Trentino, si discute di come utilizzare al meglio la risorsa idrica

irrigazione
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All’assemblea dei 230 consorzi di Miglioramento Fondiario del Trentino ribadita l'importanza della ricerca e dell'utilizzo delle nuove tecnologie ma anche la necessità di opere infrastrutturali come

L’uso più razionale dell’acqua a fini irrigui per far fronte al cambiamento climatico è stato il tema principale dell’assemblea dei 230 consorzi di Miglioramento Fondiario del Trentino. La federazione costituita oltre 40 anni fa negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più strategico anche nei rapporti con l’ente pubblico. Ruolo riconosciuto anche dal vicepresidente della Provincia di Trento Mario Tonina, assessore all’Urbanistica, all’ambiente e alla cooperazione e dall’assessora all’Agricoltura Giulia Zanotelli, entrambi presenti all’assemblea. Il Trentino agricolo grazie ai consorzi diffusi su tutto il territorio provinciale, vede praticamente tutti i territori interessati alle produzioni frutticole, viticole piccoli frutti e ortaggi e  in parte foraggicoltura coperta dall’irrigazione. Sono 18.500 gli ettari coperti da impianti di irrigazione. Di questi ben l’80% sono irrigati con il sistema della goccia con un notevole risparmio d’acqua.

«La trasformazione è stata graduale negli ultimi vent’anni sempre sostenuta dalla Provincia, ma, unico caso in Italia assieme a Bolzano – sottolinea il direttore Lorenzo Cattani – il dato più importante è che gli agricoltori da sempre mettono una quota nel pagamento dei progetti, cosa diversa dal resto d’Italia». L’importanza di questo impegno che dovrà durare anche per il futuro, è stata sottolineato dagli assessori provinciali oltre che dal presidente della Federazione Mauro Capra, è quello che i trentini sono da sempre impegnati nel risparmio dell’acqua. Questo, grazie agli investimenti consistenti effettuati negli ultimi vent’anni da parte dei consorzi supportati dagli interventi finanziari della Provincia. Cattani ha presentato anche il bilancio di previsione approvato all’unanimità.

Mauro Capra

«Per in futuro, considerato il clima che cambia dovremo investire ancora su più fronti – ha affermato il presidente – innanzitutto su quello dell’innovazione puntando a un’irrigazione localizzata e, come definita tecnologica questo al fine di beneficiare degli automatismi informatizzati, con un minimo intervento umano per il controllo e la precisione, usando tecnologie digitali interconnesse tra di loro: grazie alla  carta dei suoli, al  monitoraggio satellitare, a quello ambientale e alla comunicazione tra dispositivi elettronici dando ‘acqua quando serve e nella misura in cui serve in quella fase fenologica della pianta come è emerso nel convegno recentemente organizzato sul tema da parte della Fondazione Mach». Ciò sarà possibile grazie al supporto di Fem, della Fondazione Kessler e dell’Università di Trento. Ma anche la Provincia farà la sua parte ha affermato Zanotelli, che ha sottolineato l’importanza della digitalizzazione e della ricerca.

Per il vicepresidente Tonina, dovremo investire ancora sui bacini in quota per trattenere l’acqua piovana e quella delle sorgenti prima che questa scorra a valle. A tal proposito ha ricordato il presidente Capra, la Federazione in accordo con il Dipartimento Agricoltura della Provincia, ha chiesto ai consorzi di manifestare le proprie esigenze ed è stata raccolta la lista delle molte iniziative proposte facendo così un quadro completo dei bisogni.

Soldi da cercare anche fuori Provincia

«Ma la situazione è cambiata negli ultimi anni anche dal punto di vista finanziario, se in passato l’unico ente finanziatore era la Provincia ora dobbiamo essere pronti anche a presentare le domande di intervento anche sui bandi nazionali» hanno affermato Zanotelli e Capra. «Sappiamo come tramite la piattaforma Dania, la federazione abbia potuto inserire per conto dei consorzi svariati progetti che sono ora in graduatoria di finanziabilità – ha informato Capra – purtroppo nel 2021 progetti per circa 85 milioni di euro tutti idonei non sono stati finanziabili sul Pnrr. Per il 2022 altri 18 progetti per circa 100 milioni candidati per la legge di stabilità hanno ottenuto il finanziamento in tre per un totale di oltre 17 milioni di euro. Dal ministero è in arrivo proprio in questi giorni un grosso finanziamento per la Valle di Cembra».

Ma in futuro altre opportunità potrebbero venire anche dall'installazione di piccole centraline ad uso idroelettrico. «Il nostro obiettivo – ha concluso Capra – è di coniugare migliore efficienza e capacità di fare sintesi come territorio».

Trentino, si discute di come utilizzare al meglio la risorsa idrica - Ultima modifica: 2023-06-16T14:37:00+02:00 da Simone Martarello

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