Il mercato delle materie prime zootecniche prosegue la fase di stabilità, con orzo, grani teneri e sorgo che mantengono le quotazioni della settimana precedente. La domanda rimane statica, influenzata dalle incertezze legate ai dazi Usa. Nel comparto della soia, il mercato è ancora in calo, con le quotazioni nazionali che seguono la tendenza ribassista del prodotto estero. Tra le farine proteiche, i prezzi della farina di soia segnano un ulteriore ribasso settimanale, mentre si mantengono stabili la farina di colza e le farine di girasole integrale e proteica. Le ultime stime produttive pubblicate da Coceral (11 marzo 2025) proiettano la produzione italiana di soia per il 2025 in calo rispetto all’anno precedente, passando da 1,22 milioni di tonnellate nel 2024 a 1,12 milioni di tonnellate, con una contrazione dell'8%.
L'orzo si conferma
Nel comparto dei cereali foraggeri, si conferma una fase di staticità, con scambi limitati e quotazioni invariate. A Bologna, l’orzo pesante resta sui 259-264 €/t, con un incremento annuo del 31%. Anche l’orzo comunitario a Milano conferma i valori della settimana precedente, attestandosi a 264-278 €/t, con una variazione annua del +27%.
Grano tenero, scende il prezzo minimo
Sempre a Bologna, il frumento ad uso zootecnico, invece, registra un aggiustamento di 2 €/t sul prezzo di minimo, scendendo a 256-261 €/t (franco arrivo), pur mantenendo un rialzo annuale del +21%.
Sorgo senza variazioni
Stabile il sorgo, che si attesta a 238-242 €/t, con un incremento del 25% rispetto all’anno precedente.
La soia si indebolisce
Per quanto riguarda il mercato della soia, le quotazioni si indeboliscono ulteriormente, con ribassi sia per il seme nazionale che per quello di origine estera. A Bologna, il seme di soia nazionale perde 2 €/t, portandosi a 417-422 €/t (franco partenza), con Milano che registra la stessa variazione, attestandosi a 420-422 €/t (franco partenza). La riduzione media su base annua si attesta al 5%. Sul fronte internazionale, il mercato resta condizionato dalle previsioni di un raccolto abbondante in Sudamerica, con il Brasile e l’Argentina che si apprestano a concludere una campagna produttiva favorevole. Per il seme di soia di origine estera, a Bologna la quotazione cede 3 €/t, portandosi a 420 €/t, mentre a Milano si osserva un ribasso di 2 €/t, con un prezzo di 418-428 €/t e un decremento del 7% rispetto all’anno precedente. Alla Borsa di Chicago, i futures della soia atterrano sul valore di 10,09 $ per bushel (-0,7% rispetto alla settimana precedente), pari a circa 342 €/t.
La farina di soia cede terreno
Nel comparto delle farine proteiche, la farina di soia proteica ogm continua a perdere terreno. A Bologna, il prezzo scende di 5 €/t, portandosi a 355-357 €/t, con una riduzione annuale del 27%. Alla Borsa di Chicago, i futures della farina di soia si attestano a 330,30 $/t, pari a circa 305 €/t.
Farina di colza stabile
In Italia, la farina di colza mantiene la quotazione della settimana precedente, attestandosi sui 306-311 €/t, con una variazione annua del -14%.
Calma piatta per le farine di girasole
Stabili anche le farine di girasole: la farina di girasole integrale conferma i 222-227 €/t mentre la farina di girasole proteica rimane a 280-285 €/t (+2% rispetto all’anno precedente), con incrementi rispettivamente del 17% e del 2% rispetto a marzo 2024.













