Il massimale assegnato all’Italia (pari a 3,658 miliardi l’anno) potrà essere utilizzato con una certa flessibilità, attribuendo ad ogni sostegno una percentuale del budget, all’interno di un range riportato in tabella 1.

Ad esempio, il sostegno di base potrà assorbire una percentuale dal 41 al 65% del budget, gli eco-schemi a partire da un minimo del 25%. Ricordiamo che pagamento di base ed eco-chemi sono i due principali pagamenti della prossima Pac.

Poi, deve essere assegnato un minimo del 10% al sostegno ridistributivo e una percentuale di almeno il 3% ai giovani agricoltori, che può tuttavia essere collocata anche all’interno del secondo pilastro.

L’Italia può operare anche un’altra scelta: destinare una percentuale (fino al 3%) delle risorse dei pagamenti diretti ad interventi settoriali (diversi da ortofrutta, vino, olio di oliva e apicoltura) da utilizzare per programmi operativi in nuovi settori, sul modello dell’Ocm ortofrutta.

Pagamento di base, titoli e convergenza interna

La decisione più importante riguarderà la scelta del nuovo pagamento di base che potrà essere erogato con i titoli o senza titoli (vedi Terra e Vita n. 23/2021).

Pagamento accoppiato

Per quanto riguarda il pagamento accoppiato la percentuale del sostegno può variare dallo 0% al 15%.

Nella futura Pac 2023-2027 è previsto il mantenimento della possibilità per gli Stati membri di destinare fino al 13% dei propri pagamenti diretti al supporto di produzione in difficoltà, come quella della barbabietola, del riso, del pomodoro, della carne bovina. In aggiunta, al fine di ridurre la dipendenza dalle importazioni di colture proteiche, un ulteriore 2% di supporto accoppiato potrà essere destinato alle leguminose senza dimostrarne le difficoltà del settore, cosa che va sempre fatta negli altri casi.

L’Italia può inserire le stesse colture delle scelte fatte nel periodo di programmazione 2015-2022 (pomodoro, barbabietola, riso, carne bovina, ecc.). Inoltre, può aumentare del 2% la dotazione finanziaria al sostegno accoppiato se lo Stato italiano inserirà anche le colture proteiche nel Piano strategico nazionale.

Pagamento per i giovani agricoltori

L’Italia, nella redazione del Psn, deve indicare cosa intende per “giovane agricoltore”, collocandolo in una fascia d’età che va dai 35 e 40 anni di età. In più, a questa tipologia di agricoltori deve dedicare, al fine di supportarli nella loro attività, almeno un importo equivalente al 3% dei pagamenti diretti da inserire nel primo pilatro, nel secondo o in entrambi i pilastri.

Tale supporto, potrà prendere forma con uno o più dei seguenti tipi di interventi:

- sostegno complementare al reddito dei giovani agricoltori nel primo pilastro;

- insediamento di giovani agricoltori nel secondo pilastro;

- investimenti da parte di giovani agricoltori nel secondo pilastro (strumenti finanziari per l’acquisto di terreni fino al 100%).

Il capping

L’Italia, per quanto riguarda il capping, ovvero lo strumento che consiste in una riduzione dei pagamenti diretti sopra una certa soglia, può scegliere di applicarlo fissando un tetto massimo agli aiuti diretti a 100.000 euro, con una riduzione fino all’85% tra 60.000 euro e 100.000 euro.

Va però considerato che prima di applicare le riduzioni, nel calcolo della sommatoria dei pagamenti diretti possono essere sottratti tutti gli stipendi, salari e costi degli stipendi legati ad un’attività agricola dichiarata dall’agricoltore, comprese le imposte e i contributi connessi, inclusi i costi della manodopera familiare.

Per il calcolo degli importi dei salari, possono essere utilizzati i costi salariali effettivamente sostenuti dall’agricoltore e, in casi debitamente giustificati, gli agricoltori possono chiedere di utilizzare costi standard determinati dallo Stato italiano.

Il prodotto stimato della riduzione dei pagamenti è utilizzato principalmente per il finanziamento del sostegno redistributivo e successivamente di altri interventi appartenenti ai pagamenti diretti disaccoppiati.

C’è anche la possibilità che il prodotto stimato possa anche essere utilizzato per finanziare tipi di interventi nell’ambito del Feasr.

 

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L’agricoltore attivo

Per garantire che il sostegno dell’Unione europea sia concesso solo a coloro che svolgono almeno un livello minimo di attività agricola, senza escludere agricoltori pluri-attivi e part-time, l’Italia dovrà quindi inserire all’interno del proprio Piano strategico una definizione dei cosidetti “agricoltori attivi”.

La definizione di “agricoltore attivo” deve essere stabilita applicando criteri oggettivi e non discriminatori nei confronti degli agricoltori.

Alcuni esempi di criteri: il controllo del reddito, input di lavoro nell’azienda agricola, l’oggetto sociale e/o la inclusione delle loro attività agricole in registri nazionali o regionali.

L’Italia avrà la possibilità di definire una lista negativa di soggetti (black list) che verranno automaticamente esclusi dalla qualifica di “agricoltore attivo” (aeroporti, strutture sportive, ecc.).

Inoltre, viene prevista la possibilità di considerare “agricoltori attivi” quelli che, per l’anno precedente, hanno ricevuto pagamenti diretti non superiori a un determinato importo, fino a un limite di 5.000 euro.


Con il Psn aumenta il ruolo nazionale

Per l’Italia, il nuovo modello di attuazione della Pac implica un maggiore ruolo nazionale che ha il merito di ridurre le sovrapposizioni e le differenze territoriali/settoriali nell’utilizzo degli strumenti della Pac.

Inoltre, l’Italia può adattare la Pac alle proprie specifiche esigenze, ma ciò comporta un maggiore impegno e responsabilizzazione (vedi Terra e Vita n. 14/2021).

Ogni Stato membro dovrà redigere un piano strategico per l’intero periodo 2023-2027, che stabilisca le modalità con cui ciascuno Stato membro intende conseguire gli obiettivi della Pac:

  • 3 obiettivi generali economici, ambientali e sociali;
  • 1 obiettivo trasversale (Akis);
  • 9 obiettivi specifici.

Il Psn dovrà specificare come ciascun Stato membro intenda raggiungere i nove obiettivi chiave identificati per la futura Politica agricola comune, vale a dire:

  • garantire un reddito equo agli agricoltori;
  • aumentare la competitività;
  • riequilibrare la distribuzione del potere in tutta la filiera alimentare;
  • agire per contrastare i cambiamenti climatici;
  • tutelare l’ambiente;
  • salvaguardare il paesaggio e la biodiversità;
  • sostenere il ricambio generazionale;
  • sviluppare aree rurali dinamiche;
  • proteggere la qualità dell’alimentazione e della salute.

I piani strategici saranno la combinazione di tutti gli strumenti di sostegno della Pac:

  • pagamenti diretti, finanziati dal Feaga;
  • misure settoriali (vitivinicolo, ortofrutticolo, apicoltura, olio di oliva), finanziati dal Feaga;
  • programmi di sviluppo rurale (Psr), finanziati dal Feasr.

Per la prima volta, il primo e il secondo pilastro saranno accumunati da un’unica strategia nazionale e/o regionale.

La Commissione europea controllerà i piani strategici e li approverà entro il 30 giugno 2022.

Le tante scelte del Piano strategico nazionale - Ultima modifica: 2021-08-29T23:49:55+02:00 da Roberta Ponci

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