Conto termico 3.0, 150 milioni di incentivi per le aziende agricole

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L’aiuto copre in media il 45% delle spese per le rinnovabili e il 25% per l’efficienza energetica, con maggiorazioni cumulative che possono portarlo fino al 65%

Con la pubblicazione delle Regole Applicative del Gse, il Conto Termico 3.0 entra nella sua fase operativa. Il nuovo meccanismo, istituito dal Decreto ministeriale 7 agosto 2025 ed entrato in vigore il 25 dicembre 2025, aggiorna e supera le precedenti versioni del Conto Termico, introducendo importanti novità sia sul piano tecnologico sia su quello procedurale.

L’operatività del sistema è subordinata all’attivazione del Portaltermico, la piattaforma informatica del Gse prevista entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto, ai sensi dell’articolato e delle Regole Applicative. Considerata la natura “a sportello” del meccanismo e il contingente finanziario dedicato alle imprese, la fase preparatoria assume un ruolo strategico per non perdere l’opportunità.

Obiettivi e risorse della misura

Il Conto Termico 3.0 incentiva interventi di efficienza energetica e di produzione di energia termica da fonti rinnovabili, con una dotazione di 900 milioni di euro annui. Di questi, 500 milioni sono destinati ai soggetti privati e 150 milioni riservati specificamente alle imprese, comprese quelle agricole e forestali. Rispetto al passato, il nuovo impianto normativo amplia la platea dei beneficiari (includendo Terzo settore e Comunità energetiche rinnovabili), introduce nuove tipologie di intervento e aggiorna massimali e coefficienti per renderli più aderenti ai costi reali di mercato. Al tempo stesso, il decreto elimina l’incentivazione delle caldaie a gas a condensazione, concentrando le risorse su tecnologie a emissioni locali nulle o su biomasse ad alta efficienza, in coerenza con la Direttiva RED III.

L’incentivo assume la forma di un contributo diretto, erogato dal Gse sul conto corrente del beneficiario, fino a esaurimento delle risorse disponibili.

Chi può accedere: requisiti per agricoltura e foreste

Possono presentare domanda tutti i soggetti privati, le Pubbliche amministrazioni e gli Enti del Terzo settore, operando direttamente, tramite una Esco o nell’ambito di una Cer. Per il comparto agricolo e forestale, il decreto prevede condizioni di maggior favore, ma anche requisiti specifici.

Le aziende agricole devono essere in possesso della qualifica di Imprenditore agricolo professionale (Iap), mentre per le imprese forestali è richiesta l’iscrizione in Camera di Commercio con codice Ateco primario riferito alla silvicoltura o all’utilizzo delle aree forestali. Questi requisiti consentono di accedere a deroghe e maggiorazioni non previste per altri settori produttivi.

Procedura d'accesso: attenzione alle tempistiche

Per le imprese agricole e forestali, l’accesso agli incentivi avviene esclusivamente tramite accesso diretto, articolato in due fasi obbligatorie. La richiesta preliminare, da presentare prima di avviare i lavori, rappresenta un passaggio cruciale: senza la conferma di prenotazione del Gse non è possibile iniziare alcuna opera, pena l’esclusione definitiva dall’incentivo. In questa fase sono ammessi solo attività preparatorie come diagnosi energetiche, progettazione e ottenimento dei permessi.

La domanda a consuntivo va invece presentata entro 90 giorni dalla conclusione degli interventi, caricando sul PortalTermico tutta la documentazione tecnica e amministrativa richiesta. Se la domanda è conforme e rientra nel contingente disponibile, il Gse invia la lettera di ammissione e procede all’erogazione del contributo.

Edifici e interventi ammessi

Il decreto distingue tra interventi di efficienza energetica e interventi di produzione di energia termica da Fer. Per il settore agricolo, i fabbricati rurali censiti in categoria D/10 – come stalle, magazzini, cantine, agriturismi, essiccatoi e uffici aziendali – rientrano nell’ambito terziario e possono accedere a entrambe le tipologie di intervento.

Particolare attenzione è riservata alle serre agricole, per le quali sono previste disposizioni dedicate: è possibile accedere agli incentivi anche in assenza di accatastamento, mantenere un generatore a gasolio come backup e operare su strutture in locazione, purché il contratto copra l’intero periodo di incentivazione.

Un’eccezione riguarda il fotovoltaico con accumulo, ammesso solo su edifici D/10 e solo se abbinato a una pompa di calore elettrica, con impianto dimensionato sui consumi reali.

Tecnologie incentivabili e intensità dell’aiuto

Tra le tecnologie incentivabili rientrano caldaie a biomassa ad alta efficienza, pompe di calore, solare termico, microcogenerazione e interventi di efficienza sugli edifici strumentali. Per i generatori a biomassa è obbligatoria la certificazione ambientale 5 Stelle, mentre per le pompe di calore e i sistemi ibridi è richiesta la conformità ai requisiti Ecodesign.

L’incentivo copre in media il 45% delle spese per le rinnovabili e il 25% per l’efficienza, con maggiorazioni cumulative che possono portare il contributo fino al 65%. Le aziende agricole e forestali beneficiano inoltre di tre deroghe chiave: possibilità di installare biomasse anche su nuovi edifici, bonus per le aree non metanizzate e procedura semplificata per l’uso di biomassa autoprodotta.

Cumulabilità, aspetti fiscali e sinergia con le Cer

Il Conto Termico 3.0 è cumulabile con alcuni strumenti finanziari e con gli incentivi delle Comunità energetiche rinnovabili, purché siano rispettati i limiti sugli aiuti di Stato. Non è invece cumulabile con altri incentivi statali sulle stesse spese, come Ecobonus o Transizione 5.0. Dal punto di vista fiscale, il contributo è considerato in conto impianti, non è soggetto a ritenuta e resta fuori dal campo Iva.

 

Conto termico 3.0, 150 milioni di incentivi per le aziende agricole - Ultima modifica: 2026-01-07T16:15:02+01:00 da Simone Martarello

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