Copagri, la disponibilità di acqua è priorità assoluta

acqua
Da sinistra: Giuseppe Scordella, Tommaso Battista, moderatore convegno, Francesco Paolicelli, Massimo Gargano
Difficoltà e prospettive per la prossima stagione irrigua in Puglia al centro di un convegno sul ruolo dei consorzi di bonifica

«L’attuale capienza delle dighe, nonostante le piogge delle ultime settimane, non consente alle aziende agricole pugliesi di avviare una normale programmazione colturale, con tutte le numerose ripercussioni negative che tale gravosa situazione comporta. Perciò, in accordo con i consorzi di bonifica, non è più rinviabile la messa in campo di un vero e proprio piano di interventi, organico e strutturato, che punti sull’efficientamento della rete idrica e sull’utilizzo delle acque reflue. L’obiettivo del massimo recupero di acque deve essere finalizzato al contenimento dei prelievi da falda, per evitare l’intrusione di acqua salmastra, tossica per i terreni. Ma chiediamo anche un pronto intervento sul tributo 630, perché non è giusto che agricoltori paghino per servizi non ricevuti».

È con questi auspici del presidente della Copagri Puglia Michele Palermo che si è aperto il convegno “Il ruolo dei consorzi di bonifica in Puglia contro la crisi idrica” organizzato dalla Copagri a Putignano (Ba).

Attività e impegni dell’assessorato all’Agricoltura

Francesco Paolicelli

Agli appelli della Copagri ha risposto l’assessore Francesco Paolicelli ricordando in primo luogo il provvedimento adottato dal Consorzio di bonifica Centro Sud Puglia su mandato della Regione Puglia, che ha impegnato risorse pari a 1.211.300 di euro destinati alla sospensione dei contributi consortili relativi ai conguagli irrigui del 2022 emessi dall’ex Consorzio di bonifica Terre d’Apulia per compensare i maggiori costi legati all’eccezionale aumento dell’energia registrato in quell’anno.

«La sospensione dei conguagli rappresenta un atto di responsabilità: consente di ristabilire un principio di equilibrio e di concedere il tempo necessario per applicare in modo corretto il contributo regionale. È doveroso corrispondere quanto dovuto per servizi efficienti e trasparenti, ma è altrettanto doveroso che le istituzioni intervengano quando circostanze straordinarie mettono a rischio la tenuta delle aziende. Anche per il tributo 630 daremo la giusta risposta agli agricoltori trovando l’opportuna soluzione. Inoltre ho convocato a breve tutte le parti interessate per far partire in anticipo la stagione irrigua e affrontare e cercare di risolvere nei tempi debiti tutti i relativi problemi».

Dalla dissalazione alle acque reflue

Per la diga del Pappadai i lavori sono appena iniziati e speriamo che quanto prima si possa usufruire del collegamento con il fiume Sinni, ha aggiunto Paolicelli. «Ovviamente per poter distribuire l’acqua occorrono le reti, sulle quali hanno competenza la Regione e i consorzi di bonifica. La dissalazione dell’acqua di mare, che in altri paesi è attiva da tempo, trova da noi resistenze, ma dobbiamo tenerla in conto per affrontare i problemi causati dalla siccità. L’utilizzo delle acque reflue trova in Puglia e in Italia un freno in una sorta di diffidenza ingiustificata, verso la quale anche i consorzi devono operare divulgando i vantaggi dell’impiego di tali acque. Sugli acquedotti rurali abbiamo approvato a settembre 2025 la legge per cui passano dai consorzi all’Acquedotto pugliese, un passaggio che stiamo completando. Affinché la gestione della risorsa idrica in Puglia sia corretta è fondamentale che i consorzi funzionino bene e termini la lunga stagione del commissariamento del Consorzio di bonifica Centro Sud Puglia, in modo che passi in gestione agli agricoltori stessi, e che il consorzio diventi quanto più efficiente. Il lavoro in atto è, comunque, proficuo, è già un passo in avanti se si considera che da maggio scorso sono stati puliti 680 chilometri di canali su 1800».

Il rapporto fra consorzi di bonifica e Regione

Giuseppe Scordella
Giuseppe Scordella

Per Giuseppe Scordella, responsabile Area agraria del Consorzio di bonifica Centro Sud Puglia, «il lavoro di affiancamento al consorzio che l’assessore Paolicelli sta attuando sin dal suo insediamento è fondamentale per la sua piena funzionalità. Il rapporto con la Regione e le associazioni di categoria si è consolidato nell’ultimo anno. Il consorzio è nato dalla soppressione di quattro consorzi che coprivano in totale 1.200.000 ettari, diventando per superficie servita il primo consorzio in Italia. Abbiamo a che fare con un territorio vastissimo, che comprende 1800 chilometri di canali, che occorre pulire almeno due volte all’anno, e presenta problemi molto diversi fra loro. Lo scorso dicembre abbiamo sottoscritto 18 convenzioni con la Regione Puglia per utilizzare le risorse del fondo di coesione per 180 milioni di euro per intervenire sulla rete irrigua e operare azioni di bonifica. A novembre la Regione ha approvato il piano di bonifica del consorzio. E adesso ci avviamo verso la definizione del piano di classifica. Anche verso l’uso delle acque reflue in agricoltura il nostro impegno è solerte».

Affrontare i cambiamenti climatici

Massimo Gargano

Il direttore generale dell’Anbi, Massimo Gargano, ha esortato a non guardare sempre all’indietro, al tributo 630. «Superiamo questa vicenda e andiamo avanti. Dobbiamo affrontare i cambiamenti climatici e approvvigionarci di acqua. Quest’anno le piogge finora cadute non basteranno. Appena le temperature si alzeranno avremo un’evapotraspirazione potentissima. Occorre lavorare alla difesa del suolo e alla disponibilità di acqua. Quando piove dobbiamo raccogliere tutta l’acqua e stoccarla, altrimenti non si può fare agricoltura, che è quanto si sa fare meglio in Puglia, cioè produzione di alimenti e quindi di cibo. L’Anbi ha presentato un piano invasi per 7,5 miliardi di euro di progetti, proprio perché bisogna raccogliere e conservare l’acqua per quando sarà necessaria. Finora ne raccogliamo solo l’11%, dobbiamo arrivare almeno al 40%».

Gravissima dispersione di acqua

Tommaso Battista
Tommaso Battista

In agricoltura l’acqua, oltre a essere un elemento naturale imprescindibile, rappresenta un bene comune strategico, un fattore di produzione critico e una responsabilità collettiva, con una valenza strategica in termini di redditività, ha affermato il presidente della Copagri Tommaso Battista allargando la visuale all’ambito nazionale.

«Proprio per questo non è tollerabile che l’Italia sconti una gravissima dispersione di tale fondamentale risorsa, causata da una rete idrica colabrodo che, anche a causa della scarsissima manutenzione, genera perdite medie del 40-50% di acqua. Una situazione che diventa ancora più grave in Puglia, regione agricola per eccellenza e in particolare ortofrutticola, priva di corsi d’acqua di superficie e costretta a rifornirsi da dighe spesso semivuote e da pozzi che attingono da falde al limite dell’intrusione di acqua salmastra. Alla luce di tale situazione diventa prioritario prevedere un nuovo piano di gestione idrica pluriennale che possa rappresentare uno strumento strategico per il futuro dell’agricoltura italiana e dell’export agroalimentare nazionale, il quale dipende per ben l’83% dalla disponibilità idrica».

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