Settimana caratterizzata da forti tensioni sui mercati internazionali, con le materie prime zootecniche che risentono del clima di incertezza generato dalle recenti evoluzioni sul fronte commerciale tra Stati Uniti e Cina. Sul mercato nazionale, si registra un calo diffuso nel comparto dei cereali foraggeri, con ribassi per gli orzi, sia nazionali che comunitari, che per i grani teneri. Il sorgo si mantiene stabile. Sul fronte della soia, il prezzo del seme di soia estero rilevato a Bologna scende a 413 €/t, mentre il seme nazionale mostra un leggero calo, confermando una fase di generale incertezza. Le farine proteiche seguono la tendenza ribassista, con la farina di soia in flessione, influenzata dalla dinamica negativa del mercato di Chicago. In calo anche le quotazioni della farina di colza e della farina di girasole proteica, mentre resta stabile la farina di girasole integrale.
L'orzo cede terreno
Nel comparto dei cereali foraggeri si osservano correzioni diffuse. A Bologna, l’orzo pesante cede 2 €/t, portandosi a 257-262 €/t, pur mantenendo un incremento annuo del 30%. A Milano, l’orzo comunitario si flette di 3 €/t, attestandosi su 261-275 €/t, con una variazione annuale del +25%. Da segnalare, sempre per l’orzo, un aggiornamento delle stime produttive per il 2025: la Commissione europea (27 marzo 2025) prevede una ripresa dei raccolti italiani, con 984 mila tonnellate contro le 890 mila tonnellate del 2024 (+10,6% su base annua), e un’espansione delle superfici coltivate (+4%).
Giù anche il grano tenero
Il frumento ad uso zootecnico registra un ribasso più marcato, passando da un prezzo di 254-261 €/t a uno di 250-259 €/t (franco arrivo), pur rimanendo sopra i livelli dello scorso anno (+18%).
Sorgo senza variazioni
Stabile il sorgo, che si conferma tra 238-242 €/t, con un aumento del 24% su base annua.
Soia in caduta libera
Lo scenario internazionale condiziona fortemente il mercato della soia. A Chicago, i futures del seme con scadenza maggio 2025 sono scesi a 9,77 $ per bushel (-4,5% rispetto alla settimana precedente), pari a circa 326 €/t, tornando ai livelli minimi di dicembre 2024. La Cina ha imposto nuovi dazi del 34% sulle importazioni dagli Usa, tra cui il mais e la soia. Inoltre, prosegue la raccolta brasiliana, che promette un aumento dell’offerta globale, garantendo agli acquirenti la possibilità di importare da una fonte diversa da quella americana. In Italia, a Bologna, il seme di soia nazionale perde 2 €/t e si porta a 415-420 €/t (franco partenza), con un calo annuo del 9,7%. A Milano, i valori si mantengono stabili a 418-420 €/t, ma non riflettono ancora pienamente gli effetti della dinamica internazionale. Il seme di soia estero scende a Bologna di ben 7 €/t, toccando i 413 €/t.
Farina di soia a -25% su base annua
Nel comparto delle farine proteiche, si accentua la tendenza ribassista. A Bologna, la farina di soia proteica ogm perde 10 €/t, posizionandosi a 345-347 €/t, con una riduzione annuale del 25%. Anche i futures della farina di soia a Chicago registrano una flessione settimanale di -10,40 $/t, atterrando sul prezzo di 283,10 $/t, pari a circa 284 €/t.
Farina di colza in flessione
Tornando in Italia, a Bologna, in diminuzione anche la farina di colza, che si attesta a 302-307 €/t (-2 €/t rispetto alla settimana precedente), registrando un calo del 13,6% rispetto ad aprile 2024.
Farine di girasole: senza variazioni l'integrale, scende la proteica
Tra le farine di girasole, si mantiene stabile la farina integrale sui 222-227 €/t, mentre la farina di girasole proteica cede 5 €/t, fermandosi a 275-280 €/t. Rispetto all’anno precedente le variazioni sono rispettivamente del +17% e del -3%.













